Regalaci il tuo aforisma migliore di sempre

Nel mese di dicembre del 2024 l’Associazione Italiana per l’Aforisma ha voluto lanciare una sorta di
sondaggio presso gli estimatori della Forma Breve dal titolo “Regalaci il tuo migliore aforisma di sempre“, con il fine di meglio comprendere quali siano, ad oggi, le massime di ogni tempo e di ogni autore che gli italiani ritengono indimenticabili, più significative, più degne di essere citate.

L’invito a esprimersi, rivolto agli utenti, è comparso sulla pagina Facebook intitolata al Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi” e ci sono pervenuti circa 250 aforismi corrispondenti alla regola dettata, vale a dire: la frase scelta dall’utente accompagnata dal nome del suo autore.

Purtroppo, ma anche prevedibilmente in un sondaggio web liberamente aperto al pubblico, è stato cancellato un numero pari ad altri 250 post che contenevano molte autocitazioni, escluse a monte dal regolamento. Si sono sprecate poi le presunte facezie, frasi scurrili, proverbi e detti del tutto fuori tema.

Malgrado ciò, il materiale inviatoci correttamente ha permesso in abbondanza all’AIPLA di raggiungere il risultato voluto: nella memoria aforistica collettiva degli italiani rimangono massime di ieri e di oggi dal grande significato, d’incontestabile saggezza e acutezza; sono e rimangono lo specchio di ogni tempo nel rammentarci i fondamentali valori umani e i relativi, inevitabili, ripetuti errori.

Procedendo a un’analisi più accurata del materiale raccolto online, possiamo constatare che al primo posto degli autori citati trionfa l’immarcescibile Oscar Wilde. Poi compaiono tra gli aforisti di ieri Nietzsche, Einstein, Dávila, Bukowski, Cioran. Tra i contemporanei italiani abbiamo Ansaldi, Caramagna, Montanari, Gramolini, Grieco (tutti nomi di eccellenti autori emersi in questi anni grazie al lavoro del Premio “Torino in Sintesi” patrocinato da AIPLA) sembrano prevalere su altri di ottima qualità: persino l’iper-prolifico Gervaso è completamente ignorato.

Non è tutto. Il dato forse più interessante di cui abbiamo dovuto prendere atto sta proprio nelle omissioni: Flaiano, Longanesi, Marchesi hanno una sola citazione… Del tutto ignorati coloro che nell’aforisma del passato hanno fatto scuola come Guicciardini, Dossi e poi Ceronetti, Sgalambro, etc… Stranamente, tra le grandi signore dell’aforisma del Novecento, non vediamo traccia nemmeno di Alda Merini, una delle autrici più conosciute nel panorama odierno delle citazioni.

Riteniamo dunque che siano davvero significative proprio queste omissioni, se si considera quali profonde tracce abbiano lasciato nella Forma Breve autori celeberrimi quali Pascal e Montaigne, Lichtenberg e Joubert, compreso il cinico Ambrose Bierce. Anche tra i comici vengono citati solo Totò e Massimo Troisi, mentre sono ignorati altri giganti quali Woody Allen, Groucho Marx, Bergonzoni e così via. Tra i politici leggiamo soltanto Winston Churchill, appaiato – e questo dovrebbe farci riflettere – a Beppe Grillo.

Non possiamo esimerci dal segnalare poi come sia preoccupante anche un altro dato: molto spesso sono state proposti come aforismi memorabili luoghi comuni, modi di dire o terminologie specifiche, magari per quanto illustri: carpe diem – panta rei – so di non sapere – cogito ergo sum – meglio un giorno da leone che cento da pecora – etc. Ciò significa che in questa Italia che ancora non conosce e frequenta quanto necessario la Forma Breve autentica, un’intera epoca aforistica viene oscurata a vantaggio di un fraintedimento circa cosa l’aforisma sia realmente in sé, o almeno non sia.

Resta quindi da concludere che molta strada è ancora da percorrere per la conoscenza e la divulgazione del genere aforistico (oggi operate soprattutto da associazioni, premi, convegni e dibattiti sull’esempio dell’AIPLA): va altresì rimarcata la totale assenza dei Licei italiani circa l’inserimento, nei loro programmi, di un capitolo dedicato alla Forma Breve, malgrado essa sia un genere a sé stante che accompagna, doviziosamente e senza soluzione di continuità, la letteratura occidentale da 2500 anni.

Fermi nell’intenzione di continuare il nostro cammino di promozione dell’aforisma, siamo comunque in grado, oggi, di raccogliere e pubblicare i non pochi frutti del lavoro già svolto anche attraverso iniziative quali la seguente raccolta di massime scelte dagli utenti del web. Noterà, il lettore, che lo spontaneo interesse degli utenti per l’aforisma sa essere anche esperto e di alto livello: dunque, senza aggiungere altro, vi proponiamo le scelte operate dagli estimatori e cultori della Forma Breve, che ringraziamo di cuore per la collaborazione offertaci. Ci auguriamo e attendiamo la stessa partecipazione nelle prossime iniziative che, com’è nostra intenzione, torneremo a proporre.

Associazione Italiana per l’Aforisma
Il Comitato Direttivo

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Regalaci il tuo aforisma migliore di sempre – Classifica finale dei migliori aforismi

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Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni. (citato da 5 persone)
Oscar Wilde

Amare se stessi è l’inizio di una storia d’amore lunga tutta una vita.
Oscar Wilde

L’amore per se stessi è l’inizio di un idillio che dura tutta la vita.
Oscar Wilde (uguale al primo ma con diversa traduzione)

Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, ecco tutto
Oscar Wilde

L’amore è eterno finché dura.
Oscar Wilde

Le donne non vanno capite. Ma amate e rispettate.
Oscar Wilde

Regala la tua assenza a chi non da valore alla tua presenza.
Oscar Wilde

Ognuno può essere felice con una donna. A patto di non esserne innamorato.
Oscar Wilde

Si dovrebbe essere sempre innamorati. Ecco perché non bisognerebbe mai sposarsi.
Oscar Wilde

A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio.
Oscar Wilde

Il malcontento è il primo passo verso il progresso
Oscar Wilde

Una mappa del mondo che non contempli il Paese dell’Utopia non è degna di esistere, perché è là che l’Umanità attracca più volentieri!
Oscar Wilde

Penso che Dio, nel creare l’uomo, abbia in qualche modo sopravvalutato le sue capacità.
Oscar Wilde

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AUTORI CON 4 FRASI

Bisogna avere un caos dentro di sé per partorire una stella danzante.
Friedrich Nietzsche

i sono perdite che comunicano all’anima una sublimità, nella quale essa si astiene dal lamento e cammina in silenzio come sotto alti, neri cipressi.
Friedrich Nietzsche

Voi oscurantisti e bisce filosofiche parlate per accusare il carattere di tutto il mondo, del terribile carattere delle passioni
Friedrich Nietzsche

L’aforisma, la sentenza, sono le forme dell’eternità; la mia ambizione è di dire in dieci frasi quel che chiunque altro dice in un intero libro, quel che chiunque altro non dice in un intero libro.
Friedrich Nietzsche

Le persone non vogliono ascoltare la verità perché non vogliono vedere le proprie illusioni distrutte.
Friedrich Nietzsche

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Se vuoi capire una persona non ascoltare le sue parole, osserva il suo comportamento.
Albert Einstein

Ogni cosa che puoi immaginare, la mente l’ha già creata.
Albert Einstein

Il mondo non sarà distrutto da quelli che fanno il male, ma da quelli che li guardano senza fare nulla
Albert Einstein

Niente dà l’idea dell’infinito quanto la stupidità umana.
Albert Einstein

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Stupita, stolta, stonata, strana, stupenda. La vita.
Fabrizio Caramagna

Il quinto punto cardinale è l’empatia.
Fabrizio Caramagna

Agli altri lascio le cose perfette.
Io mi tengo la bellezza dei vetri rotti, delle macchie di vernice per terra, delle cicatrici sulla pelle, delle copertine rovinate dei libri, dei fili aggrovigliati.
C’è tanta luce lì dentro.
Fabrizio Caramagna

Mi piacciono i palloncini. Può soffiarci dentro la malinconia e poi lasciarla andare via lontano.
Fabrizio Caramagna

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AUTORI CON 3 FRASI

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Tenetevi stretti chi vi ha notato quando eravate invisibili.
Charles Bukowski

Credo che il letto sia l’invenzione più grande dell’uomo. Quasi tutti siamo nati li, si muore li, si scopa li, ci si abbraccia li, e si sogna li.
Charles Bukowski

La bellezza non è niente, la bellezza non dura. Non lo sai quanto sei fortunato tu a non esser bello, perché se a qualcuno piaci così, sai che è per qualcos’altro.
Charles Bukowski

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L’aforisma deve avere la durezza della pietra e il tremolio delle foglie.
Nicolás Gómez Dávila

Non c’ è nulla di più deprimente che appartenere a una moltitudine nello spazio e nulla di più bello che appartenere a una moltitudine nel tempo.
Nicolás Gómez Dávila

Se tutta la nostra sapienza sta nell’accettare l’inevitabile, tutta la nostra nobiltà consiste nel rifiutarlo
Nicolás Gómez Dávila

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Panta rei – Tutto scorre.
Eraclito

L’uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume perché la seconda volta il fiume sarà diverso e anche l’uomo sarà cambiato.
Eraclito

Il carattere dell’uomo è il suo destino.
Eraclito

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Abbiamo perduto nascendo quanto perderemo morendo. Tutto.
Emil Cioran

In un mondo senza malinconia gli usignoli si metterebbero a ruttare.
Emil Cioran

Fondare una famiglia. Credo che mi sarebbe stato più facile fondare un impero.
Emil Cioran

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AUTORI CON 2 FRASI

I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché.
Mark Twain

Ognuno di noi è una luna: ha un lato oscuro che non mostra mai a nessuno.
Mark Twain

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Per essere se stessi bisogna essere qualcuno.
Stanisław Jerzy Lec

Dalle loro parole riconoscerete cosa volevano tacere.
Stanisław Jerzy Lec

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Il nostro amor proprio soffre di più la condanna dei nostri gusti che non quella delle nostre opinioni.
François de La Rochefoucauld

Invecchiando si diventa più folli, ma anche più saggi.
François de La Rochefoucauld

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La vita è come uno specchio.. ti. sorride se la guardi sorridendo.
Jim Morrison

Fai attenzione alle piccole cose, perché un giorno ti volterai e capirai che erano grandi.
Jim Morrison

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Sono nulla se mi considero, molto se mi confronto.
Sant’Agostino

È stato l’orgoglio che ha trasformato gli angeli in diavoli; è l’umiltà che rende gli uomini uguali agli angeli.
Sant’Agostino

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La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia, passando per l’intervallo fugace, e per di più illusorio, del piacere e della gioia.
Arthur Schopenhauer

La solitudine è la sorte degli spiriti grandi.
Arthur Schopenhauer

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Tratta le persone come se fossero ciò che vorrebbero essere e le aiuterai a diventare ciò che possono essere.
Johann Wolfgang von Goethe

Condividiamo ,spesso, il nostro mondo interiore, con la pretesa che una massa di analfabeti sappia leggerlo.
Johann Wolfgang von Goethe

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Quando i tiranni sembrano voler baciare, è giunta l’ora di temere.
William Shakespeare

L’amore implorato è bello, ma più bello ancora è l’amore che si dona spontaneamente.
William Shakespeare

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Quando non si può attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore.
Paul Valèry

L’universo non è che un difetto nella purezza del non-essere.
Paul Valéry

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Pazienza, voi ricercatori! Il mistero sarà illuminato dalla sua propria luce.
Karl Kraus

L’uomo si immagina di colmare la donna. Ma è soltanto un riempitivo.
Karl Kraus

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Non ti curar di loro ma guarda e passa.
Dante Alighieri (In Dante è “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa” (Inf. III, 51)

Chi è causa del suo mal pianga se stesso
Dante Alighieri

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Carpe diem – Cogli l’attimo.
Orazio

Si vis me flere flendum est primum ipsi tibi.
Se vuoi che io pianga prima devi piangere tu stesso.
Orazio

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Più conosco gli animali e meno amo gli umani.
Diogene di Sinope

Entrava a teatro dall’uscita; gli chiesero il perché. Rispose: “Mi esercito a fare questo da tutta la vita.
Diogene di Sinope

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Dove l’ignoranza urla, l’intelligenza tace. È una questione di stile: Signori si nasce… Stronzi pure!
Totò

Signori si nasce e io lo nacqui
Totò

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Domani è un altro giorno.
Dal film Via col vento

Francamente me ne infischio.
Dal film Via col vento

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Non si finisce mai di ricominciare.
Giorgio Gramolini

Le nostre vite sono incisioni rupestri o segni tracciati sulla sabbia con un bastoncino?
Giorgio Gramolini

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AUTORI CON 1 FRASE

Siamo padroni delle parole non dette, ma schiavi di quelli che abbiamo lasciato sfuggire.
Winston Churchill

Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso.
Nelson Mandela

La sensibilità è l’abito più elegante e prezioso di cui l’intelligenza possa vestirsi.
Osho

L’invidioso mi loda senza saperlo (citato da 2 autori)
Khalil Gibran

L’invidia è una dichiarazione di inferiorità.
Napoleone Bonaparte

La mano che fa dondolare la culla è la mano che regge il mondo.
William Ross Wallace

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.
San Francesco d’Assisi (L’attribuzione è incerta)

Siamo tutti apprendisti in un mestiere dove non sì diventa mai maestri.
Ernest Hemingway

Ogni volta che una persona sorride o, meglio, ogni volta che ride, aggiunge qualcosa d’importante alla sua breve esistenza.
Laurence Sterne

Quando desideri qualcosa tutto l’universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio.
Paulo Coelho

Un aforisma benfatto sta tutto in otto parole.
Gesualdo Bufalino

Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.
Giovanni Falcone

Meglio aver amato e perso, che non aver amato mai.
Alfred Tennyson

Mi odino purché mi temano
Caligola

Tutte le famiglie felici sono uguali, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.
Lev Tolstoj

Famiglia potremmo non avere tutto ciò che vogliamo, ma insieme siamo tutto quello di cui abbiamo bisogno.
Dave Wills

Se conoscete la vita, datemi il suo indirizzo.
Jules Renard

Può darsi che non siate colpevoli della situazione in cui vi state trovando. Ma lo diventerete, se non farete nulla per cambiarla.
Martin Luther King

Se un uomo non difende le sue idee o non è un uomo o le sue idee non valgono nulla.
Ezra Pound

Non è mai troppo tardi per essere quello che avresti potuto essere.
George Eliot

Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi, molto prima che accada.
Rainer Maria Rilke

La vita non si misura attraverso il numero di respiri che facciamo, ma attraverso i momenti che ci lasciano senza respiro.
Maya Angelou

Il più grande errore che possiamo fare nella vita è avere paura di fare errori.
Elbert Hubbard

Sei amato solo dove puoi mostrarti debole senza provocare in risposta la forza.
Theodor Adorno, Minima Moralia

Tutti nasciamo pazzi, alcuni lo rimangono.
Samuel Beckett

Ricorda, ci sono quattro cose che non tornano più indietro.
Una pietra, dopo averla lanciata.
Una parola, dopo averla detta.
Un’occasione, dopo averla persa.
E il tempo, dopo essere stato sprecato.
Bob Marley

Se puoi sognarlo, puoi farlo.
Walt Disney

Ricorda, se hai bisogno di una mano, la troverai alla fine del tuo braccio.
Audrey Hepburn

L’amore nasce dal nulla e muore di tutto
Alphonse Karr

Se temete la solitudine, non sposatevi
Anton Čechov

Questo popolo di santi, di poeti, di navigatori, di nipoti e di cognati…
Ennio Flaiano

Non è bello ciò che è bello, ma che bello, che bello, che bello!
Nino Frassica

Amare vuol dire non dover mai dire mi spiace.
dal film Love story

Il Cielo stellato sopra di me e la legge morale in me
Immanuel Kant

Un piacere esclusivo è l’esclusione dal piacere.
Jean-Jacques Rousseau

Il tempo è tutto, l’uomo non è più niente; è tutt’al più la carcassa del tempo.
Karl Marx

Molta gente crede di pensare mentre sta solo riordinando i propri pregiudizi.
William James

Mala cosa nascer povero, il mio caro Renzo.
Alessandro Manzoni

Credo che la coscienza umana sia un tragico passo falso dell’evoluzione.
Peter Wessel Zapffe

Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi.
John F. Kennedy

Tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi se ne ricordano.
Antoine De Saint Exupery

Misurati proprio con ciò in cui disperi di riuscire.
Marco Aurelio

Checco, arrubba un mijjone, e ppe’ le cchiese
Sarai san Checco, e tt’arzeranno un gijjo.
Celca d’arrabatta’ quarche miglione,
E poi, se crepi: “È mòlta su’ Eccellenza!
Renato Fucini

Quando gli dei vogliono punirci, realizzano i nostri desideri.
Karen Blixen

Nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no!
Giovannino Guareschi

Chi striscia non inciampa.
Beppe Grillo

Ognuno ha l’infinito che si merita.
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere

Ho un altro desiderio: mi piacerebbe non morire per vedere come va a finire.
Marcello Marchesi

Agli italiani la filosofia fa venir sonno, ai tedeschi lo fa perdere.
Leo Longanesi

Nessun maggior segno d’essere poco filosofo e poco savio , che volere savia e filosofica tutta la vita.
Giacomo Leopardi

Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie.
Giuseppe Ungaretti

Vivan le femmine, viva il buon vino, sostegno e gloria d’umanità.
Lorenzo Da Ponte

Il tempo è un grande maestro; peccato che uccida tutti i suoi allievi.
Boris Pasternak

Sono le difficoltà a mostrare di quale tempra siano gli uomini.
Epitteto

Temere sempre di affievolire aggiungendo. Rispettare la commovente pochezza del vero.
Jean Rostand

La caccia alla felicità si lascia dietro la distruzione della capacità di essere felici per le piccole cose.
Nicolai Hartmann

Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso.
Che Guevara

Ciascun dal proprio cuor l’altrui misura
Metastasio

Essere avido di ascoltare e non di parlare.
Cleobulo

Chi è senza peccato, scagli la prima pietra.
Gesù di Nazaret

Maxima devetur puero reverentia – Il massimo rispetto è dovuto al bambino.
Giovenale

Non si pensa ciò che non è.
Parmenide

Dubito ergo cogito, cogito ergo sum.
Cartesio

È sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s’illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza.
Socrate

Alea iacta est – Il dado è tratto
Giulio Cesare

E’ meglio un giorno da pecora che cento da leone.
Mussolini

Sono sincera, non per questo devi credere che io dica la verità.
Maria Luisa Spaziani

Anche un orologio fermo segna l’ora giusta due volte al giorno.
Hermann Hesse

Rallentare davanti alla morte? No: più in fretta, più in fretta.
Elias Canetti

Non chiedere per chi suona la campana, essa suona per te.
John Donne (e non Hemingway come scritto nel commento)

La libertà non è star sopra un Albero.
La libertà è un volo del gabbiano
La libertà e Partecipazione.
Giorgio Gaber

Io sono responsabile di quello che dico, ma non di ciò che tu capisci.
Massimo Troisi

Ti darei gli occhi miei per vedere ciò che non vedi.
Renato Zero

E c’è tutto un complesso di cose che fa sì che io mi trovi qui
Paolo Conte

Il passato è per imparare. Il presente è per vivere. Il futuro è per crescere.
Barbara Pozzo

Chi non sa ridere non è una persona seria.
Pino Caruso

La paura di perdere toglie la voglia di vincere.
Falcao

Non siamo fatti per stare da soli, ma nemmeno con chiunque.
Massimo Bisotti

Vorrei chiudere gli occhi e svegliarmi tra le cose che sogno ad occhi aperti.
Antonio Blunda

Posso rinunciare a tutto, tranne che alle citazioni.
Franco Brugnara

Brancoliamo nel buio cercando di ricostruire tanti fatti oscuri… Per fortuna ci sono i bugiardi – a indicarci la pista giusta da battere!
Amedeo Ansaldi

La Psicanalisi ha tolto nobiltà al mal di vivere.
Paolo Montanari

Sei il numero uno, pur sempre un numero.
Giuseppe Grieco.

Saranno sempre le nostre azioni a far capire chi siamo, non le parole. Le azioni dicono chi sei, le parole dicono chi credi di essere.
Alessia S. Lorenzi

Per buia che sia la notte, l’alba deve arrivare per forza.
Anonimo

Di buoni aforismi è lastricato l’inferno.
Anonimo

Meglio perdere un attimo nella vita che la vita in un attimo.
Anonimo

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Si ringraziano in ordine alfabetico tutti i partecipanti che hanno segnalato l’aforisma migliore.

Simona Abis, Angela Acquaviva, Anna Ajassa, Maria Annoscia, Amedeo Ansaldi, Anna Antolisei, Marie Antoinette, Enza Antonuccio, Delfo Anzalone, Enrico Arduini, Alessio Asuni, Anna Averame, Alma Balboni, Grazia Balducci, Alessandro Barbieri, Paolo Barbieri, Silvia Bianchera, Elena Biagini, Giorgio Bigoni, Cristiano Boggi, Mariam Bonifacio, Ivana Bracco, Iginia Brede, Franco Brugnara, Roberta Brugnoli, Daniela Bruno, Rosapia Bruno, Francesco Buonaurio, Piero Buscioni, Ina Calbi, Santa Caltabiano, Patrizia Camporeale, Fabrizio Caramagna, Simona Carbonari, Tony Carbone, Enrica Carlo, Carlo Carlotto, Antonio Castagnaro, Antonio Castronuovo, Catia Catiuscia, Monica Cerini, Ilda Charles, Stefania Ciambellotti, Francesco Ciancio, Maurizio Cicconcelli, Antonio Ciavarella, Stefania Ciccarelli, Marco Clemente, Maria Antonietta Coccanari, Giancarlo Colantone, Maria Amelia Comito, Antonello Correale, Cesare Cuscianna, Michela de Martino, Cetti DePaoli, Samantha De Santis, Francesco Di Genova, Raffaele Di Santo, Rosella Donati, Donatella Dori, Mariana Dragomir, Elena Elena, Cristiano Evangelisti, Margherita Faraoni, Silvia Ferbri, Domingo Ferrante, Valentina Ferrari, Filomena Filo, Fulvio Fiori, Maria Grazia Fontani, Annamaria Forti, Max Freeman, Emanuela Gambirasio, Marcella Gasparetti, Giuseppina Gemmellaro, Giuseppe Grieco, Stefano Grilli, Marco Guerrieri, Alice Guerriero, Giuseppe Iannicelli, Santa Iazzetta, Mario Incas, Emilio Ingenito, Bolek Kowal, La Juventina, Giuseppe Isim Laurora, Anna Libera, Mariella Ligorio, Ines Lis, Maria Lorello, Monica Lotti, Luisa Lucchetta, Dany Luongo, Machico Magico, Agata Magnano, Massimo Malgesini, Maurizio Manco, Bruna Margiotti Gori, Rossana Massa, Antonella Mastrangelo, Enzo Mastrangelo, Giuse Max, Renato Medini, Titti Mercuri, Silvia Mingarini, Filippo Minacapilli, Michela Minini, Mario Minissi, Sandro Montalto, Paolo Montanari, Eugenia Muggeo, Giuseppe Navarra, Daniele Nicolosi, Lorenzo Notarianni, Soshito Ntronato, Elisa Ongaro, Florinda Orazi, Lorenzo Paradiso, Mauro Parrini, Andrea Pasotti, Mario Pavan, Marina Pavia, Andrea Carlo Pedrazzini, Romi Power, Elio-Gabriella Rancoita, Giulia Regoliosi, Mariangela Riffero, Guido Rojetti, Rossella Rossi, Francesco Russo, Susi Saccone, Francesco Sarti, Silvestra Sbarbaro, Vita Scarpetta, Lidia Se, Marcello Sgarbi, Dario Stanca, Fabi Steve, Giuseppe Suriani, Federico Swee’Pea, Francesco Tiano, Domenico Tiscornia, Nava Tizi, Tiziano Tizi Nightwish Maifredi, Alessandro Tomasutti, Gianni Tonazzi, Anna Ugliano, Flavio Vacchetta, Guido Vecchio, Gianna Venier, Miriam Venturi, Mariarosaria Virgilio, Annamaria Zerbi

I video della IX edizione del Premio Torino in Sintesi

In questa pagina sono raccolti i video della cerimonia di premiazione del Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi”, IX edizione, 2024

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Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi” – Parte I (Introduzione Anna Antolisei e Sandro Montalto)

https://www.youtube.com/watch?v=2pCMxaEBHGY

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Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi” – Parte II (Simona Abis, Gli aforismi di Franz Kafka)

https://www.youtube.com/watch?v=uGDbmD4-fbc

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Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi” – Parte III (Premiazione Paolo Montanari e Cesare Vergati)

https://youtu.be/QqLb7-Sq10k

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Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi” – Parte IV (Premiazione Giuseppe Grieco, Dario Stanca e Alessandro Tommasutti)

https://youtu.be/YEK2qTo6FZA

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Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi” – Parte V (Premiazione stranieri, Antonio Castronuovo)

https://www.youtube.com/watch?v=cJTruLHIljo

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Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi” – Parte VI (Premio alla carriera ad Alberto Casiraghy, video 1)

https://youtu.be/2etHWC51sE4

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Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi” – Parte VII (Premio alla carriera ad Alberto Casiraghy, video 2)

https://youtu.be/8GADTI165J8

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Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi” – Parte VIII (Intervento del prof. Gino Ruozzi)

https://youtu.be/ZXSVVtrTa9Y

Premio Torino in Sintesi – Risultati IX edizione 2024

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PREMIO INTERNAZIONALE PER L’AFORISMA
“TORINO IN SINTESI”

I sigg.ri giurati del Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi”, assieme alla Presidenza e al Comitato Organizzatore del concorso, annunciano i Vincitori e i Menzionati della 9° Edizione 2024.

I sig.ri Vincitori e Menzionati sono:

– SEZIONE A) VOLUMI EDITI

Primo Premio:
Paolo Montanari, Ingannare l’infinito

Menzioni:
Cesare Vergati, Aforismi a porte aperte
Roberto Rizzo, La vita in un istante

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– SEZIONE B) SILLOGE INEDITA ITALIANA

Primo Premio:
Giuseppe Grieco, Sei il numero uno, pur sempre un numero

Menzioni:
Alessandro Tomasutti, La timidezza degli iceberg
Dario Stanca, Cinico su carta

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– SEZIONE C) SILLOGE AUTORI POLACCHI

Primo Premio:
Mieczysław Kozłowski

Menzioni:
Andrzej Majewski
Urszula Zybura

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Il Premio Speciale alla Carriera è assegnato

a

ALBERTO CASIRAGHY

Ricordo di Giorgio Gramolini aforista

Giorgio Gramolini (Oggebbio 1957 – Garbagnate 2024) è stato insegnante di inglese nelle scuole superiori, poeta, narratore e aforista.

Ovviamente in questa sede ci occuperemo soltanto della sua produzione in quest’ultima veste, benché anche nelle altre – la poesia, la novellistica – si sia cimentato con risultati di assoluto rilievo e abbia conseguito riconoscimenti importanti.

Come aforista, l’autore ha al suo attivo due raccolte, per un totale di circa 600 aforismi, che gli valgono un posto non secondario tra gli scrittori di forme brevi italiani di questo primo quarto di secolo: Pensieri scorretti (Arduino Sacco Editore, 2014), silloge vincitrice del maggiore concorso aforistico italiano, il ‘Premio Internazionale per l’Aforisma Torino in Sintesi’ (sezione Editi) nel 2016 (a pari merito con Roberto Morpurgo), e Frammenti di inesistenza (puntoacapo editrice, 2022) con cui ha ottenuto una menzione, sempre a Torino, nel 2022, e ha vinto nello stesso anno il prestigioso Premio Città di Como (sezione Aforismi Editi). Nel 2011 si è imposto anche nel Premio Nazionale di Filosofia ‘Le figure del pensiero’, con sede a Certaldo (Sezione Aforismi).

Pensieri scorretti si segnalò fin dall’uscita per lo stile sobrio, concreto e incisivo, l’acutezza e la lucidità dell’analisi, e la versatilità nella scelta degli argomenti. La silloge, nella più pretta e consapevole tradizione aforistica, è eticamente incentrata sui temi fondamentali della vita quali libertà, giustizia, politica, i moti e le contraddizioni dell’animo umano, le storture della società, gli inganni e le illusioni della storia, fino ad approdare, quasi metafisicamente, alla riflessione sul destino ultimo dell’uomo:

“Se consideriamo quanto la nostra vita sia condizionata dai dispositivi e dalle apparecchiature che la modernità – spesso a nostro malgrado – ci mette a disposizione, possiamo ben dichiararci non utenti, bensì ostaggi della tecnologia.”

“A furia di propagandare la libertà per le masse, hanno ottenuto la schiavitù degli individui.”

“Ci hanno fatto credere che a far girare il mondo fossero le idee politiche e le grandi decisioni dei governi e dei parlamenti. Ora ci accorgiamo che la nostra vita quotidiana è condizionata dai decreti attuativi, le ordinanze comunali, i regolamenti condominiali.”

“I vecchi regimi combattevano le trasgressioni con le leggi e le prigioni; le società aperte le hanno sconfitte trasformandole in mode consumistiche, la più moderna e originale forma di controllo sociale.”

“La censura che si esercitava un tempo bruciando i libri, la si compie oggi producendone in quantità esagerata.”

“Il fanatico brucia nell’incendio che egli stesso ha scatenato. Il moderato affoga nella palude che egli stesso ha stillato.”

“Se cerchi davvero la libertà non concedere a nessuno il diritto di renderti felice.”

“Tutto ciò che ci fa vivere – gli ideali, i piaceri, financo l’acqua e il cibo – è anche ciò che ci avvelena, che ci farà morire.”

“La vendetta, ovvero come riuscire a sentirsi cattivi almeno quanto il proprio nemico.”

“La realtà come noi la percepiamo altro non è che una convenzione stipulata tra i nostri sensi e un ipotetico mondo esterno.”

“La vita è un sogno che fugge e tu puoi solo rincorrerla. La vita è un incubo che ti insegue e tu puoi solo scappare.”

“Accettare la vita, con tutti i suoi tormenti; oppure rifiutarla, con tutte le sue attrattive. Una terza via sarebbe pura sopravvivenza.”

“La natura non è stata matrigna verso il genere umano fino a quando questo non ne è diventato il figlio degenere.”

Nel 2022, con Frammenti di inesistenza, Giorgio Gramolini otteneva un nuovo prestigioso riconoscimento nell’edizione speciale del ‘Torino in Sintesi’, che nell’occasione, dopo la lunga parentesi del lockdown, premiava libri pubblicati nei dieci anni precedenti. Queste le motivazioni addotte dalla giuria per il conferimento della menzione:

“L’autore ha saputo sviluppare, con lucida sobrietà e in uno stile sorvegliato, i temi ricorrenti del suo pensiero: le acute riflessioni sull’arte e sull’amore, la disillusa indagine sociale, lo scandaglio impietoso e sconsolato dei moti dell’animo umano, l’amara risentita esposizione di contro-verità sgradevoli, sempre operanti ma misconosciute, la denuncia polemica dell’imperante ipocrisia e la meditazione radicale e sgomenta sull’inafferrabilità della realtà circostante e della nostra stessa esistenza terrena.”

Il libro si suddivide in due parti: la prima (‘Sopravvivenza’), più intima ed ‘esistenziale’:

“Le nostre vite sono incisioni rupestri o segni tracciati sulla sabbia con un bastoncino?”

“Chi sa di avere un sosia presuntuosamente dimentica di essere un sosia.”

“Le promesse più difficili da mantenere sono quelle che facciamo a noi stessi.”

“Vorrei lucidare l’immagine del mio presente, ma non riesco a togliere le incrostazioni del passato.”

La seconda (‘Socialità’), volta ad analizzare piuttosto i rapporti fra le persone, i comportamenti dell’uomo in mezzo ai propri simili:

“Se non vuoi sporcarti la coscienza, devi almeno sporcarti le mani.”

“La tua assenza è più ingombrante della tua presenza, con l’aggravante che non posso metterla alla porta!”

“Ci sono uomini che sanno essere più forti dei loro stessi principi.”

Nell’insieme emerge una sofferta sfiducia nella capacità dell’uomo di vivere in armonia con l’ambiente circostante e di costruire una società conforme ai più elementari principi di equanimità:

“La giustizia non saprà mai essere interamente giusta, per questo si barcamena oscillando tra la spietatezza e la tolleranza.”

“Una giustizia che sa solo perdonare è debole e vana quanto una giustizia che sa solo vendicarsi.”

Talvolta, è vero, il tono appare più scanzonato, ma mai al punto di mascherare del tutto un fondo di insuperabile amarezza:

“Rivoluzionari del 2000: fuori dagli schemi ma mai fuori dagli schermi.”

“Se non volete dirci la verità, fateci almeno sapere a quali bugie dobbiamo credere.”

“La medicina che non sa inventare la cura, inventa la malattia.”

A dispetto della consueta varietà e ricchezza dei temi, la raccolta presenta una notevole unità di tono, di ispirazione, di gusto; le due sezioni si richiamano l’un l’altra, accomunate da un tendenziale, ma mai gratuito, pessimismo, come peraltro si conviene al genere letterario, nel quale Gramolini spicca come una delle voci recenti più autentiche e risentite nel nostro Paese.

Segnaliamo che su questa sua seconda pubblicazione aforistica ha scritto non molto tempo fa per la rivista online Odissea una puntuale e acuta recensione Lidia Sella.

Giorgio se n’è andato pochi giorni fa, domenica 11 febbraio, al termine di una malattia affrontata con coraggio e lucidità, com’era nella sua indole, lasciando un vuoto incolmabile in tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato. Resta il ricordo della sua persona schiva, umile, altruista, disinteressatamente impegnata in tante battaglie civili (il diritto all’eutanasia, la tutela di un ambiente sempre più minacciato dalla follia della nostra specie, soprattutto la difesa degli ultimi fra gli ultimi: gli animali, i più reietti fra le creature); resta, anche, l’eredità organica, coerente e insieme frastagliata, di un’attività letteraria – in senso lato – che, nonostante le tante dure prove che si trovò ad affrontare e lo assorbirono nella vita privata, egli seppe perseguire con costanza incrollabile: una produzione complessa, ma coesa e riconducibile a un nucleo comune, che meriterà, anche al di là della sua attività di aforista e dell’emozione nell’immediatezza della scomparsa, di essere tramandata e riscoperta negli anni venturi, con più perseveranza e fermezza di quanto l’autore, indifferente al successo e riluttante a promuovere le proprie cose, non ne abbia messe in vita.

Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi”, Bando di concorso 2024

L’Associazione Italiana per l’Aforisma

Aipla_logo_mail (1)e l’Associazione Culturale “Il Mondo delle Idee”

annunciano il

PREMIO INTERNAZIONALE PER L’AFORISMA

“Torino in Sintesi”

IX Edizione 2024

Premiazione: sabato 19 ottobre 2024

Con il Patrocinio di

Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Piemonte – Provincia di Torino – Città di Torino

Il Premio Internazionale “Torino in Sintesi” è dedicato al genere letterario dell’aforisma. Un genere particolare, dotato di una storia antica e affascinante, nonché di chiare specificità tecniche. È finalità del premio offrire un riconoscimento e una risonanza a quegli scrittori che intendono sperimentare la forma aforistica come tipologia espressiva precisa e caratteristica, premiando la consapevolezza dello stile e l’efficacia espressiva.

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PREMIO INTERNAZIONALE PER L’AFORISMA “TORINO IN SINTESI”

Comitato Fondatore

Anna Antolisei – Roberto Bertoldo – Maria Grazia Casagrande – Alberto Casiraghy –
Donato Di Poce – Anna Gribaudo – Paola Lazzarini – Maria Grazia Maramotti – Sandro
Montalto – Chicca Morone – Maria Luisa Spaziani – Giovanna Vizzari

Presidente: Anna Antolisei
Vice-Presidente: Chicca Morone
Direttore tecnico: Sandro Montalto
Relazioni con l’Estero: Fabrizio Caramagna
Relazioni esterne e Stampa: Lidia Sella

La GIURIA della nona edizione del Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in
Sintesi” sarà formata da:
Simona Abis
Amedeo Ansaldi
Anna Antolisei
Fabrizio Caramagna
Antonio Castronuovo
Sandro Montalto


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REGOLAMENTO

(Data di scadenza per presentare le opere in concorso: 15 maggio 2024)

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ARTICOLO UNO

L’Associazione Italiana per l’Aforisma e l’Associazione Culturale “Il Mondo delle Idee” bandiscono la nona edizione del Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi” articolato in tre sezioni:

– SEZIONE A) – Silloge di Aforismi edita in lingua italiana

Volume di aforismi pubblicato da un editore italiano e scritto in lingua italiana a partire dal 1 gennaio 2018.
In questa sezione possono essere presentati tutti i volumi editi che non abbiano vinto il primo premio del Concorso e che non abbiano ricevuto una menzione nelle precedenti edizioni del Premio “Torino in Sintesi”.
(Si precisa che quanto sopra riguarda i volumi già premiati, mentre non ci sono limitazioni per la partecipazione dei sigg.ri Autori).

– SEZIONE B) – Silloge di Aforismi inedita in lingua italiana

Silloge di aforismi inedita, in lingua italiana, composta da un minimo di 30 e un massimo di 50 aforismi. In questa sezione possono essere presentati gli elaborati inediti che non abbiano vinto e che non abbiano ricevuto una menzione nelle precedenti edizioni del Premio “Torino in Sintesi”.

– SEZIONE C) – Silloge di Aforismi di autori stranieri. La Polonia è il Paese ospite della IX Edizione 2024.

– Silloge di aforismi in lingua originale, con traduzione in lingua italiana, di autori di lingua polacca. La silloge, che potrà comprendere sia aforismi già editi in lingua originale, sia del tutto inediti, dovrà essere composta da un minimo di 30 a un massimo di 50 aforismi.

– L’autore dovrà indicare anche il nome del traduttore e segnalare inoltre le eventuali case editrici, riviste, siti web o blog su cui i suoi aforismi sono già apparsi in lingua italiana.

– Al contrario dei concorrenti della Sezione A), gli autori della Sezione C) e B) dovranno inviare i loro elaborati via e-mail all’indirizzo torinoinsintesi@gmail.com: riceveranno entro le ventiquattr’ore la notifica di avvenuto ricevimento.


ARTICOLO DUE

– Fatto salvo quanto previsto dall’Articolo UNO, i partecipanti alle edizioni 2018 -2020 – 2022 del Premio “Torino in Sintesi” potranno ripresentare le loro opere edite, in questa nona edizione 2024, purché la stampa non sia precedente al 1 gennaio 2018.


ARTICOLO TRE

– I concorrenti delle Sezioni A) Editi e B) Inediti possono partecipare ad entrambe le sezioni.


ARTICOLO QUATTRO

– Non possono partecipare antologie di più autori.

– Gli aforismi già comparsi in antologie cartacee o presenti nei siti della Grande Rete, potranno partecipare al Premio “Torino in Sintesi” nella Sezione B)
Inediti.

– Le autopubblicazioni, vale a dire i volumi che non portano il logo di una Casa Editrice registrata e dotata di una Partita IVA, potranno partecipare unicamente alla Sezione B) Inediti.

– Poiché l’aforisma appartiene storicamente e tecnicamente allo stile letterario della prosa, per deliberazione della Giuria verranno esclusi dal concorso sia i volumi editi, sia le sillogi inedite scritte in versi.


ARTICOLO CINQUE

– Ogni concorrente della Sezione A) dovrà inviare una busta contenente:
n. 7 copie del volume di aforismi accompagnate da una lettera di domanda di candidatura comprensiva di nome, indirizzo, telefono, indirizzo e-mail e breve curriculum.

– Ogni concorrente della Sezione B) dovrà inviare una e-mail all’indirizzo torinoinsintesi@gmail.com contenente la domanda di candidatura comprensiva del titolo della raccolta, di nome, indirizzo postale, telefono, indirizzo e-mail e breve curriculum.

– La mail dovrà essere accompagnata dal relativo allegato (in formato PDF oppure Word) contenente soltanto il titolo della silloge e gli aforismi del concorrente.
– Quanto definito per la Sezione B) è valido anche per la Sezione C) dei concorrenti stranieri.

– ATTENZIONE: il nome dell’autore non dovrà comparire su nessuna delle sillogi in allegato, così come non dovrà comparire uno pseudonimo. Pena la non ammissione al concorso, sono ammesse solamente sillogi recanti gli aforismi e il titolo della raccolta.
(L’abbinamento tra allegato e autore sarà registrato dalla Segreteria del Premio attraverso la e-mail con domanda di partecipazione che ogni concorrente avrà inviato all’indirizzo torinoinsintesi@gmail.com ).


ARTICOLO SEI

– I concorrenti alla Sezione A) dovranno rilasciare e accludere una dichiarazione firmata in carta semplice in cui dichiarano di permettere il trattamento dei loro dati personali a fini culturali, ai sensi della legge sulla privacy (GDPR 679/2016 UE, D. Lgs. n. 101/2018).
– I concorrenti alla Sezione B) includeranno la medesima liberatoria nella e-mail inviata alla Segreteria del Premio (come da Art. CINQUE)
– Quanto specificato per la Sezione B) è valido anche per la Sezione C) dei concorrenti stranieri.

– Possono partecipare anche le case editrici con volumi da esse pubblicati. In questo caso si sottintende l’autorizzazione da parte dell’autore. All’autore spetterà il riconoscimento del premio, mentre l’eventuale ammontare del premio in denaro sarà assegnato all’autore o all’editore in base agli accordi previsti nel contratto editoriale (in caso di mancanza di accordi precedenti il premio sarà interamente corrisposto all’autore).

– Per i concorrenti minorenni si richiede una dichiarazione di chi esercita la patria potestà.


ARTICOLO SETTE

La partecipazione è gratuita.


ARTICOLO OTTO

– Le opere concorrenti dovranno pervenire entro e non oltre il 15 maggio2024.

Per la Sezione A) Volumi Editi gli stessi dovranno essere inviati presso l’indirizzo postale: Premio “Torino in Sintesi” – Viale Enrico Thovez, 57/8 –10131 Torino.

Per la Sezione B) Inediti, presso l’indirizzo di posta elettronica:
torinoinsintesi@gmail.com .


ARTICOLO NOVE

– Sarà nominato un vincitore per ognuna delle sezioni A) – B) – C). Al vincitore di ciascuna sezione verrà corrisposto un premio in denaro:

Sezione A: € 750
Sezione B: € 750
Sezione C: € 750

– I tre vincitori potranno usufruire dell’iscrizione gratuita per l’anno 2025 all’Associazione Italiana per l’Aforisma, in qualità di Soci Ordinari.

– Per gli autori che con le loro massime si saranno particolarmente distinti, sono contemplate delle Menzioni Speciali, assegnate in numero non precisato, a insindacabile giudizio della Giuria.


ARTICOLO DIECI

– In occasione del premio sarà pubblicata dalle Edizioni Joker, a cura di Sandro Montalto, una antologia comprendente le sillogi inedite premiate ed estratti dal libro del vincitore, oltre ad alcuni aforismi per ogni partecipante all’edizione.

– A ciascuno dei vincitori e menzionati delle tre sezioni saranno consegnate tre copie in omaggio.

– A tutti i concorrenti, premiati e no, verrà praticato dalle Edizioni Joker uno sconto del 20% sul prezzo di copertina.


ARTICOLO UNDICI

– Le deliberazioni della Giuria sono insindacabili e inappellabili. È prevista la non assegnazione dei premi nel caso in cui la Giuria non identificasse volumi o sillogi a suo giudizio meritevoli del riconoscimento.


ARTICOLO DODICI

– In nessun caso le opere saranno restituite. Esse andranno a far parte dell’Archivio del Premio con sede in Torino e custodite per finalità di studio.


ARTICOLO TREDICI

– I premiati dovranno ritirare personalmente i premi loro assegnati il giorno della cerimonia, pena la perdita del diritto al premio in denaro (rimarrà comunque al concorrente il titolo di vincitore).

– I premi non ritirati il giorno della premiazione saranno incamerati per l’edizione successiva.

– Ai concorrenti vincitori, provenienti dall’estero o da una località che disti oltre 200 km. dal luogo della premiazione, l’Organizzazione offre l’ospitalità in hotel per la notte successiva alla cerimonia di premiazione.


ARTICOLO QUATTORDICI

– La cerimonia di premiazione si svolgerà presso una sede da definire, nella città di Torino, nel pomeriggio di sabato 19 ottobre 2024 durante una pubblica manifestazione. Ai concorrenti vincitori e menzionati sarà data, singolarmente, tempestiva comunicazione scritta.


ARTICOLO QUINDICI

– La partecipazione al concorso implica di fatto l’accettazione di tutte le norme indicate nel presente bando.
INOLTRE:
Durante la cerimonia di premiazione, l’Associazione Italiana per l’Aforisma, promotrice del Premio “Torino in Sintesi”, conferirà il Premio alla Carriera a Alberto Casiraghy.

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Contatti

Associazione Italiana per l’Aforisma: viale Enrico Thovez, 57/8 – 10131 Torino (IT)
E-mail: torinoinsintesi@gmail.com

 


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REGOLAMENTO DELLA SEZIONE C)
Silloge di aforismi di autori stranieri

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ARTICOLO 1

LA POLONIA è il Paese ospite della IX Edizione 2024.
La partecipazione è assolutamente gratuita.

Per la partecipazione alla Sezione C) Aforisti Stranieri è richiesta:

a) – Silloge di aforismi in lingua originale, con traduzione a fianco in lingua italiana, di autori di lingua polacca. La silloge, che potrà comprendere sia aforismi editi in lingua originale, sia del tutto inediti, dovrà essere composta da un minimo di 30 a un massimo di 50 aforismi. (Sono escluse sillogi di battute, microsaggi, etc. Non sono altresì accettati gli aforismi scritti in versi).

b) – Gli Autori che concorreranno alla Sezione C) del Premio “Torino in Sintesi” 2024 potranno scegliere se inviare i loro aforismi comprensivi della traduzione in lingua italiana, commissionandola in Polonia a interpreti di loro fiducia, o se affidarla ai traduttori scelti dal Comitato Direttivo dell’Associazione Italiana per l’Aforisma.

c) – Gli argomenti e i temi degli aforismi trattati dai concorrenti saranno totalmente liberi.


ARTICOLO 2

a) – Gli autori stranieri della Sezione C) dovranno inviare i loro aforismi via e-mail all’indirizzo torinoinsintesi@gmail.com entro e non dopo la data del 1° maggio 2024.

b) – All’interno della mail dovranno comparire:
– la richiesta di partecipazione alla Sezione C) Autori stranieri
– nome e cognome del concorrente
– recapito postale e telefonico
– dichiarazione firmata in cui permettono il trattamento dei loro dati personali a fini culturali, ai sensi della legge italiana sulla privacy (GDPR 679/2016 UE, D. Lgs. n. 101/2018)
– I concorrenti riceveranno entro le ventiquattr’ore la notifica di avvenuto ricevimento.

c) – Le raccolte di aforismi di ogni autore dovranno essere invece inviate in forma di documento allegato ( formato Word ) recante solo il nome e il cognome dell’autore.
Nell’allegato dovrà comparire anche il nome e il cognome del traduttore.


ARTICOLO 3

Sarà nominato un solo vincitore, al quale andranno in premio:
– la cifra di € 750,00 accompagnata da un attestato cartaceo di merito.
– 3 copie dell’antologia “Torino in Sintesi” IX Edizione 2024, nella quale compariranno tutti gli aforismi del vincitore sia in lingua originale, sia nella traduzione italiana.


ARTICOLO 4

a) – Per gli autori che con le loro massime si saranno particolarmente distinti, sono contemplate delle Menzioni Speciali, assegnate in numero non precisato, a insindacabile giudizio della Giuria.

b) – Ai concorrenti che avranno ottenuto una Menzione Speciale, andrà un attestato e 3 copie dell’antologia “Torino in Sintesi” IX Edizione 2024, nella quale compariranno tutti i loro aforismi sia in lingua originale, sia nella traduzione italiana.

c) – Alcuni aforismi di tutti i concorrenti, premiati e no, compariranno nell’antologia “Torino in Sintesi” IX Edizione 2024. A ciascun autore verrà praticato dalle Edizioni Joker uno sconto del 20% sul prezzo di copertina.


ARTICOLO 5

a) – Il Vincitore della Sezione C) Autori stranieri dovrà ritirare personalmente il premio assegnato nel giorno della cerimonia di premiazione, pena il dimezzamento del compenso in denaro.
b) – Al vincitore, l’organizzazione offre l’ospitalità in hotel per la notte successiva alla premiazione, che avverrà a Torino nel giorno di sabato 19 ottobre 2024.


ARTICOLO 6

a) – Le deliberazioni della Giuria sono insindacabili e inappellabili.

b) – La partecipazione al concorso implica di fatto l’accettazione di tutte le norme indicate nel presente bando.

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Contatti

Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi”
Viale Enrico Thovez, 57/8 – 10131 Torino (IT) – E-mail: torinoinsintesi@gmail.com
Associazione Italiana per l’Aforisma: E-mail: segreteria@aiplaforisma.org


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REGULAMIN KATEGORII C)
Zbiory aforyzmów autorów zagranicznych

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ART. 1

Krajem wybranym na gościa honorowego IX Edycji w 2024 r. jest POLSKA.
Udział w konkursie jest całkowicie bezpłatny.
Do uczestnictwa w konkursie w Kategorii C) – Aforyści Zagraniczni wymagane są:

a) – Zbiór aforyzmów autora polskojęzycznego, w oryginale wraz z równoległym tłumaczeniem na język włoski. Zbiór może zawierać zarówno aforyzmy już opublikowane w języku polskim, jak i wcześniej niewydane. Wymagane minimum to 30 aforyzmów, a maksymalna liczba to 50.
(Nie będą przyjmowane zbiory dowcipów, mikro-esejów etc. Ponadto nie będą przyjmowane aforyzmy pisane wierszem.)
b) – Autorzy uczestniczący w konkursie Nagrody „Torino in Sintesi” 2024 w Kategorii C) będą mogli wybrać, czy przesłać aforyzmy wraz z tłumaczeniem na język włoski (wykonanym przez wybranych przez nich tłumaczy), czy powierzyć przekład tłumaczom wybranym przez Komitet Główny Włoskiego Stowarzyszenia Aforystycznego.
c) – Proponowane przez uczestników aforyzmy mogą być poświęcone dowolnej tematyce.


ART. 2

a) – Autorzy zagraniczni z Kategorii C) muszą przesłać swoje aforyzmy drogą mailową na adres torinoinsintesi@gmail.com najpóźniej do 1 maja 2024 r.
b) – E-mail zawierać musi:
– wniosek o uczestnictwo w konkursie w Kategorii C) – Aforyści Zagraniczni;
– imię i nazwisko uczestnika;
– adres pocztowy i numer telefonu uczestnika;
– podpisane oświadczenie w języku angielskim, w którym wyraża się zgodę na zarządzanie danymi osobowymi uczestnika w celach związanych z działalnością kulturalną, zgodnie z włoskim prawem o prywatności (GDPR 679/2016 UE, D. Lgs. n. 101/2018).
– Uczestnicy zostaną powiadomieni o otrzymaniu wiadomości w ciągu 24 godzin.
c) – Zbiór aforyzmów autora należy przesłać w formie załącznika (w formacie Word), którego nazwa ma zawierać tylko imię i nazwisko autora. W załączonym pliku należy podać również imię i nazwisko tłumacza.


ART. 3

Wybrany zostanie jeden zwycięzca, który otrzyma:
– nagrodę pieniężną wynoszącą 750 euro wraz z papierowym certyfikatem zwycięstwa;
– 3 egzemplarze antologii „Torino in Sintesi” IX Edizione 2024, w której pojawią się wszystkie aforyzmy zwycięzcy – zarówno w oryginale, jak i we włoskim przekładzie.


ART. 4

a) – Dla autorów wyjątkowo interesujących tekstów przewidywane są wyróżnienia specjalne.
Liczba owych wyróżnień nie jest z góry ustalona, a przyznanie ich leży w gestii Jury.
b) – Uczestnikom, którzy otrzymają wyróżnienia specjalne, wręczony zostanie certyfikat oraz 3 egzemplarze antologii „Torino in Sintesi” IX Edizione 2024, w którym pojawią się wszystkie ich aforyzmy w oryginale i włoskim przekładzie.
c) – Wybór aforyzmów wszystkich uczestników – zarówno tych nagrodzonych, jak i nie – ukażą się w antologii „Torino in Sintesi” IX Edizione 2024. Każdy z autorów otrzyma od wydawnictwa Edizioni Joker rabat 20% na zakup egzemplarzy.


ART. 5

a) – Zwycięzca w Kategorii C) – Aforyści Zagraniczni będzie zobowiązany do osobistego odbioru przyznanej nagrody w dniu ceremonii wręczenia nagrody. Brak odbioru skutkował będzie obniżeniem nagrody pieniężnej o połowę.
b) – Organizator oferuje zwycięzcy zakwaterowanie w hotelu na noc po wręczeniu nagrody, które będzie miało miejsce w Turynie 19 października 2024 r.


ART. 6

a) – Decyzje jury są ostateczne i nieodwołalne.
b) – Uczestnictwo w konkursie oznacza de facto akceptację wszystkich zasad wymienionych w niniejszym ogłoszeniu.


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Kontakt

Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi”
Międzynarodowa Nagroda Aforystyczna „Torino in Sintesi”
Viale Enrico Thovez, 57/8 – 10131 Torino (IT) – E-mail: torinoinsintesi@gmail.com

Associazione Italiana per l’Aforisma
Włoskie Stowarzyszenie Aforystyczne
E-mail: segreteria@aiplaforisma.org

I nostri soci – La pagina di Mauro Pinato

Mi presento: Mauro Pinato, nasco e a Solesino (PD) il 25 maggio del 1961 nella stessa casa dove
attualmente risiedo. Il mio lavoro è convincere, praticamente sono un agente di commercio.
Ho frequentato senza diplomarmi l’istituto d’arte P.Selvatico di Padova dove ho imparato tenere in
mano una matita, disegnare qualche e bozza scriverci sopra appunti e frasi, frasi che man mano che il
tempo passava ho semplificato ed essenzializzato fino a ridurre al minimo le parole ma
probabilmente anche i potenziali lettori…

Mauro Pinato1

La mie frasi traggono spunto sopratutto da formidabili battute e dialoghi sentiti in osterie, bar, posti
di lavoro, gente comune ecc. Quello che mi riesce meglio è osservare ascoltando tacendo.
Sogno di generare aforismi al pari dei greci e latini, che in due parole esprimevano interi universi
ma nella vita bisogna accontentarsi ed io m’accontento. Il neorealismo è mia fonte di riflessione
assieme a crudi testi di poesie, di frasi e canzoni. In pieno Covid ho messo online il mio sito
personale www.scrivosemplice.it nel quale ho inserito alcune vecchie frasi stracciate, e
successivamente recuperate, e nuove frasi che stavolta non straccerò. Penso che il mio percorso di
scrittore di frasi corte possa aprirsi con: “Non sono d’accordo con alcune delle mie frasi, ma non
posso accontentare tutti” e chiudersi con “Morirò abbracciato alla vita”. Questo in sintesi.

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Frasi di Mauro Pinato

• La fregatura del paradiso è che ci si va da morti
• Noi Veneti siamo di origini umidi
• Carta d’identità alla voce sesso: Poco
• La mia vita in due parole: Lasciamo perdere.
• Chi ti da una buona prima impressione probabile si stia sforzando.
• La letteratura non è per tutti, infatti io non lettero.
• Non porto rancore, il rancore pesa.
• Le donne che hanno invidia del pene? Le capisco.
• Di questi tempi l’ottimismo lo trovi dagli spacciatori.
• Non disperiamoci del tutto, mettiamo da parte un po’ di disperazione per il futuro.
• Logora il prossimo tuo meno di te stesso.
• La nostra ipocrisia è la sola ipocrisia sopportabile
• Essere essenziali semplici lineari è segno di intelligenza applicata alla pigrizia.
• La bugia che racconto più spesso? è stato un piacere..
• Sono un scrittore di nicchia, non mi legge quasi nessuno.
• Aspettiamo gli ultimi a patto che non se la prendano comoda.
• E’ difficile scrivere poesie vicino a un pacco di bollette.
• l’amore è un sentimento che pretende tutto e poi s’accontenta.
• L’aforisma sta in sol un respiro.
• Lei cosa fa per vivere? -io respiro
• L’era moderna si divide in tre sottoere : Era meglio Era peggio ed Era ora.
• Siamo attratti dal nostro opposto che poi ci lascia.
• Il pessimismo è la saggezza dei delusi e dei vinti
• Sacrifica le tue virtù solo se sei sicuro che non le rimpiangerai.
• Il perdono non esiste è solo una comoda invenzione . Il perdono è lo scorrere della vita che
nella distanza e nel tempo fa piccolo ciò che pareva immenso.

I nostri soci – La pagina di Damiano Rumanò

Sono Damiano Rumanò, scrittore, aforista e poeta italiano nato a Roma nel 1992.

Damiano Rumanò

L’attività letteraria inizia in giovane età, e si manifesta soprattutto tramite la forma della poesia e dell’aforisma, cui si aggiunge qualche articolo scritto su temi di attualità per associazioni e riviste.

Questa natura letteraria mi porta, nel 2017, a partecipare al concorso di poesia “Il Federiciano”, a Rocca Imperiale (Cs), cui segue una prima esperienza di pubblicazione in antologia.

L’anno successivo, una seconda esperienza poetica, riguarda la pubblicazione, ancora in antologia, di alcune poesie con la casa editrice Pagine.

Oltre all’attività poetica, inizio a sviluppare un amore incondizionato per il genere aforisma. Accumulo, nel corso di diversi anni, centinaia di aforismi, motivo per il quale ho in mente di raccoglierne una parte in una silloge.

Per quanto riguarda la formazione professionale, nel 2019, mi sono laureato in Filosofia a “La Sapienza”di Roma, con una tesi sul rapporto tra poesia e filosofia. Nel gennaio 2023, nel medesimo ateneo, ho concluso il percorso di studi con una laurea specialistica in Culture e Religioni, con una tesi sulla religione zoroastriana. Conosco e parlo, in maniera piuttosto fluente, la lingua spagnola.

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Aforismi di Damiano Rumanò

– Ovunque si può scrivere, tranne che in pace.

– Il pensiero ufficiale è la somma dei pensieri mancanti.

– La parola è il regime del tempo.

– L’aforisma è il contrario dell’asserzione.

– Coraggio è consapevolezza; altrimenti, è impeccabilità estetica.

– La normalità è una branca della genialità.

– L’urbanizzazione è la deportazione democratica.

– Lo storico ha la residenza nel passato, il domicilio nel futuro e la tomba nel presente.

– Le democrazie pronunciano “pace” quando hanno in tasca la guerra, e “libertà” quando hanno dietro la sconfitta.

– Oggigiorno, ci sono molti pensatori raffinati, chimicamente.

– Meravigliarsi non è scoprire, ma ritrovare.

– Essere tenaci nell’imparare, ovvero agghindare l’ignoranza.

– Lo studioso ricompone ciò che l’artista ha faticato a distruggere.

– Una delle principali sfide dell’uomo moderno è cercare di non morire più di una volta.

– La superbia è una manifestazione della resa.

– Infelicità è ostinarsi a non capire che felicità è estremo sacrificio.

– La guerra è la confessione dei popoli al parroco dell’oro.

– Il dubbio, più che mettere in discussione, consacra.

– La patria è un brivido. Il nazionalismo il suo normale decorso. La democrazia è la ricetta medica prescritta dalla borghesia.

– La morte è la somma delle illuminazioni.

L’aforisma, splendido fiore di sintesi – Bando di concorso

IDEALE FESTIVAL URBINO dal 22 al 25 giugno 2023
La méta importa. LE VOYAGE INTÉRIEUR

                                                              AIPLA ASSOCIAZIONE ITALIANA
                                                                            PER L’AFORISMA – TORINO

Aipla_logo_mail (1)

L’AFORISMA, splendido fiore di sintesi

Premio di scrittura breve
riservato
agli studenti liceali

dei Comuni di Fano, Pesaro e Urbino

Prima edizione 2023 – apertura del bando: 3 maggio 2023 ore 00:00
Premiazione: domenica 25 giugno 2023

 

 

Premessa

L’aforisma è un concentrato di pensiero espresso in pochissime parole. Una forma di comunicazione che consente di arrivare dritti al bersaglio, senza perdere tempo. Uno strumento che coniuga stilemi classici alle esigenze di una modernità che va sempre di fretta.
La trasposizione di un concetto in termini iper-concisi, quasi l’equivalente letterario di una formula matematica. Se un’equazione permette di descrivere come funziona un determinato aspetto della natura, una frase fulminante fotografa uno stato di coscienza, registra e svela i diversi passaggi di un percorso mentale che, in un intreccio di emozione, sapere, sentimento, analisi critica e riflessione, punta ad approdare alla frase perfetta, inattaccabile sotto il profilo logico, stimolante in termini speculativi, capace di stupire o commuovere, originale nel contenuto, agile da veicolare. Un ottimo esercizio dunque per educare alla precisione e alla bellezza. Una sfida che perciò si inserisce a meraviglia non solo nel quadro teorico ma anche nelle finalità concrete che IDEALE FESTIVAL URBINO si prefigge di perseguire, un ritorno cioè alla luminosità della conoscenza, un’attività intellettuale interdisciplinare che, nel suo complesso, mira al recupero di un patrimonio culturale che occorre riscoprire, custodire, rivalutare e reinventare, con tutto il rispetto, l’orgoglio e la cura che le antiche radici della nostra civiltà meritano ed esigono.


Membro del Comitato Direttivo
dell’Associazione Italiana per
l’Aforisma                                                                                                                                             Lidia Sella

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Regolamento

1) La partecipazione al concorso è gratuita, individuale e aperta agli studenti del triennio di liceo.

2) Ogni partecipante può concorrere con l’invio di un solo aforisma di sua produzione.

3) Gli elaborati, in formato odt, doc o pdf, vanno inviati via e-mail, All’indirizzo: segreteria@aiplaforisma.org

Nel file, oltre al testo dell’aforisma, occorre specificare: nome e cognome del partecipante, data di nascita, indirizzo e-mail, numero di telefono, Istituto scolastico e sezione di appartenenza.
I dati forniti saranno trattati nel rispetto della legge sulla privacy.

4) Il 3 giugno 2023ore 00:00 è il termine ultimo per l’invio dell’elaborato. La selezione definitiva avverrà dopo che la Commissione Selezionatrice avrà visionato i testi pervenuti. La Segreteria comunicherà i nomi dei vincitori il 25 Giugno 2023, all’interno del Festival, durante la premiazione.

5) La giuria assegnerà i seguenti premi:
– al primo classificato 250 euro;
– al secondo 150 euro;
– al terzo 100 euro.

6) La premiazione si terrà domenica 25 giugno dalle ore 18:30, nella città di Urbino, Piano Santa Lucia n.9,
nell’ambito di IDEALE FESTIVAL URBINO.

7) I vincitori sono tenuti a ritirare personalmente il premio.

8) I testi premiati saranno pubblicati sulla pagina Facebook dell’Associazione Italiana per l’Aforisma e sul suo sito ufficiale (www.aiplaforisma.org)

9) La partecipazione al concorso vincola all’accettazione del presente regolamento.

10) Gli organizzatori si riservano il diritto di riproduzione delle opere a mezzo stampa, nonché il diritto della diffusione delle stesse off e on line. (www.idealefestival.it)

 

 

 

Le Greguerías

Nella letteraria “forma breve”, assieme all’aforisma, alle massime e alle sentenze, agli
epigrammi, agli apoftegmi, ecc…, ecco che nei primi anni del ‘Novecento appare, o forse è
meglio dire “esplode”, la greguería grazie all’inesauribile vena creativa, solo in apparenza infantile, di Ramón Gómez de la Serna Puig.

Nato a Madrid nel 1888, è stato scrittore, giornalista, saggista, drammaturgo, biografo. Divenuto argentino d’adozione, morirà a Buenos Aires nel 1963 dopo aver lasciato dietro di sé molte opere all’epoca apprezzate, ma ciò che lo ha reso davvero memorabile è stata proprio l’invenzione delle greguerías, le cui molteplici raccolte furono pubblicate e spesso rieditate, tradotte in varie lingue e “consumate” da un vasto pubblico di ammiratori comuni, di intellettuali e di scrittori dell’epoca.

Le greguerías di Ramón Gómez de la Serna sfidano il tempo e rimangono a tutt’oggi pilastri anomali della “forma breve”. Difficile dare una definizione precisa a ciò che si può comprendere appieno solo leggendo questo curioso e affascinante stile di scrittura sintetica. Ha pensato però l’autore stesso ad illustrare, come nessuno avrebbe potuto fare meglio, il senso pieno della greguería, e lo fa proprio a mo’ di prefazione quando viene pubblicata una sua importante silloge.

Spiega, de la Serna, in modo così preciso e appassionato, così puntuale e al tempo stesso fantasioso la nascita, lo stile e lo scopo della greguería, che ci pare d’imprescindibile importanza per gli estimatori del genere, riproporne qui la sapiente traduzione italiana fatta da Danilo Manera quando, nel 2002, l’editore Robin diede alla stampa “Mille e una greguería”.

Anna Antolisei

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“ MILLE E UNA GREGUERÍA ”

Gomez de la Serna

Offriamo qui un libero estratto di passi del lungo commento premesso da Ramón Gómez de la Serna, a
partire dalla V edizione (1952), all’antologia da lui stesso preparata per la collana “Austral”
dell’editrice Espasa-Calpe.
La IX edizione di tale volume (Greguerías. Seleccion 1910-1960, Madrid 1991, a cura di C. Nicolàs) è
servita da base per la presente scelta, vicina allo spirito dell’Autore anche nella spigliatezza del
montaggio, che ci esime dall’indicare le omissioni. Per motivi che risulteranno ovvi al lettore, il termine greguería non è stato tradotto; i suoi derivati italiani sono stati formati basandosi sulla pronuncia.

(Danilo Manera: “Mille e una greguería”)

Dal 1910 mi dedico alla greguería, che nacque in un giorno di scetticismo e stanchezza in cui presi tutti gli ingredienti del mio laboratorio, flacone dopo flacone, e li mescolai finché dal loro precipitato, depurazione e radicale dissolvimento sorse la greguería. Da allora la greguería è per me i1 fiore di tutto ciò che resta, vive e resiste maggiormente all’incredulità.

L’incontro con la greguería è stata la mia fortuna. Grazie a lei ho vissuto, tenuto conferenze, viaggiato e guadagnato una notorietà universale. In realtà, mi dedico alla greguería fin dall’infanzia e già ne lanciavo alla mia balia. E l’unica cosa che non improvviso mai. Devono essere lente e naturali. Sono una goccia dei secoli che mi attraversa il cranio.

Perché si chiamano greguerías? Scoperto il genere, mi resi conto che bisognava trovare una parola che non fosse riflessiva né troppo usata, per battezzarlo a dovere. Allora infilai la mano nella grande urna delle parole e affidandomi al caso, che è il padrino di battesimo delle trovate migliori,
estrassi una pallina… Era greguería, e mi tenni quella parola perché suonava bene e racchiudeva segreti nel suo sesso.

Schiamazzo, trambusto, parlata incomprensibile e confusa: è quello che gridano le cose. Almeno non c’è dubbio che ho battezzato un genere con una parola sperduta nel dizionario, che non nominava nulla e che ora, scritta su un giornale o detta in un microfono, rimanda a me che ne ho cambiato il senso, trasformandola in quello che non era.

La cosa accadde a Madrid, al primo piano del n. 11 di calle de la Puebla. Era un giorno schiacciato da
un temporale estivo. Avevo la fronte gonfia. Mi affacciavo al balcone e poi tornavo a sedermi nella stanza. Sul mio tavolo le forbici, spalancate come quando i pellicani aprono il becco nei giorni di calura, disturbavano le idee. Le chiusi. Alla fine, in un’ultima chiamata al balcone, urtando l’angolo del divano nell’uscire a cercare quel che stava tra cielo e terra, trovai l’invenzione della greguería.
Sì… Io volevo dire, avevo pensato… ricordando l’Arno a Firenze… di fronte alla pensione in cui
alloggiavo… che la sponda opposta… Sì, la sponda di là voleva trovarsi dalla parte di qua… Questo
desiderio inaudito, ma reale… Questa perturbazione della stabilità delle due sponde, che cos’era? Era… una greguería. Così mi uscì dalla grancassa cerebrale questa parola che non sapevo bene cosa volesse dire e la cercai sul dizionario.

Le greguerías hanno qualcosa dell’indovinello, evitano l’aspetto del colmo e non devono mai essere barzellette o facezie, per quanto lo possano sembrare. Non devono somigliare a nulla che sia già stato detto. Non sono riflessioni, né hanno niente a che vedere con esse, giacché bisogna diffidare delle riflessioni, che sono come quelle palle di neve che fabbricano i monelli cattivi nascondendo una pietra dentro la neve.
La greguería non è nemmeno aforistica. L’aforisma è enfatico e sentenzioso. Io non lo pratico.
Si riduce quindi alla metafora?
Tutto quanto è materiale e immateriale può essere oggetto di metafora. La metafora moltiplica il mondo, senza far caso al retore che proibisce di collegare cose solo perché lui non è capace di farlo. Umorismo + metafora: greguería.

Se la greguería ha qualcosa in comune con qualcosa, è con l’haiku, ma è un haiku in prosa, così come è una casida arabo-andalusa meno amorosa della casida. L’Oriente e l’Occidente si abbracciano nella
greguería. Essa però ha meno tintinno di cristallo e meno boccuccia da epigramma sentimentale. Non la si può scrivere sui ventagli. E’ un aneroide. Non è né il troppo poetico, né il troppo pacchiano.

Nell’antichità si trovano greguerías perfette. Ad esempio, sono greguerías la frase di Luciano:
“Quando grandina sulla terra è perché tremano le viti della luna”, o l’altra di Euripide: “Il miele è il lavoro pubblico delle api”. “Gregherizzano” sia Orazio chiamando saliere gli occhi, sia Carlomagno quando chiede: “Qual e il sogno degli svegli?” e si risponde: «La speranza».

Pascal gregherizza quando dice che “i fiumi sono strade che camminano”, e così fa Quevedo, quando dice che “gli occhi piccoli hanno pupille e quelli grandi ragazze cresciute” per arrivare fino a Victor Hugo, che definisce il mormorio come “il fumo della conversazione”, o scrive: “i salici sono spuntati dagli acquazzoni del diluvio”.
Si possono citare anche greguerías in Heine: “Perfino dopo il pianto più sublime uno finisce per soffiarsi il naso”, e di Hebbel: “Il profumo è la morte dei fiori”, o “Le pulci sono gli unici animali che non hanno le pulci” o “L’uomo è in estasi solo quando prega o si rade”, aggiungendo infine quelle di Jules Renard, che gregherizza dicendo che “quando piove viene la pelle d’oca allo stagno” o che “La chiocciola si è piantata in testa due ferri da calza”.

Saint-Pol Roux, un po’ precursore in tutto, detta alcune definizioni da greguería: «levatrice della luce: il gallo» – «cimitero con le ali: volo di corvi» – «foglie d’insalata vive: le rane» – «gli alberi si scambiano uccelli come se fossero parole».
Persino José Zorrilla incappa in una greguería scrivendo: “Il gallo col suo passo orgoglioso va
seminando stelle per terra
”. E Santayana gregherizza quando dice: “Erano donne franche come le patate cotte con la buccia e senza sale”.
San Francesco di Sales compone una greguería quando scrive: «Le lepri diventano bianche d’inverno
sui nostri monti perché non vedono, né mangiano altro che neve
».
Paul Verlaine gregherizza col suo: “Dalia, cortigiana dal cluro seno”, benché Lautréamont avesse già detto “cosce di camelia”, e Cechov incorre in una greguería scrivendo: “Eliotropio, odore di vedova”.
Anche Franklin gregherizza quando dice: “Tre traslochi equivalgono a un incendio”.

Greguerías più alla moderna sono quelle di Apollinaire quando dice: “I ricordi sono corni da caccia, il cui suono muore nel vento”, o quando poeticamente scrive: “La tua lingua, pesce rosso nel boccale della tua voce”.
Gregherizza Paul Valéry quando definisce il vento “come mille fazzolettini verdi” o Bernard Shaw
quando dice: “In cielo un angelo non deve avere nulla di straordinario”. Ne ricordo anche di
Rubén Dario: “Il peloso granchio ha spine di rosa”, o di Cocteau: “Il diamante è un figlio arricchito del corbone” o “Venezia è una negra piena di collane e morta nel bagno”.
Gregherizzano il creazionista Huidobro: “Gli ascensori salgono come il mercurio nel termometro”, e Garcia Lorca: “Gli ubriachi fanno uno spuntino di morte”, o “Sciami di finestre sforacchiano una coscia della notte”, o “Paura di mollusco senza conchiglia”.
La migliore greguería di Eugenio d’Ors e forse questa: «Quando la stiratrice avvicina il ferro alla guancia per sentire se è caldo, è come se si preparasse a telefonare all’inferno». Buone sono quelle di Edmundo de Ory: «II fischio è 1o scheletro della parola», «La fisarmonica della settimana si rompe sempre di domenica». E il caro e ammirato Jardiel Poncela ha gregherizzato così: «L’unica cosa che alla donna interessa della testa dell’uomo sono i capelli», «Suicidarsi è salire su un carro funebre in moto», «La vita è tanto amara, che stimola quotidianamente l’appetito».

A Buenos Aires e Montevideo, nel 1931, i giornali organizzarono concorsi pubblici di greguerías
chiedendomi di firmare il diploma in palio. A Buenos Aires vinse una greguería che diceva: «La Q nacque un giorno in cui la O, piena d’allegria, agitò la coda». A Montevideo fu premiata questa: “Quando le due lancette dell’orologio si riuniscono è per chiedersi: che ora è?”.

In Guatemala, Soler y Perez ne ha scritte di riuscite come queste: «Dopo che c’è stato molto rumore, il silenzio digerisce» – «Quella bambina diventava sempre più grassa per la soddisfazione che le causava il dimagrire» – «La lavagna è uno specchio che osserva un lutto rigoroso» – «La B è la congiunzione delle cifre del 13» – «L’ostetrica è la portiera della vita» – «Il pellicano è un mestolo con le ali» – «L’organo è un pianoforte ventriloquo».

Tra i buoni autori recenti di greguerías c’è Jacinto Miquelarena, che ha scritto: “Per il 33 delle sue orecchie, le regalarono un 88 di corallo”, «La scala a chiocciola è il cavatappi delle torri», «La motocicletta è una braciola d’automobile», «La Z è il 7 che ascolta la messa».

Certamente, quando a volte mi comparavano a Max Jacob e credevano addirittura di vedere un suo influsso su di me, io sorridevo. Molti anni dopo le mie prime greguerías, Picasso mi disse a casa sua che c’era uno scrittore ermetico, quasi sconosciuto, letto soltanto dagli iniziati, che si chiamava Max Jacob, e che forse ci somigliavamo un po’ nell’esprimerci. Qualche anno dopo conobbi il clown lunare che fu Max Jacob e ridemmo della notte insieme e in modo diverso, perché lui era un mitilo chiuso e io un cavalluccio marino sboccato.

La greguería non consiste in nient’altro che una sfumatura tra tutte le sfumature, la sfumatura d’un plurale, d’una parolina – “Senta, le dirò una parolina” – una virgola, un accento, un qualcosa che potrà magari essere un errore, uno sproposito, un balbettio, una smaccata esagerazione, un sassolino, un numero, una sfacciataggine, un abbaglio.
La greguería è selvatica, scontrosa, introvabile. La greguería è l’audacia e la timidezza, è la “maniera” senza manierismo.

La greguería è come quei fiori d’acqua che vengono dal Giappone e che, pur essendo un’inezia, messi in acqua “gonfiano, si ingrandiscono e diventano fiori”.
La greguería risarcisce, consola, è un refrigerio inaspettato.
La greguería, sebbene proprio in ciò consista la sua corruzione, deve raccogliere argomenti molto lodevoli, molto passeggeri ed effimeri, perché la corruzione è umana e 1’arte umana deve godere e
perfezionarsi e riposare in questo decomporsi.

La greguería è il genere che si deve scrivere sulle panchine dei giardini pubblici, sulle spallette dei ponti, sui tavolini dei caffè, viaggiando da soli su lente carrozze che seguono i funerali, sul tavolo di cucina, accanto al camino, eccetera.

La greguería non si trova in un punto determinato, né con sicurezza in nessun posto, ma tutt’a un tratto la si acciuffa guardando la scia di pulviscolo che scende dal sole fino al pavimento della stanza e che si forma quando si socchiude appena uno spiraglio impercettibile tra gli scuri delle finestre sotto il sole dei meriggi estivi. Con quanto presentimento della greguería guardavamo da bambini questa spirituale materializzazione della luce nella casa semibuia di nostra nonna!

La greguería è, per la sua forma, per il suo imballaggio, la minuscola urna cineraria che mi occorreva per 1e mie ceneri quotidiane, e che m’ha dato la misura esatta delle mie aspirazioni, distogliendomi da tutte quelle accidentali e in sensate.
La greguería ha la brillantezza e la policromia delle piastrelle di ceramica; è un chiodo piantato nel muro, un chiodo che si fissa intensamente; è quello che abbiamo negli occhi e racchiude le emozioni della vita e la paura della morte; è ciò che possiamo estrarre da ogni cosa: il sospetto veniale.

Le greguerías devono difendersi tutte insieme, per questo devono essere tante, costituire un panorama, non minutaglia.
La greguería è l’unica cosa che non ci rattrista, non ci fa musoni, oppressi e tumefatti mentre la scriviamo, perché l’autore nel comporla scherza e getta in aria la propria testa per poi riprenderla al volo.
La greguería, a volte, con un’allusione remota e geroglifica, con un’allusione tremendamente
criticabile, con una macchia di colore indefinibile, definisce tutto.

La greguería è la parte più casuale del pensiero e per scovarla bisogna percorrere sentieri da serpente, formica o tarlo, fino a quel preciso punto di casualità.
La greguería coniuga il verbo come niente, dialoga, si assenta, si umilia, singhiozza, fa smorfie, tira palline di pane come un bimbo che gioca a tavola, comincia a cantare, tace, prende un violino, 1o strimpella, gli dà una botta con 1’archetto, fa un gesto con la mano come quelli che i birichini disegnano sui muretti, apre un pianoforte azzimato e lo fa sussultare con uno svarione o una botta straziante, combina una diavoleria con il cappello di un signore serio che è in visita nell’ufficio del babbo, dà una pennellata, si china per terra nel giardino pubblico perché crede d’aver trovato un oggetto d’oro e raccatta la cosa luccicante, anche se si tratta della stagnola appallottolata d’un cioccolatino; regala l’idea di un dramma o di un romanzo, o lo spunto per impiccarcisi, e continua a correre e saltare come una palla di celluloide a strisce, con dentro un pallino da caccia.
La greguería è ultra-vertebrata, e sta bene nei libri e sui giornali, e si sistema da sola nelle macchine delle tipografie, cercandovi e trovandovi la sua scanalatura precisa.
La greguería è l’ameba della novità.
La greguería è un’occhiata fruttifera che, sepolta nella carne, ha dato la sua spiga di parole e di realtà.
La greguería è anche qualcosa di simile all’oliva farcita, proprio come quelle cui si cava il nocciolo sostituendolo con un’acciuga.

Il mio raccolto di greguerías non è costante. Sgorgano solo a volte, raramente, perché per cogliere una greguería bisogna trovarsi in uno stato di grazia profano e difficile. Non si muovono in branchi. Non possono mai essere ricercate. Bisogna aspettarle passeggiando o seduti. Nemmeno un passo volontario verso l’immagine.
Acchiappamosche della greguería, mi tocca trascorrere molte ore con le braccia tese a far gesti come quelli dei segnalatori su una pista d’atterraggio.
Candore, azione e controluce, e via a cercare una nuova vena, scavando gallerie sottoterra e scendendo talvolta come un palombaro sul fondo del mare per non trovare magari altro che mani di pianisti morti.
Passano gli anni e questo libro che sembra lo stesso va cambiando. Non sono un recidivo. Ci sono molte greguerías di cui mi sono pentito. Molte sono diventate vecchie, benché io sappia com’erano giovani a suo tempo: con quanta rapidità il mondo perde la sua innocenza!
Alcune me le ha rese inutili il cinema nel corso degli anni, ma anche se triste è accettabile questa caducità dell’immagine quando è ormai ora che la veda materializzata il grosso pubblico.

Si è detto che faccio di una gabbietta da grilli una cattedrale, che le mie greguerías sono letteratura in ostie, che sono un omeopata, che la posterità dovrà ricostruirmi come se si trattasse di un “puzzle”.
Ma affermare quanto c’è di triviale nell’uomo vuol dire indurlo a non essere rigoroso, sleale, malvagio, fanatico o inalterabile per nessun motivo, né di fronte a nulla. Accettare la banalità vuol dire diventare transigente, comprensivo, accontentabile. Non c’è niente di più risolutivo della trivialità trovata, coltivata, compresa e assimilata fino alla temerarietà.

Chesterton ha detto: «Il telescopio rimpicciolisce l’universo. E’ il microscopio che lo ingrandisce». Ciò giustifica il lavoro di chi osserva le cose infime e istantanee.
Le piccole ossessioni del presente, le insistenze del mondo, acquistano valore vitale nelle greguerías.
Reagire contro il frammentario è un’assurdità, perché la costituzione del mondo è frammentaria, il suo fondo è atomico, la sua verità è dissolvenza.
Ci sono fiori d’aria che bisogna raccogliere, medaglie che si ricevono dagli alberi passando, orologi che il vento ruba e poi ci infila in tutta fretta nelle tasche mentre scappa… Tutto questo sono greguerías.

Ramón Gómez de la Serna