I nostri soci – La pagina di Antonio Sodano

Note sull’autore

Antonio Sodano nasce a Napoli il 6 febbraio 1977, dove attualmente vive. E’ stato impegnato in molte attività, ma nessuna lo ha soddisfatto fino in fondo. Un giorno gli viene una idea per un libro. Una passione, la scrittura, sbocciata quando lui è grande. Scopre che la scrittura, insieme alla sua grande passione, il disegno, lo diverte. Scrive tre libri. Il primo è un romanzo intitolato “Il risveglio”. Dopo un periodo fatto di profonde riflessioni, durato 33 anni, scrive una raccolta di aforismi, come suo secondo libro. Infine, il suo terzo libro è una fiaba per bimbi intitolata “Giulia”.

Antonio-Sodano

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Alcuni aforismi di Antonio Sodano

E’ rischioso cambiare il prossimo. Si corre il rischio di cambiare se stessi!

Per quanti sforzi tu possa fare, non riuscirai mai a far capire ad un uomo, la sua mediocrità. Altrimenti non sarebbe mediocre.

E’ lesionistico l’amore non corrisposto.

Se non sei disposto ad accettare la verità, quando riesci a trovarla, non porti mai domande!

L’unico modo per sapere se si sanno fare le cose, è iniziare!

Se l’essere umano riesce a farlo una prima volta, stai pur certo che può farlo anche una seconda volta.

A volte la cosa giusta da fare è quella sbagliata.

L’illusione, a volte, è l’unica via di uscita dalla follia.

Razionalizzare, significa banalizzare la realtà.

Non esiste disordine più coerente di quello delle donne.

I nostri soci – La pagina di Livio Zanolari

Note sull’autore

…..Livio Zanolari è nato a Poschiavo (Svizzera Italiana) nel 1955. La vicinanza ai valori educativi e culturali, in particolare alla realtà scolastica, al mondo delle lingue e della comunicazione, ha accompagnato e plasmato le varie fasi della sua attività professionale. Ha ricoperto il ruolo di docente di scuola secondaria Phil. I (1979 – 1983) e docente al corso di master dell’Università della Svizzera Italiana (2007-2016) su “Gli strumenti classici della comunicazione esterna”.

Livio-Zanolari

…..È stato corrispondente a Coira per la Radiotelevisione svizzera italiana (1987-1995), prima di assumere l’incarico di corrispondente da Palazzo federale a Berna. In seguito ha curato le relazioni con la stampa e quindi con l’opinione pubblica in due dipartimenti federali:

  • Dipartimento federale degli affari esteri (1996-2003): portavoce alle dipendenze dei Consiglieri federali Flavio Cotti e Joseph Deiss e della Consigliera federale Micheline Calmy-Rey.
  • Dipartimento federale di Giustizia e Polizia (2003-2008): portavoce e capo del Servizio informazione delle Consigliere federali Ruth Metzler e Eveline Widmer-Schlumpf e del Consigliere federale Christoph Blocher.

…..Ha inoltre diretto il servizio informazione di Repower (2012-2016), azienda specializzata nel settore energetico in Svizzera e in Italia. Ha ricoperto la carica di deputato al Gran Consiglio grigionese (2000-2006) ed è stato membro (2002-2018) del Consiglio direttivo dell’Alta scuola pedagogica del Cantone dei Grigioni.

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Pubblicazioni

  • Cavie online, Salvioni Edizioni, Bellinzona 2024, con prefazione di Dalmazio Ambrosioni e postfazione di Massimo Lardi.
  • Schiavitù moderne – aforismi, ossimori, assiomi, massime, giochi di parole, Salvioni Edizioni, Bellinzona 2022, con prefazione di Massimo Lardi.
  • I miti del Bernina (ArkSound Lago Bianco, gigantesca scultura galleggiante dell’artista valtellinese Daniele Ligari), Menghini 2010, pubblicazione quadrilingue con postfazione di Giancarlo Sala.

 

Alcuni aforismi di Livio Zanolari

…..Da Schiavitù moderne, edito da Salvioni Edizioni, Bellinzona, 2022

…..Da Cavie online, edito da Salvioni Edizioni, Bellinzona, 2024

  • L’aforisma evidenzia l’ampiezza del pensiero in una sequenza molto scarna di parole. Le riduce all’osso.
  • Cavie online: siamo tutti solo un numero, a prova di esperimento.
  • La materia grigia per gestire l’IA (Intelligenza Artificiale) è l’intelligenza umana.
  • L’algoretica è un arbitro. Deve vigilare sulla continua contesa tra l’intelligenza umana e l’IA, con il fischietto sempre in bocca.
  • Ci fa pensare che l’IA pensi per noi.
  • Saremmo costernati se l’IA non pensasse più per noi.
  • Assistiamo a una partita a scacchi tra l’intelligenza umana e l’IA: nessuna delle due potrà mai dare scacco matto.
  • L’IA potrebbe capovolgere le gerarchie e sottomettere l’intelligenza umana. Nessuno avrà mai avuto tanti sudditi.
  • Nel ruolo di cavia digitale, l’uomo non mette a disposizione il proprio corpo, ma se stesso.
  • L’esaltazione emotiva dell’immediato aumenta il ritmo respiratorio, ma cancella il respiro del tempo.
  • Abuso pubblicitario: contrattare il presso delle illusioni.
  • La tecnologia digitale ti coccola, ma non ti ama. Ama solo ciò che digiti.
  • Arma di distrazione di massa: ingigantire il dettaglio insignificante.
  • Una debolezza del nostro tempo è il vuoto culturale, pieno di forza ipnotizzante.
  • Non ascoltare i ritmi del cuore provoca sintomi di aritmia alla mente.
  • La semplicità azzera ogni esagerazione, ma è lontanissima dallo zero.
  • Mi allaccio le cinture, perché non voglio slacciarmi dalla vita.
  • La tirannia non ha scampo: avanza imperterrita in un’unica direzione, quella dei sicuri perdenti.
  • La comunicazione avviene anche con segni e simboli, sempre più lontani dalla parola e sempre più vicini al parlottio.

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…..Da Schiavitù moderne, edito da Salvioni Edizioni, Bellinzona, 2022

  • Nell’intrattenimento televisivo si fa a gara a chi pensa meno.
  • La televisione è una distrazione che attrae.
  • Ogni giorno nascono nuovi personaggi leggendari; è ormai un’inflazione leggendaria.
  • Un attimo può essere lunghissimo, se è retto dall’emozione.
  • Non rischiare mai niente è troppo rischioso.
  • Il desiderio di sapere di un bambino è illimitato quanto è limitato il sapere che l’adulto è in grado di trasmettere.
  • L’ebbrezza della felicità si scioglie come neve al sole, fino ai prossimi fiocchi di neve.
  • Chi vuole convincere in modo artificioso non è mai convincente.
  • Internet trasforma la rotondità del mondo in una piatta osservazione.
  • La comunicazione urlata è la tomba della saggezza.
  • Se potessi intervistare Ungaretti gli chiederei se i fuochi d’artificio non lo illuminino di effimero.
  • La realtà delle case reali più che ideale è surreale.
  • Cosa non si farebbe per non fare niente.

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Torino in Sintesi: i filmati della Cerimonia di Premiazione di sabato 22 ottobre 2022

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PARTE UNO

Introduzione della Presidente Anna Antolisei:

https://youtu.be/EHaMreSuak0

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PARTE DUE

Il ricordo di Mario Andrea Rigoni a cura di Antonio Castronuovo:

https://youtu.be/dN_WONJ9mSE

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PARTE TRE

La relazione sul Premio del direttore tecnico Sandro Montalto:

https://youtu.be/MpCOzOx6WoU

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PARTE QUATTRO

Assegnazione del Primo Premio assoluto a Mauro Parrini:

https://youtu.be/85_2z4-GUPc

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PARTE CINQUE

Premiazioni per le Menzioni d’onore a Paolo Montanari e Giorgio Gramolini:

https://youtu.be/qAV-hOHBgko

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PARTE SEI

Premio speciale della giuria a Edoardo Boncinelli

Lidia Sella presenta Edoardo Boncinelli e legge una lettera di ringraziamento dell’autore:

https://youtu.be/8Y-nyFgsnpk

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PARTE SETTE

Interventi di Paolo Bianchi e Fabrizio Caramagna:

https://youtu.be/I79t0aw9rD0

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PARTE OTTO

Le osservazioni e i commenti sull’aforisma del professor Gino Ruozzi:

https://youtu.be/l5PhXolQlGU

Premio Torino in Sintesi 2022 – Letture aforistiche e contribuiti dei vincitori

Edoardo Boncinelli, Arcibaldone – Premio speciale della Giuria

Boncinelli Edoardo_Copertina

L’aforisma è un ingegnosissimo piede di porco per scassinare il mondo e lasciarlo esattamente come prima.

La vita e la morte si conoscevano appena. Buon giorno. Buona sera. Una usciva e l’altra entrava. Arrivò l’uomo e fece le presentazioni.

Come dono la vita è inaccettabile, ma come furtarello presenta degli aspetti interessanti.

C’è chi cerca il senso della vita e chi se la cava con un doppio senso.

Lasciatemi vivere! Quando mi ricapiterà?

Invecchiare significa spesso accettare di non avere più se stessi alle spalle.

Chi ama brucia. Chi non ama si consuma ugualmente, ma senza fiamma.

Si può anche imparare a ingannare il tempo, ma ci vuole un’eternità.

Il diavolo sta nei dettagli e il paradiso nelle briciole.

La via per la semplicità è la più complessa.

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Mauro Parrini, A testa bassa – Primo classificato

MauroParrini_copertina (1)

L’arte dell’aforista è un’arte dell’equilibrio: compie capriole paradossali, ma non cade mai dalla corda del significato.

Destrezza e onnipotenza mal si conciliano, e questo spiega molte cose al mondo.

Quando lo spirito ha il fiato corto cerca rifugio nell’evidenza, ed è lì di solito che smette di respirare.

Molta cattiva letteratura nasce dal senso di colpa per i traumi infantili che non si è mai
riusciti ad avere.

Il carattere si dimostra soprattutto nell’ostinazione con cui crediamo di averne uno.

L’insonnia imita la morte molto meglio del sonno, perché riesce a guardarla a occhi aperti.

Chi è forte cede spesso alle proprie debolezze, perché non teme mai di esserne travolto.

Il mai abbastanza ha una conoscenza del tutto che è davvero invidiabile.

Mi capita spesso di venire a un punto, ma è sempre un punto interrogativo.

Si parla così tanto che ormai tra il silenzio e lo stare zitti non c’è più differenza.

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Giorgio Gramolini, Frammenti di inesistenza – Menzione d’Onore

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Chiamiamo realtà un’illusione con cui dobbiamo fare i conti quotidianamente.

Confondi la tua personale tristezza nell’infelicità del mondo, e questa notte dormirai più sereno.

Le speranze che abbiamo perduto prima o poi le ritroverà qualcun altro.

Giudica il valore della tua felicità dal prezzo che l’hai dovuta pagare.

Ci sono situazioni davvero perfette in cui di fuori posto non c’è che la nostra presenza.

Prolungamento della vita media: come allungare il brodo dell’esistenza.

Ogni potere trova nei suoi oppositori la propria legittimazione.

Se non volete dirci la verità, fateci almeno sapere ma quali bugie dobbiamo credere.

Chi si sente prezioso pensa a risparmiarsi, chi sa di non esserlo ha fretta di donarsi.

C’è una retorica dello sguardo, più greve di quella delle parole.

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Paolo Montanari, Ogni sintesi è un raggio di luce – Menzione d’Onore

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La modernità ha moltiplicato gli immaginari più delle possibilità.

Capito quanto bene fa a noi il benessere degli altri, il più grande egoismo diventa essere altruisti.

Le intenzioni qualificano l’artista, non la sua opera.

Classificare per riconoscere le specificità, non per ordinare gerarchicamente le diversità.

Il ricordo è il lascito del viaggio, la conoscenza il lascito dell’esplorazione.

Non voglio convincere nessuno, mi basta essere testimone di me stesso.

Il gruppo unito solo dall’obiettivo si disgrega con il successo.

Il dubbio è un’ottima sentinella ma un pessimo compagno di viaggio.

Il futuro non chiede permesso.

Solo la morte è più democratica della stupidità.

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Mario Postizzi, Aforismi tra la vita e la morte – Riconoscimento Speciale

MarioPostizzi_copertina (1)

Andare al fronte, fino a raggiungere la linea di fuoco, in attesa di un lampo di genio che non abbia nulla da aggiungere.

Corriamo verso l’universale: non è un giudizio ma, per ora, un diluvio.

Anarchico: il politico che non vuol venire a capo di nulla.

La confessione, questa passerella a strapiombo gettata tra i roveti della coscienza e il promontorio della lingua.

Nella corsa aforistica, vince chi sa trovare la scorciatoia che allunga i passi del pensiero.

Plagio: un copione che si ripete.

La verità non l’ho mai incontrata, ma la vedo dappertutto.

Per dare senso alla cataratta sogna a occhi aperti.

Il futuro è così vicino al passato che non lo ricordo.

Non c’è più religione! Non sai a quale ateo attaccarti.

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Donatella Bisutti, Ogni spina ha la sua rosa – Riconoscimento Speciale

DonatellaBisutti_copertina

Molti sono disposti a qualsiasi bassezza pur di salire in alto.

C’è chi finanzia delitti per provare la propria innocenza.

E’ sempre un buon affare trasformare i Valori in valuta.

Con il denaro puoi pagarti una cena, un viaggio, un cadavere.

Si può salvare la vita a qualcuno per mancanza di pietà.

La morte occupa spazio, ci obbliga a svuotare gli armadi.

Ogni attimo di felicità si paga con la sua perdita.

Dei semi gettati uno solo basta all’albero.

Anche dopo una vita di stress il riposo eterno sarà troppo lungo.

Il linguaggio è un modo per prendere le distanze dalla realtà.

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Edoardo Boncinelli: identikit di una personalità.
Testo di Lidia Sella

Edoardo Boncinelli, scienziato di fama internazionale, con il fiuto per la ricerca, avido di tempo per creare e animato da un’insaziabile curiosità intellettuale, che si estrinseca in molteplici campi del sapere, anche letterari.

Il suo è un punto di vista sempre insolito, per certi versi sovversivo, rivoluzionario, tipico del resto di tutte le menti superiori che, in virtù di un approccio innovativo, di rottura, nel corso dei millenni hanno contribuito allo sviluppo del pensiero umano. Scardinare gabbie, superare barriere, oltrepassare colonne d’Ercole: quale più nobile missione, d’altro canto, che procedere, impavidi, lungo la via già tracciata daOdisseo?

A dispetto dell’ostentata irritazione che la filosofia gli procura, Boncinelli ci dona pacchetti di moderna ma intramontabile saggezza, distillati in decenni di letture e in una vita costellata da sorprendenti lampi di riflessione. Arcibaldone è una collana di perle, illuminate dal faro della sua pensosa delicata umanità. Boncinelli è uomo generoso, sensibile, di compagnia, buongustaio dal palato fino, amico prezioso, ascoltatore attento. Mentre gli parli, ti scruta con il suo sguardo ironico e profondo, che si tinge di ammirazione, tenerezza o disappunto, a seconda dell’interlocutore che ha davanti. Intrattiene una conversazione pirotecnica, che ammannisce battute sagaci, fulminanti intuizioni, consigli lungimiranti. Se avessimo registrato i suoi dialoghi, ne avremmo ricavato chissà quante sillogi di aforismi straordinari.

Per gli amici, lui è Dado. In me questo diminutivo rievoca Tyche, l’antica dea greca della fortuna, forse perché mi sembra che oggi il cosmo non potrebbe aver trovato un interprete migliore, per tradurre i propri segreti, così da trasferirli ai più intraprendenti abitanti del pianeta Verdeacqua. E, in quanto prodotto di Madre Natura, anche l’essere umano è oggetto dei suoi studi. Al punto che Edoardo riesce a spiare, analizzare e registrare, da dietro le quinte, persino la più lieve oscillazione nel progredire della malattia che da tempo purtroppo lo affligge. Gli sembra un’ottima occasione per indagare il mistero. E cerca di afferrarlo, da un osservatorio privilegiato, mentre si snoda all’interno di sé.

Concludo con un’annotazione più confidenziale. Spesso Dado è portato a stemperare in celia, che talvolta sconfina addirittura in un morbido sarcasmo, il commovente amore per l’adorata moglie Angela, donna meravigliosa e intelligentissima, che sta al gioco con altrettanta verve e dolcezza. Non ho mai visto un amore tanto sublime incarnarsi nella realtà. Ecco un’ulteriore prova della grandezza d’animo di Edoardo Boncinelli. Non è dunque un caso che i suoi scritti risplendano nel buio di questo tempo oscuro.

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Premio “Torino in Sintesi” 2022

LETTERA ALL’AIPLA DI EDOARDO BONCINELLI

Da sempre ho comprato e letto libri di citazioni e aforismi in varie lingue. Mi piaceva la concisione, lo sguardo penetrante, l’uso perfetto e appropriato della lingua, la saggezza di porre le parole nel giusto ordine, diverso ovviamente da autore a autore.
Nel 1981, quando ci trasferimmo da Napoli a Milano, cominciai a scrivere quache timido aforisma. Lo concepivo mentre guidavo da casa al labotatorio e lo scrivevo appena arrivato nel mio studio. Poi è stato un crescendo fino a che, qualche anno fa, questa è divenuta una delle mie attività  prevalenti.

Ma che cos’è un aforisma?
Possiamo definirlo concisamente come un motto, più o meno divertente, più o meno critico, più o meno autobiografico e più o meno profondo. In effetti in greco antico “aforisma” significa più o meno “definizione” “de-limitazione”. Il termine che per me potrebbe renderne al meglio l’idea è “delineazione”, poiché l’aforisma delinea una situazione reale o interiore che l’autore commenta. L’aforisma può avere qualche sbilanciamento nella direzione  della simpatia, della critica di costume, della profondità e della vena autobiografica. Queste caratteristiche dovrebbero essere parimenti costitutive dell’aforisma, ma possono intervenire delle variazioni da individuo a individuo. Nei miei prevale la vena autobiografica e la tendenza al motto di spirito. Ciò si addice alla mia personalità, attenta a tutti gli eventi che riguardano corpo e mente e alla mia costante inclinazione per lo scherzo.

Spesso l’anima dell’aforisma è lo spirito paradossale, ovvero affermare qualcosa che, di primo acchito, sembra assurdo. Nella visione di Kant, la risata che segue a una battuta scoppia per la sorpresa sperimentata nell’ascoltarla. Lo spirito paradossale, per l’imprevedibilità di certe affermazioni, sembra invece spalmare la sorpresa su tutto l’aforisma.
L’essere umano è attratto dal paradosso che, nella sua oscurità, cela qualcosa di magico. Tutti i detti delle mitologie e delle religioni hanno qualcosa di paradossale, vedi per esempio “ gli ultimi saranno i primi”. Evidentemente il paradosso ci intriga e incute soggezione.

Lo scopo di un aforisma è quello di descrivere e stigmatizzare alcuni aspetti della realtà, che l’autore giudica rilevanti, per fare una critica sociale, per mostrare lati e aspetti della realtà che lui ritiene siano sfuggiti ai più, per confessarsi. O per pura vanità. Fondamentale è comunque la convinzione di saper vedere cose che altri non distinguono. In questo, scrivere aforismi non è molto diverso dal fare filosofia. Alcuni filosofi, primo fra tutti Nietzsche, si sono infatti mostrati veri maestri del
genere.

Di recente è molto aumentata la frequenza con cui scrivo aforismi, anche dodici o tredici per notte. Mi porto a letto lo smartphone, sul quale annoto alla meglio le idee che via via mi vengono in mente. Al risveglio le trasferisco sul tablet. Semplice ed efficace. Così ho raggiunto e superato quota sedicimila aforismi, un traguardo ragguardevole. Oppure una completa follia. In clinica ne ho scritti veramente tanti, essenzialmente perché scrivevo molto poco di altro. Anche dopo il ritorno a casa, ho notato che il numero degli aforismi che scrivo ogni giorno è inversamente correlato a quanto scrivo di altro.

Con il tempo, i miei aforismi somigliano sempre più a freddure e sono diventati in media sempre più corti.
Il progressivo accorciamento degli aforismi sembra peraltro un fenomeno generale, quasi una moda, probabile conseguenza della circostanza che le persone sono sempre più indaffarate. Oggi tutto va di corsa, anche il tempo dell’ozio e del rilassamento. Un po’ come se, nella navigazione delle giornate, non si volessero lasciare vuoti, forse per sottolineare vieppiù la differenza fra essere vivi o essere morti, cioè tra il quotidiano e il nulla. La continuità, d’altra parte, è probabilmente la miglior garanzia
della non contaminazione con il nulla.

Dovrei tuttavia spiegare perché la lunghezza dei miei aforismi è andata diminuendo, ma non lo so. Tale linea di tendenza potrebbe essere imputabile a una venatura di pigrizia ma vi è presente anche un elemento di sfida. Più breve è l’aforisma, più capacità espressiva si richiede all’autore e massimo è lo sforzo per non essere fraintesi. E io aspiro a essere compreso e non frainteso, mi prefiggo di attirare l’attenzione del lettore, miro a stuzzicarne la curiosità, punto a strappargli un sorriso e una o più riflessioni, tutto in pochissime fulminanti parole. Vorrei essere gradito e saper persuadere. Non mi importa che tutti siano convinti dai miei argomenti – sarebbe quasi impossibile – ma che le loro critiche non siano tali che io non potrei rintuzzarle.
In effetti non posso dire di sentirmi liberissimo, nell’atto di scrivere aforismi. Le mie affermazioni nascono categoriche ma, strada facendo, attenuo il giudizio con parole “diluenti”, come “quasi”, “in genere”, “spesso”, “per lo più”. Mi calo nei panni del lettore e immagino che certi miei giudizi potrebbero essere criticati, magari con una certa ragione, se espressi troppo categoricamente. A me, come a tutti, non piace venir contraddetto. Il problema è che non mi garba di venir contraddetto nemmeno dagli stupidi. E questa è una pretesa assurda. Ad ogni modo gli aforismi sarebbero senz’altro più efficaci se espressi senza esitazioni, ma non posso farci niente.

Certo non ho mai creduto di poter convincere ogni lettore, ma ci tengo a poter difendere con fiducia le mie tesi, al punto che un giudice imparziale potrebbe anche darmi ragione. Un simile giudice naturalmente non esiste, nemmeno in teoria, ma quasi qualunque azione io compia, la eseguo come se mi trovassi al cospetto di un giudice onnisciente e giusto, che assista in continuazione alle mie gesta. I miei aforismi sono il frutto anche di questa assai efficace pratica di igiene mentale. E vorrei restassero come un mio lascito ideale: una sorta di Arcibaldone, parallelo allo Zibaldone di Giacomo Leopardi.

Premio “Torino in Sintesi” – Risultati VIII Edizione 2022

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PREMIO INTERNAZIONALE PER L’AFORISMA
“TORINO IN SINTESI”

I sigg.ri giurati del Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi”, assieme alla Presidenza e al Comitato Organizzatore del concorso, annunciano il Vincitore e i Menzionati della 8° Edizione Speciale 2022 per soli volumi editi.

Il vincitore è:

– MAURO PARRINI con la silloge dal titolo “A testa bassa” (Edizioni Pendragon).

Motivazione
Mauro Parrini conferma, in questa sua seconda prova aforistica, la piena padronanza dello stile, essenziale e antiretorico; affronta con tenace, consapevole understatement, coniugato a un acuto e brillante spirito critico, una notevole varietà di temi – psicologici, filosofici, sociali – rifacendosi, in modi non pedissequi, alla lezione dei grandi maestri del passato: una silloge vergata, come nella migliore tradizione del genere letterario, in una prosa pudica e insieme smagliante, con spunti talora insospettabilmente mordaci, nella quale lo scetticismo di fondo e l’amarezza derivanti dalla viva esperienza quotidiana, pubblica come personale, scorrono sotterranei, nel rifiuto di qualsiasi ostentazione.

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Le Menzioni d’Onore vanno a:

– PAOLO MONTANARI con la silloge “Ogni silloge è un raggio di luce” (Edizioni Joker)
Motivazione
Per aver redatto, con garbo, gusto sicuro e sempre vigile intelligenza una calibrata e accorta guida di saggezza per orientarsi nel mare sempre mosso della vita, con un’elegante suddivisione in capitoli ispirati ciascuno a una carta esemplare dei tarocchi (il mago, la papessa, l’appeso, ecc.); un repertorio di aforismi penetranti e sintetici, ben risolto in sé medesimo, e persuasivo pur nel ripudio di facili effetti esteriori.

– GIORGIO GRAMOLINI con la silloge “Frammenti di inesistenza” (Puntoacapo Editrice)
Motivazione
Per aver saputo sviluppare, con lucida sobrietà e in uno stile sorvegliato, i temi ricorrenti del suo pensiero: le acute riflessioni sull’arte e sull’amore, la disillusa indagine sociale, lo scandaglio impietoso e sconsolato dei moti dell’animo umano, l’amara risentita esposizione di verità sgradevoli, sempre operanti ma misconosciute, la denuncia polemica dell’imperante ipocrisia e la meditazione radicale, sgomenta sull’inafferrabilità della realtà circostante e della nostra stessa esistenza terrena.

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Il Premio Speciale della Giuria

conferito al miglior volume aforistico NON in concorso, pubblicato dal 2008 a oggi, va a:
EDOARDO BONCINELLI
per la silloge dal titolo “Arcibaldone” (Castelvecchi Editore), ritenuta un mirabile esempio di varietà e profondità di pensiero espressi in impeccabile, vivace stile letterario.

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Il corso d’opera la Giuria ha eccezionalmente deliberato il conferimento di due riconoscimenti aggiuntivi. Pertanto gli ulteriori attestati di merito vanno a:

– MARIO POSTIZZI per la continuità mostrata, dal 2008 ad oggi, nel palesare un particolare talento aforistico in ogni sua pubblicazione. (Hommelettes: 2007, Ed. Aragno – Una lama tra le nuvole: 2014 Ed. Aragno – Aforismi tra la vita e la morte: 2021, Ed. Aragno).

– DONATELLA BISUTTI con la silloge “Non c’è spina senza rosa” (Ed. Pendragon) per il migliore connubio tra la qualità aforistica, il pregio dell’illustrazione grafica e la cura editoriale.

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Bando VIII edizione Premio “Torino in Sintesi” 2022 – Speciale per volumi editi

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L’Associazione Italiana per l’Aforisma

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annuncia il

PREMIO INTERNAZIONALE PER L’AFORISMA

“Torino in Sintesi”

VIII Edizione 2022

Premiazione: sabato 22 ottobre 2022

Con il Patrocinio di

Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Piemonte – Provincia di Torino – Città di Torino

Il Premio Internazionale “Torino in Sintesi” è dedicato al genere letterario
dell’aforisma. Un genere particolare, dotato di una storia antica e affascinante, nonché
di chiare specificità tecniche. È finalità del premio offrire un riconoscimento e una
risonanza a quegli scrittori che intendono sperimentare la forma aforistica come
tipologia espressiva precisa e caratteristica, premiando la consapevolezza dello stile e
l’efficacia espressiva.

PREMIO INTERNAZIONALE PER L’AFORISMA “TORINO IN SINTESI”

Comitato Fondatore

Anna Antolisei – Roberto Bertoldo – Maria Grazia Casagrande – Alberto Casiraghy –
Donato Di Poce – Anna Gribaudo – Paola Lazzarini – Maria Grazia Maramotti – Sandro
Montalto – Chicca Morone – Maria Luisa Spaziani – Giovanna Vizzari

Presidente: Anna Antolisei
Vice-Presidente: Chicca Morone
Direttore tecnico: Sandro Montalto
Relazioni con l’Estero: Fabrizio Caramagna
Relazioni esterne e Stampa: Paolo Bianchi

La GIURIA della ottava edizione del Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in
Sintesi” sarà formata da:
Simona Abis
Amedeo Ansaldi
Anna Antolisei
Paolo Bianchi
Fabrizio Caramagna
Antonio Castronuovo
Sandro Montalto

REGOLAMENTO

Data di scadenza per presentare le opere in concorso: 30 maggio 2022

ARTICOLO UNO

L’Associazione Italiana per l’Aforisma e l’Associazione Culturale “Il Mondo delle
Idee” bandiscono l’ottava Edizione Speciale del Premio Internazionale per l’Aforisma
“Torino in Sintesi” che quest’anno prevede un’unica sezione:

Silloge di Aforismi edita in lingua italiana

– Si partecipa inviando alla Segreteria del Premio un volume di aforismi pubblicato da un
editore italiano e scritto in lingua italiana a partire dal 1 gennaio 2017.

– In questa sezione possono essere presentati anche i volumi editi che abbiano partecipato
alle precedenti edizioni del Premio “Torino in Sintesi”, con l’unica esclusione dei vincitori
del primo premio.

ARTICOLO UNO BIS

– La giuria si riserva la facoltà di scegliere, tra i volumi che non abbiano partecipato al
premio tramite l’invio di copie, un’opera ritenuta di particolare valore e di assegnarle, fuori
concorso, uno speciale “Premio della Giuria”.

– Anche queste opere saranno selezionate tra le pubblicazioni scritte in lingua italiana e
stampate da un editore italiano a partire dal 1 gennaio 2008, anno della prima edizione del
premio “Torino in Sintesi”.

ARTICOLO DUE

– Non possono partecipare antologie di più autori.

– Le autopubblicazioni, vale a dire i volumi che non portano il logo di una Casa Editrice
registrata e dotata di una Partita IVA, non sono ammesse a partecipare.

Tuttavia, i volumi che non rispondono a queste caratteristiche possono essere presentati
fuori concorso come documentazione per arricchire l’archivio dell’Associazione Italiana
per l’Aforisma (sarà cura dell’autore specificare questa condizione in una lettera allegata).
Autori, curatori, traduttori e stampatori sono fortemente incoraggiati in questo senso, in
vista di prossime iniziative di valorizzazione di questo patrimonio.

ARTICOLO TRE

– Ogni concorrente dovrà inviare un plico contenente 7 copie del volume di aforismi
accompagnato da una breve lettera di domanda di candidatura comprensiva di nome,
indirizzo, telefono, eventuale indirizzo e-mail e breve curriculum.

– I concorrenti dovranno inoltre rilasciare e accludere una notificazione firmata in carta
semplice in cui dichiarano di permettere il trattamento dei loro dati personali a fini culturali,
ai sensi della legge sulla privacy [675/96 – art. 10 (e successivi aggiornamenti)].

– Per i concorrenti minorenni si richiede una dichiarazione di chi esercita la patria potestà.

– Indirizzo per la spedizione: Premio “Torino in Sintesi” – Viale Enrico Thovez, 57/8 –
10131 Torino
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ARTICOLO QUATTRO

– La partecipazione è gratuita.

ARTICOLO CINQUE

– Le opere concorrenti dovranno essere inviate entro e non oltre il 30 maggio 2022 (farà
fede la data del timbro postale)

ARTICOLO SEI

– Sarà nominato un vincitore al quale verrà corrisposto un premio in denaro di € 2.500

– Al vincitore sarà consegnata anche una targa di merito
– Il vincitore potrà usufruire dell’iscrizione gratuita per l’anno 2022 all’Associazione
Italiana per l’Aforisma in qualità di Socio Ordinario.

– Sarà facoltà della Giuria assegnare due Menzioni Speciali, a riconoscimento del
particolare valore delle opere. Il premio consisterà in € 750 per ogni volume menzionato e
in un attestato di merito.

ARTICOLO SETTE

– Per la cerimonia di premiazione sarà pubblicata una plaquette di pregio a segnare la 8°
Edizione Speciale del concorso “Torino in Sintesi”. Verrà omaggiata ai sig.ri vincitori e
menzionati e a tutti i concorrenti che avranno partecipato al premio.

ARTICOLO OTTO

– Le deliberazioni della Giuria sono insindacabili ed inappellabili. È prevista la non
assegnazione dei premi nel caso in cui la Giuria non identificasse volumi a suo giudizio
meritevoli del riconoscimento.

ARTICOLO NOVE

– In nessun caso le opere saranno restituite. Ogni volume in concorso andrà a far parte
dell’archivio dell’Associazione Italiana per l’Aforisma. Le copie in eccedenza saranno
donate alle Biblioteche Civiche di Torino.

ARTICOLO DIECI

– I premiati dovranno ritirare personalmente i premi loro assegnati il giorno della cerimonia,
pena la perdita del diritto al premio in denaro (rimarrà comunque al concorrente il titolo di
vincitore). I premi non ritirati il giorno della premiazione saranno incamerati per l’edizione
successiva.

– Al vincitore e ai concorrenti menzionati provenienti da una località che disti oltre 200 km.
dal luogo della premiazione l’Organizzazione offre l’ospitalità in hotel per la notte
successiva alla premiazione.

ARTICOLO UNDICI

– La cerimonia di premiazione si svolgerà presso la Sala Congressi dell’Unione Industriale
di Torino nel pomeriggio di sabato 22 ottobre 2022 durante una pubblica manifestazione.

– I risultati saranno pubblicati sui canali del Premio e dell’Associazione AIPLA. Ai
concorrenti vincitori e menzionati sarà data, singolarmente, tempestiva comunicazione
scritta.

ARTICOLO DODICI

– La partecipazione al concorso implica di fatto l’accettazione di tutte le norme indicate nel
presente bando.

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Contatti

Associazione Italiana per l’Aforisma: viale Enrico Thovez, 57/8 – 10131 Torino (IT)
E-mail: torinoinsintesi@gmail.com

Premio Torino in Sintesi VII edizione – I video della premiazione

Qui di seguito i video della cerimonia di premiazione della VII edizione del Premio Internazionale per l’Aforisma Torino in Sintesi 2020 che si è tenuto presso l’Unione Industriale di Torino, sabato 9 ottobre 2021.

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Introduzione della Presidente Anna Antolisei.
Antonio Castronuovo ricorda l’aforista Roberto Gervaso, recentemente scomparso.

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Relazione tecnica del direttore del premio Sandro Montalto.

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Sezione editi: primo classificato Piero Buscioni.

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Sezione editi: menzione d’onore a Rodolfo Cerè e Stefano Elefanti.
Sezione inediti: primo classificato Francesco Sarti e menzione d’onore a Umberto Faini.

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Il professor Gino Ruozzi consegna il premio alla carriera alla professoressa Giulia Cantarutti, germanista e studiosa delle forme brevi.

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Giulia Cantarutti parla dell’opera aforistica di Alexander Eilers (vincitore del Premio Torino in Sintesi, sezione stranieri) e di Elazar Banyoetz (a cui il Premio Torino in Sintesi ha tributato il premio alla carriera).

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Dopo la premiazione, chiacchiere tra aforisti

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Alexander Eilers, vincitore della Sezione Autori Stranieri, e la sua concezione
dell’aforisma

Aforismi – ciottoli su una tomba a schiera

I ciottoli, che si presentano come depositi rocciosi a grana grossa, specialmente nei fiumi con
forti dislivelli, nelle morene dei ghiacciai, sulle rive dei laghi e sulla spiaggia, sono strettamente
legati alla civiltà. Non solo sono necessari nel settore edile per creare drenaggio; servono anche
come aggregato nel calcestruzzo o per riempire le nicchie. Poiché la ghiaia non contiene sostanze
nutritive per le piante e consente all’acqua di superficie di filtrare con rapidità, è solo scarsamente
ricoperta dalla vegetazione. Ecco perché può essere trovata sui sentieri, nei giardini rocciosi o sulle
tombe di cui nessun lutto può prendersi cura.

Ma anche gli inizi dell’aritmetica sono inconcepibili senza sassolini. Dopotutto, li usavano già le
prime alte culture della Mesopotamia come aiuto per mappare i numeri. Provvisti di simboli
geometrici, servivano per la liquidazione delle consegne di merci e successivamente per le
operazioni matematiche sull’abaco. Questo spiega anche perché le parole “calculate” e “calculus” derivino da calculus, il nome latino di “piccole pietre”.

Quindi è appropriato, questo sedimento diffuso, per descrivere una raccolta di aforismi? In
effetti, ci sono somiglianze a prima vista. Ciò include che il sassolino sia il motto conciso, che è
abbreviato in frase e singola parola; e che sia anche il sassolino grande da 5 a 63 millimetri che
evita la solidificazione. Entrambi si presentano isolati in quantità maggiori e garantiscono la
permeabilità grazie al loro elevato volume di pori.

Sebbene a volte formino conglomerati cementati da leganti a grana fine, queste brecce sono
piuttosto rare. Molto più spesso, aforismi e sassi appaiono come materiale sciolto. Così accade che
difficilmente siano incorporati in strutture più grandi e formino pregevoli pensieri simili a falde
acquifere. Nella loro vicinanza differiscono dai frammenti e dalle schegge. Levigate come sono,
non lasciano angoli e spigoli, ma possono scricchiolare grazie a punte acuminate, per cui la misura
in cui sono arrotondate dipende dalla distanza di trasporto in torrenti e fiumi. Di conseguenza,
anche il motto è un prodotto dell’erosione progressiva. Trascinato dalla corrente del tempo, si
ammassa ovunque e si strofina contro i suoi simili. Anche se – storicamente parlando – continua a
rimpicciolirsi, non ha perso la sua durezza. In quanto freno della storia intellettuale, è il mezzo
privilegiato della critica culturale.

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Per il Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi” – VII Edizione 2020
La figura di Elazar Benyoëtz, descritta in forma di lettera, da Werner Helmig

Caro Elazar,

come sai, l‘Associazione Italiana per l’Aforisma già da tempo ti ha assegnato il Premio alla
carriera aforistica. A causa della pandemia, che tiene il mondo con il fiato sospeso da un
buon anno e mezzo, può esserti conferito a Torino solo adesso, e purtroppo questo ha
luogo in absentia, perché tu, per motivi familiari, non puoi muoverti dal tuo luogo di
residenza, Tel Aviv. E anch’io posso congratularmi con te solo via e-mail, ma questo è
comunque il mezzo con cui da anni siamo in contatto; e che questo accada per iscritto è
del tutto adeguato a un poeta e a un critico, se si conoscono bene e sentono la voce uno
dell’altro anche nella scrittura. Una volta dal lontano Israele tenevi i contatti con i tuoi amici
con lettere, ma chi oggi scrive ancora lettere su carta? In questo ti sei per fortuna adattato
ai tempi, per non cadere nell’esotico.

Cosa posso dunque dire agli amanti dell’aforisma riuniti a Torino che vorrebbero
conoscerti come scrittore? Chi vuol sapere chi sei, da dove vieni, perché tu come scrittore
in lingua tedesca hai scelto un nome chiaramente ebraico, che cosa hai scritto finora e
quali onorificenze ti sono state conferite come scrittore, può trovarlo rapidamente in
Wikipedia, – ma forse si spaventerebbe per la quantità.

Ci sono non meno di 50 libri in tedesco, a volte con titoli molto particolari, enigmatici
anche per un madrelingua tedesco, singole parole come Sahadutha, Filigranit, Taumeltau,
Identitäuschung, Ichmandu, Hinnämlich, Scheinhellig, Fraglicht, Aberwenndig, Gottik,
Nadelind o strani titoli gnomici; il più celebre, che nella mia famiglia procura sempre prove
di evidenza e che nel frattempo compare due volte nei tuoi scritti è: «Trovare rende più
facile il cercare», «Finden macht das Suchen leichter».

Ci sono intanto 14 premi, tra questi il prestigioso premio Chamisso, la croce
tedesca al merito, la nomina a socio corrispondente della Deutsche Akademie für Sprache
und Dichtung, la Croce d’onore austriaca di prima classe per la scienza e l’arte nonché il
dottorato ad honorem della facoltà teologica dell’Università di Berna.

Da Wikipedia si apprende anche
– che sei nato a Wiener Neustadt (che non sia un
sobborgo prima di Vienna, ma una vera e propria città 50 km a sud di Vienna, nella bassa
Austria, non tutti i non-austriaci lo sanno), figlio di ebrei austriaci di nome Koppel,
– si impara che nel 1938, all’età di un anno hai potuto fuggire in Palestina con i tuoi
genitori, là hai imparato l’ebraico come lingua madre, sei diventato un poeta ebraico e
come scrittore invece del tuo cognome hai adottato quello ebraico Benyoëtz, che significa
“figlio del consigliere”,
– si impara che hai sostenuto l’esame da rabbino, che negli anni Sessanta hai vissuto a lungo a Berlino e hai fondato i Bibliographica Judaica, il famoso repertorio degli autori
ebraici di lingua tedesca, che consta ormai di 21 volumi,
– e infine che dal 1968 sei sposato con la miniaturista Renée Koppel, che da artista usa lo pseudonimo Metavel e che qui saluto di cuore.

Dei tuoi libri in Wikipedia si dice solo che dagli anni di Berlino pubblichi quasi
esclusivamente in tedesco, che hai scritto volumi di saggi e di aforismi, il cui tema, accanto
ad argomenti religiosi, è spesso il linguaggio. Anche questo non è falso, però qui devo
aggiungere qualcosa.

Il lettore che non abbia confidenza con questo genere letterario, anche se
comprende bene il tedesco, verrà messo a volte in difficoltà dal tuo linguaggio ricco di
immagini e saturo di giochi di parole, un linguaggio che da sottili sfumature semantiche
sviluppa opposizioni e tende con sicurezza alla lectio difficilior. Spero che tu sia d’accordo
se affermo che quello che per te chiaramente è ovvio, è in gran parte ciò che non è capito
e che nelle cose importanti le domande apportano conoscenza più delle risposte. Con
tutta la differenziazione necessaria il tuo discorso è spesso oscuro: semanticamente
oscuro nella voluta molteplicità dei significati, logicamente oscuro nel paradosso, per non
ricorrere in un troppo veloce “capire” nel senso della comunicazione quotidiana – perché
se bastasse quest’ultima, non ci sarebbe bisogno della poesia.

Il traduttore, che voglia riprodurre questo ethos letterario in una lingua straniera, ma
che si vede spesso costretto [a Monosemierungen], a optare per un unico significato di
unità linguistiche che sul piano del sistema linguistico sono polisemiche, incontra
naturalmente difficoltà molto maggiori del lettore. E viste le enormi difficoltà, si può solo
lodare chi si è impegnato in traduzioni. Naturalmente si deve a volte ammainare le vele di
fronte ai giochi di parole intraducibili e rinunciare a determinati effetti di cui vive l’originale.
In questo senso è più semplice leggere la versione italiana rispetto all’originale tedesco,
dato che si leggono solo quei testi che non hanno messo in ginocchio il traduttore. E
questo non per incapacità, ma per gli scogli che tu hai disseminato nel testo.

Tu vieni comunemente considerato un aforista, ma i tuoi aforismi travalicano di gran
lunga i confini del genere moralistico tradizionale, nella forma e nel contenuto. Ci sono
neologismi di nomi e di serie di parole che trovano posto in una raccolta solo per la
bizzarria comico-grottesca del loro suono, esortazioni che non vanno per nulla seguite e
altri fattori di disturbo rispetto all’orizzonte d’attesa convenzionale, che ai tuoi occhi sono
contrappesi necessari alla piattezza didascalica e ad altri effetti indotti dall’assuefazione
che minacciano questo genere letterario – e probabilmente tu hai ragione.

I tuoi aforismi non stanno semplicemente uno accanto all’altro come le Maximes di
un La Rochefoucauld, ma hanno un ordine gerarchico. Le raccolte dell’ultimo decennio
rivelano una compositio rigorosa in quanto raggruppi diversi detti (Sprüche) di cui il primo
fa da titolo, creando spesso l’effetto di unità poetiche anche in assenza di legami basati sul
metro e sul suono. Nelle letture pubbliche, che negli ultimi anni coltivi con gioia crescente
come nessun altro aforista, viene adombrata una specie di teatro parlante.
Alla domanda se i tuoi aforismi possano considerarsi moderni risponderei: per
fortuna no, se “moderno” designa un trionfo della secolarizzazione e dell’individualismo. I
tuoi aforismi servono addirittura a una sorta di edificazione religiosa del loro pubblico,
certamente non in senso dottrinale né in senso borghese-morale, ma piuttosto criptando
poeticamente, peraltro senza alcuna contemplatività. Al contempo la tradizione biblica,
spesso con un linguaggio proprio per il quale ha fatto scuola il Qohelet, e l’esperienza
divina giudaica sono positivamente e direttamente presenti in questi aforismi come in
nessun altro opus aforistico di alto valore estetico. Va in direzione opposta alla Moderne
intesa come autopotenziamento totale dell’individuo anche il ruolo palesemente cruciale
che assume la prassi del glossare e citare testi antichi, tra i quali l’io aforistico scrivente si
ritrae con piena consapevolezza, intendendo confermarli e non smascherarli come è
invece nella tradizione di Nietzsche.
Con questo e altri procedimenti ti sei creato una lingua aforistica inconfondibile, che
va decisamente contro il meanstream di questo genere letterario, ma ti serve per parlare di
cose importanti, che altrimenti sarebbero indicibili. Non conosco fondamento migliore per
un linguaggio poetico.
Tu sai che io leggo da tempo con piacere e profitto i tuoi aforismi, e non posso
cessare di cercare di capire a quali tecniche debbano l’effetto che suscitano. E sono sicuro
che anche i lettori italiani esigenti che si confronteranno con i tuoi aforismi lo avvertiranno.

Ti auguro di continuare con la stessa creatività!
Werner Helmig

Premio Nazionale per l’Aforisma “Flavio Limido” – IL BANDO INTEGRALE

La Città di Castiglione Olona
in collaborazione con

 l’Associazione Italiana per l’Aforisma

bandisce il

PREMIO NAZIONALE PER L’AFORISMA “Flavio Limido”

I Edizione 2021

(Premiazione: 15 gennaio 2022)

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PREMIO NAZIONALE PER L’AFORISMA “FLAVIO LIMIDO”
IL BANDO DI CONCORSO
CRITERI E MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

(Ultima data utile per presentare le opere in concorso: 30 settembre 2021)

***

ARTICOLO UNO

Il Comune di Castiglione Olona, in collaborazione con l’Associazione Italiana per
l’Aforisma, bandisce la prima edizione del Premio Nazionale per l’Aforisma “Flavio Limido” per sillogi di aforismi in lingua italiana.
– Le sillogi dovranno essere composte da un minimo di 30 a un massimo di 50 aforismi, senza distinzione fra editi e inediti.
– I concorrenti dovranno inviare i loro elaborati in un’unica e-mail ad entrambi gli
indirizzi sottoelencati:
premioaforismicastiglione@gmail.com
e
protocollo@comune.castiglione-olona.va.it
– Riceveranno entro le 72 ore successive la notifica di avvenuta ricezione.

***

ARTICOLO DUE

– Non possono partecipare antologie di più autori.

***

ARTICOLO TRE

Ciascun concorrente dovrà inviare ai due sopraindicati indirizzi e-mail:
– 1) una e-mail contenente la domanda di candidatura, comprensiva del titolo della
raccolta, di nome, cognome, data di nascita, indirizzo ed eventuali numeri di telefono
e/o cellulare.
– 2) un allegato (in formato Word) contenente esclusivamente il titolo della silloge e i relativi aforismi, secondo le modalità e nella quantità indicate nell’Articolo UNO.

IMPORTANTE: il nome dell’autore NON dovrà comparire nell’allegato contenente la silloge, pena la non ammissione al concorso: dovrà essere indicato soltanto nella sopraddetta e-mail di richiesta di partecipazione e sarà registrato a parte dalla segreteria del Premio, in modo che l’abbinamento silloge-autore possa essere ricostruito solo successivamente alla votazione finale. I giurati leggeranno i testi senza conoscere l’identità dell’autore.
– I partecipanti sono altresì pregati di numerare progressivamente gli aforismi in modo da facilitare alla giuria l’identificazione degli stessi in sede di discussione. La mancata osservanza del presente invito NON costituirà motivo di esclusione dal concorso.
– 3) una liberatoria, nella quale dichiara di consentire il trattamento dei propri dati personali a fini culturali, ai sensi della legge sulla privacy (675/96 – art. 10).
– Per i concorrenti minorenni si richiede una dichiarazione di chi esercita la patria potestà.

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ARTICOLO QUATTRO
– La partecipazione è gratuita; non è prevista alcuna tassa di iscrizione.

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ARTICOLO CINQUE

– Le opere concorrenti dovranno pervenire entro e non oltre il 30 settembre 2021.

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ARTICOLO SEI
– Al vincitore verrà corrisposto un premio in denaro di € 500.
– Agli autori della migliore silloge di ‘calembour’ (giochi di parole) e della migliore silloge di ‘aforismi poetici’ verrà riconosciuto un premio di € 250 ciascuno.
– L’appartenenza a uno di questi sotto-generi (calembour e aforisma poetico) non comporta l’esclusione dalla graduatoria principale. In nessun caso i premi saranno cumulabili. Se il premio principale (€ 500) dovesse essere vinto da un autore di
calembour o di aforismi poetici, il premio speciale (€ 250) per calembour e/o aforismi poetici sarà attribuito al secondo miglior autore di calembour e aforismi poetici.

Es. di calembour:
– “Reo convesso: condannato piegato dal rimorso.” (Umberto Eco)
Es. di aforisma poetico:
– “In me l’anima c’era della meretrice
della santa della sanguinaria e dell’ipocrita.” (Alda Merini)
– “I fiumi della memoria
nascondono mille ruscelli sconosciuti” (Alberto Casiraghi)

– È previsto altresì, per iniziativa dell’Associazione Italiana per l’Aforisma, un premio di € 150 alla migliore silloge di autore di età inferiore ai 30 anni (nato cioè in una data successiva al 31/12/1990). L’appartenenza a questa categoria di età  non comporta l’esclusione dalla graduatoria principale. Se il premio principale (€ 500) dovesse essere vinto da un autore di età inferiore ai 30 anni, il premio speciale (€ 250) per un autore di età inferiore ai 30 anni sarà attribuito al secondo miglior autore appartenente a questa categoria di età.
– In nessun caso saranno ammessi piazzamenti ex-aequo.
– Nel corso della cerimonia di premiazione sarà conferito il Premio alla Carriera all’aforista e illustratore Alberto Casiraghi, fondatore della casa editrice Pulcinoelefante.
– Per gli autori che con le loro massime si saranno particolarmente distinti, sono contemplate Menzioni Speciali, assegnate in numero non precisato, a insindacabile giudizio della Giuria.

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ARTICOLO SETTE
– Le deliberazioni della Giuria sono insindacabili e inappellabili. L’organizzazione si riserva di annullare lo svolgimento del concorso se il numero complessivo dei partecipanti non fosse pari ad almeno 30.

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ARTICOLO OTTO
– I vincitori dovranno ritirare personalmente i premi loro assegnati nel giorno della cerimonia, pena la perdita del diritto al premio, (rimarrà comunque al concorrente il titolo di vincitore).

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ARTICOLO NOVE
– La cerimonia di premiazione si svolgerà, nel pieno rispetto delle vigenti normative antipandemia, presso il Castello di Monteruzzo, in via Marconi, a Castiglione Olona (VA), nel pomeriggio del 15 gennaio 2022 durante una pubblica manifestazione.
– A ciascuno dei vincitori ed eventuali menzionati verrà data tempestiva comunicazione scritta.

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ARTICOLO DIECI
– La partecipazione al concorso sottintende l’accettazione di tutte le norme esposte nel presente bando.

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ARTICOLO UNDICI
…..La GIURIA della prima edizione del Premio Nazionale per l’Aforisma “Flavio Limido” sarà composta da:
Anna Antolisei (Presidente)
Simona Abis
Paolo Bianchi
Amelia Natalia Bulboaca
Rinaldo Caddeo
Fabrizio Caramagna
Giorgio Gramolini

…..Giuria tecnica per il premio alla migliore silloge di aforismi poetici:
Fabrizio Caramagna 
(Presidente)
Donato Di Poce
Stefano Elefanti

…..Giuria tecnica per il premio alla migliore silloge di calembour:
Fabrizio Caramagna 
(Presidente)
Paolo Bianchi
Stefano Elefanti

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Per qualsiasi ulteriore informazione, si prega di contattare via mail la segreteria del Premio agli indirizzi:
premioaforismicastiglione@gmail.com
protocollo@comune.castiglione-olona.va.it
o al
N. Cell. (WhatsApp, Amedeo): 340 148 6534

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RIEPILOGO

Per partecipare al Premio il concorrente dovrà inviare ad entrambi gli indirizzi sottoelencati:
premioaforismicastiglione@gmail.com
protocollo@comune.castiglione-olona.va.it
un’unica mail (Ogg.: Premio aforismi Castiglione), contenente la domanda di partecipazione al Premio: (Il sottoscritto… [nome e cognome], nato il… [data di nascita], chiede di partecipare alla I edizione del Premio Aforistico Nazionale Flavio Limido… con la silloge allegata [titolo della silloge] e i due relativi allegati:
– 1) un allegato in formato word (nome del file: il titolo della silloge), contenente gli aforismi (in numero da 30 a 50, numerati progressivamente) e il relativo titolo, ma NON il nome dell’autore.
– 2) un allegato (nome del file: liberatoria [nome e cognome mittente]), contenente la liberatoria: (Con la presente dichiaro di consentire il trattamento dei miei dati personali a fini culturali, ai sensi della legge sulla privacy (675/96 – art. 10).
[Nome e cognome]

I GIURATI

– Simona Abis, scrittrice e saggista, giurata del Premio Internazionale per l’Aforisma ‘Torino in Sintesi’.
– Anna Antolisei, giornalista e scrittrice, direttore della rivista online Il Giornalaccio, presidente dell’Associazione Italiana per l’Aforisma e del Premio Internazionale per l’Aforisma ‘Torino in Sintesi’, nonché della relativa giuria.
– Paolo Bianchi, vincitore del Premio Internazionale per l’Aforisma ‘Torino in Sintesi’ 2018 (sez. Editi), menzione speciale come miglior giovane al Premio Internazionale per l’Aforisma ‘Torino in Sintesi’ 2010.
– Amelia Natalia Bulboaca, traduttrice, saggista, studiosa dell’aforisma, giurata del Premio Internazionale per l’Aforisma ‘Torino in Sintesi’.
– Rinaldo Caddeo, aforista, poeta, novelliere, critico e traduttore, menzione speciale al Premio Internazionale per l’Aforisma ‘Torino in Sintesi’ 2008 (sez. Editi).
– Fabrizio Caramagna, titolare del blog Aforisticamente, curatore di diverse pubblicazioni aforistiche, menzione speciale al Premio Internazionale per l’Aforisma ‘Torino in Sintesi’ 2010 (sez. Editi), giurato del Premio Internazionale per l’Aforisma ‘Torino in sintesi’ e autore di due romanzi (in forma aforistica): Il numero più grande è due (2019) e Se mi guardi esisto (2020), entrambi per Mondadori.
– Donato Di Poce, poeta, fotografo, critico d’arte e scrittore di aforismi.
– Stefano Elefanti, autore del saggio Origini e sviluppo dell’aforisma poetico nel Novecento italiano (Joker, 2013), menzione speciale al Premio Internazionale per l’Aforisma ‘Torino in Sintesi’ 2020 (sez. Editi) e vincitore del Premio ‘Città di Como’ 2021 (sez. aforismi).
– Giorgio Gramolini, poeta e scrittore di gialli, vincitore del Premio Internazionale per l’Aforisma ‘Torino in sintesi’ 2016 (sez. Editi), menzione speciale al Premio Internazionale per l’Aforisma ‘Torino in sintesi’ 2020 (sez. Inediti).

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