Premio “Torino in Sintesi” – Risultati VII Edizione 2020

PREMIO INTERNAZIONALE PER L’AFORISMA
“Torino in Sintesi”

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RISULTATI
VII Edizione 2020

I sigg.ri giurati del Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi”,
assieme alla Presidenza ed al Comitato Organizzatore del concorso, annunciano i
Vincitori e i Menzionati della 7° Edizione 2020

I sig.ri Vincitori e Menzionati sono:

Sezione A) Editi

– La Giuria ha assegnato il primo premio a:

“Aforismi per la fine del mondo” di Piero Buscioni con la seguente
motivazione:
L’autore ha articolato un inquieto e lucido repertorio di appunti, postille, malumori
sorretto dalla puntigliosa brillantezza dello stile e da un umorismo persistente e
disincantato, punteggiato di rilievi aguzzi che, nel ripudio e nel fastidio insuperabile di
ogni sterile intellettualismo, s’iscrivono in un sofferto quanto problematico umanesimo.

– La Giuria del Premio ha inoltre conferito la Menzione Speciale a:

“Quisquilie” di Stefano Elefanti
per l’analisi pensosa degli immutabili moti dell’animo umano imperniata
sull’interrogativo del senso ultimo delle nostre vite, per l’attenzione allo stile e per
l’estrema sobrietà nell’affrontare l’ambivalenza del mondo e nell’avvicinarsi a un
genere del quale ‘confessa’ l’intrinseca frammentarietà, salvaguardando però
gelosamente il fine principale dell’aforisma: restituire al lettore il fenomeno-uomo nella
sua intrinseca, contrastata complessità.

“Segno o son testo” di Nicola Farina
per lo scabro umorismo, la rigorosa icasticità dei motti di spirito venati di sotterranea
amarezza e i tanti calibratissimi calembour, resi sempre con grandi puntualità e perizia,
il cui l’effetto, pur spesso in aperta contraddizione rispetto alla verità dei luoghi comuni,
viene raggiunto senza fastidiose sottolineature e rifuggendo da corrive iperboli.

“Spiegate alle vele” di Rodolfo Cerè
per una silloge che, con voce veramente nuova, originale e promettente, espone con
risentita, esemplare stringatezza una condizione esistenziale – quella dei giovani d’oggi –
fatta di reiterate difficoltà economiche, precarietà lavorativa e cocenti delusioni ideali,
connotata da un tenace e diffuso disagio, espresso in toni sovente polemici, quando non
esplicitamente sdegnati, nei confronti di una contemporaneità quanto mai ingrata,
stolidamente glamour, irriducibilmente votata al profitto e segnata da un’onnipresente,
ossessiva impronta tecnologica.

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Sezione B) Sillogi inedite

– La giuria ha assegnato il primo premio a:

“Aberrare umano” di Francesco Sarti con la seguente motivazione:
per il singolare catalogo di incisive folgorazioni che, aggirando le aspettative del lettore
con l’arditezza sorprendente delle immagini, procede per accostamenti talora vertiginosi
e vividi scorci, giocando sullo spiazzamento concettuale e ottenendo effetti insieme
stranianti ed esplosivi che vanno a operare una ricostruzione e reinterpretazione ora
perfida, ora dolente – ma sempre sottile – della realtà.

– La Giuria del Premio ha inoltre conferito la Menzione Speciale a:

“Esercizi di stiletto” di Maurizio Manco
per una raccolta di esemplare, quasi stoica lapidarietà, intrisa, pur nel superiore anelito
all’esattezza formale, della dolente coscienza del determinismo a cui soggiacciono le
nostre vite e i nostri stessi impulsi, sullo sfondo generale di un pessimismo cosmico ai
limiti della disperazione, di uno sconforto però virilmente dignitoso, fermo, non urlato
che, pur nell’attitudine mimetica e nella castigatezza dello stile, si coniuga con un’ironia
non compiaciuta e vagamente crudele, tanto più efficace per questo.

“In breve” di Umberto Faini
per la semplicità convincente, quindi non priva di schietta pregnanza concettuale, di una
raccolta di impressioni specchio di una saggezza disincantata, sobria, anti-retorica, che
non disdegna sfumature ironiche e affondi quietamente velenosi, con l’appendice di
qualche malinconica, smagata, forse sgomenta meditazione sul destino finale dell’uomo.

“Vita più, vita meno” di Giorgio Gramolini
per la varietà tematica e la sobrietà stilistica di notazioni che si misurano con i piccoli
grandi scogli della quotidianità immerse in un pessimismo pudico a cui, nella ricerca
perenne e inesausta di difficili contro-verità, fanno da corolla alcune isolate ma icastiche
freddure dai puntuti risvolti polemici nella denuncia dell’imperante ipocrisia.

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Sezione C) Silloge di aforismi in lingua tedesca e italiana di autori stranieri

– La giuria ha assegnato il primo premio a:

Alexander Eilers con la seguente motivazione:
Versato nell’esercizio strenuo e consapevole del pensiero, l’autore ha saputo indagare,
senz’ombra di auto-referenzialità, con sottile e doloroso scavo in profondità e in uno
stile tenacemente asciutto, consono ai dettami stringenti del parlar breve, fra le pieghe
nascoste dell’esistenza, facendo giustizia di tanti pregiudizi inveterati anche attraverso
saltuarie frange zen e pochi ma incisivi affondi polemici.

[In der unermüdlichen und selbstbewussten Denkübung gewandt, konnte der Autor die Mäander der menschlichen Existenz ohne jegliche Selbstbezogenheit untersuchen. Durch eine subtile und schmerzvolle Analyse, einen hartnäckig trockenen, den Normen der kleinen Form entsprechenden Stil hat er dabei mehrere eingebürgerte Vorurteile u. a. durch sporadische Zen-Nuancen und wenige aber wirksame polemische Angriffe herausgefordert.]

– La Giuria del Premio ha inoltre conferito la Menzione Speciale a:

Franz Friedrich Kovacs
per una silloge di estrema immediatezza che, con formulazione recisa e nel ripudio di
qualunque istanza consolatoria, registra senza sconti la caducità della vita individuale e
dell’intera realtà fenomenica: una segnalazione oggettiva che si riassume però in
immagini poetiche di rara evidenza nella loro spietata concretezza e in qualche precetto
comportamentale malinconicamente ispirato a una accorta e ormai disillusa saggezza.

[Aufgrund der extremen Direktheit, die die Hinfälligkeit des individuellen Lebens sowie der gesamten Erscheinungswelt mit entschiedenen Formulierungen und unter Ausschluss jeglicher tröstenden Instanz erfasst: eine sachliche Bestandsaufnahme, die sich in unerbittlich konkreten poetischen Bildern sowie in einigen melancholischen, von umsichtiger, desillusionierter Weisheit inspirierten Verhaltensgeboten ausdrückt.]

Klaus Oehler
per l’equilibrio e l’autenticità con i quali viene delineato con afflato poetico, nel breve
volgere dei pochi appunti e sulla scorta di un’esperienza viva maturata consapevolmente
negli anni, il bilancio umano e intellettuale di un’intera esistenza.

[Aufgrund des stilistischen Gleichgewichts und der Authentizität, mit denen der Autor die menschliche und intellektuelle Bilanz einer ganzen Existenz in wenigen poetisch inspirierten und erfahrungsreichen Aufzeichnungen kondensiert.]

Hans Norbert Janowski
per la rigorosa, geometrica precisione dei suoi aforismi e la capacità di cogliere
sinteticamente il nucleo complesso di una questione e di manifestarlo con la sottigliezza
e, se occorre, la giusta dose di veleno che il procedimento richiede.

[Aufgrund der rigorosen, geometrischen Präzision seiner Aphorismen sowie der Fähigkeit, den komplexen Nukleus einer Frage synthetisch zu erfassen und mit sprachlicher Feinheit sowie, wo nötig, genügend Gift auszudrücken.]

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N.B.
La Giuria si è avvalsa della facoltà di non classificare le sillogi di altri concorrenti.
Per il Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi”

la Presidente
Anna Antolisei

Proroga dei termini di scadenza

Si avvisano i concorrenti al Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi” che, causa le restrizioni imposte dal Governo per l’epidemia di Covid-19, la scadenza di presentazione degli aforismi delle Sezioni A) Volumi editi e B) Sillogi inedite
è posticipata al 30 giugno 2020.

La scadenza per la Sezione C) Autori stranieri
sarà il 15 giugno 2020.

A questo link è possibile leggere il bando integrale del Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi” 2020.

Il Comitato Organizzativo –

2020_Avviso proroga

Premio Internazionale per l’aforisma “Torino in Sintesi”, Bando di Concorso 2020

L’Associazione Italiana per l’Aforisma

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e l’Associazione Culturale “Il Mondo delle Idee”

logo_mondoidee

annunciano il

PREMIO INTERNAZIONALE PER L’AFORISMA
“Torino in Sintesi”

VII Edizione 2020

Premiazione: sabato 24 ottobre 2020

Con il Patrocinio di
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Piemonte – Provincia di Torino – Città di Torino

Il Premio Internazionale “Torino in Sintesi” è dedicato al genere letterario dell’aforisma. Un genere particolare, dotato di una storia varia e affascinante, nonché di chiare specificità tecniche. Negli ultimi anni però tale genere viene spesso confuso con la boutade, il microsaggio, il microracconto, il verso singolo o addirittura la poesia in prosa.

È finalità del premio offrire un riconoscimento e una risonanza a quegli scrittori che ancora intendono sperimentare la forma aforistica come tipologia espressiva precisa e caratteristica, premiando la consapevolezza dello stile e l’efficacia espressiva.

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PREMIO INTERNAZIONALE PER L’AFORISMA “TORINO IN SINTESI”

Comitato Fondatore

Anna Antolisei – Roberto Bertoldo – Maria Grazia Casagrande – Alberto Casiraghy – Donato Di Poce – Anna Gribaudo – Paola Lazzarini – Maria Grazia Maramotti – Sandro Montalto – Chicca Morone – Maria Luisa Spaziani – Giovanna Vizzari.

Presidente: Anna Antolisei
Vice-Presidente: Chicca Morone
Direttore tecnico: Sandro Montalto
Relazioni con l’Estero: Fabrizio Caramagna
Relazioni esterne e Stampa: Lidia Sella

La GIURIA della quinta edizione del Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi” sarà formata da:

Simona Abis
Amedeo Ansaldi
Anna Antolisei
Amelia Natalia Bulboaca
Fabrizio Caramagna
Antonio Castronuovo
Sandro Montalto

REGOLAMENTO

( Data di scadenza per presentare le opere in concorso: 15 maggio 2020 )

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ARTICOLO UNO

L’Associazione Italiana per l’Aforisma e l’Associazione Culturale “Il Mondo delle
Idee” bandiscono la settima edizione del Premio Internazionale per l’Aforisma
“Torino in Sintesi” articolato in tre sezioni:

– SEZIONE A) – Silloge di Aforismi edita in lingua italiana
Volume di aforismi pubblicato da un editore italiano e scritto in lingua italiana a
partire dal 1 gennaio 2014.
In questa sezione possono essere presentati tutti i volumi editi che non abbiano
vinto il primo premio e che non abbiano ricevuto una menzione nelle precedenti
edizioni del Premio “Torino in Sintesi”.

– SEZIONE B) – Silloge di Aforismi inedita in lingua italiana
Silloge di aforismi inedita, in lingua italiana, composta da minimo 30 e massimo 50
aforismi. In questa sezione possono essere presentati gli elaborati inediti che non
abbiano vinto e che non abbiano ricevuto una menzione nelle precedenti edizioni del
Premio “Torino in Sintesi”.

– SEZIONE C) – Silloge di Aforismi di autori stranieri. La Germania e l’Austria
sono i Paesi ospiti della VII Edizione 2020
Silloge di aforismi in lingua originale, con traduzione in lingua italiana, di autori di
lingua tedesca. La silloge, che potrà comprendere sia aforismi già editi in lingua
originale, sia del tutto inediti, dovrà essere composta da un minimo di 30 a un
massimo di 40 aforismi.
– L’autore dovrà indicare anche il nome del traduttore e segnalare inoltre le eventuali
case editrici, riviste, siti web o blog su cui i suoi aforismi sono già apparsi in lingua
italiana.

– Al contrario dei concorrenti della Sezione A), gli autori della Sezione C) e
B) potranno inviare i loro elaborati via e-mail all’indirizzo
torinoinsintesi@gmail.com: riceveranno entro le ventiquattrore la notifica di
avvenuto ricevimento.

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ARTICOLO DUE

– I partecipanti alle edizioni 2014 – 2016 – 2018 del Premio “Torino in Sintesi”
potranno ripresentare le loro opere edite, in questa settima edizione 2020, purché la
stampa non sia precedente al 1 gennaio 2014.

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ARTICOLO TRE

– I concorrenti delle Sezioni A) Editi e B) Inediti possono partecipare ad entrambe le
sezioni.

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ARTICOLO QUATTRO

– Non possono partecipare antologie di più autori.
– Le autopubblicazioni, vale a dire i volumi che non portano il logo di una Casa
Editrice registrata e dotata di una Partita IVA, potranno partecipare unicamente
alla Sezione B) Inediti.

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ARTICOLO CINQUE

– Ogni concorrente della Sezione A) dovrà inviare una busta contenente:
n. 7 copie del volume di aforismi accompagnate da una lettera di domanda di
candidatura comprensiva di nome, indirizzo, telefono, eventuale indirizzo e-mail e
breve curriculum.
– Ogni concorrente della Sezione B) dovrà inviare una e-mail all’indirizzo
torinoinsintesi@gmail.com contenente la domanda di candidatura comprensiva
del titolo della raccolta, di nome, indirizzo, telefono, eventuale indirizzo e-mail e
breve curriculum.
– La mail dovrà essere accompagnata dal relativo allegato (in formato PDF oppure
Word) contenente il titolo della silloge e gli aforismi del concorrente: da un minimo di
30 a un massimo di 50 come indicato nell’Articolo UNO.
– ATTENZIONE: il nome dell’autore non dovrà comparire su nessuna delle sillogi in
allegato. Pena la non ammissione al concorso, sono ammessi solo gli aforismi e il
titolo della raccolta.
(L’abbinamento tra allegato e autore sarà registrato dalla Segreteria del Premio
attraverso la e-mail con domanda di partecipazione che ogni concorrente avrà
inviato all’indirizzo torinoinsintesi@gmail.com

– I concorrenti della Sezione B) che preferissero inviare il materiale in cartaceo
potranno spedire n. 7 copie della silloge, comprensiva di titolo ma NON di
nome dell’autore, a Premio “Torino in Sintesi” – Viale Enrico Thovez, 57/8 –
10131 Torino. La busta spedita dal concorrente dovrà contenere anche la
domanda di candidatura come specificato al secondo paragrafo del presente
articolo.

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ARTICOLO SEI

– I concorrenti alla Sezione A) dovranno inoltre rilasciare e accludere una
dichiarazione firmata in carta semplice in cui dichiarano di permettere il
trattamento dei loro dati personali a fini culturali, ai sensi della legge sulla
privacy (675/96 – art. 10).
– I concorrenti alla Sezione B) includeranno la medesima liberatoria nella e-mail
inviata alla Segreteria del Premio (come da Art. CINQUE)
– Possono partecipare anche le case editrici con volumi da esse pubblicati. In
questo caso si sottintende l’autorizzazione da parte dell’autore. All’autore
spetterà il riconoscimento del premio, mentre l’eventuale ammontare del
premio in denaro sarà assegnato all’autore o all’editore in base agli accordi
previsti nel contratto editoriale (in caso di mancanza di accordi precedenti il
premio sarà interamente corrisposto all’autore).
– Per i concorrenti minorenni si richiede una dichiarazione di chi esercita la
patria potestà.

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ARTICOLO SETTE

La partecipazione è gratuita.

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ARTICOLO OTTO

– Le opere concorrenti dovranno pervenire entro e non oltre il 15 maggio
2020.
Per la Sezione A) Volumi Editi e per la Sezione B) (se preferito l’invio
cartaceo) presso l’indirizzo postale: Premio “Torino in Sintesi” – Viale Enrico
Thovez, 57/8 – 10131 Torino.
Per la Sezione B) Inediti, presso l’indirizzo di posta elettronica
torinoinsintesi@gmail.com

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ARTICOLO NOVE

– Sarà nominato un vincitore per ognuna delle sezioni A) – B) – C). Al vincitore
di ciascuna sezione verrà corrisposto un premio in denaro:
Sezione A: € 500
Sezione B: € 500
Sezione C: € 500

– I tre vincitori saranno premiati anche con un oggetto ricordo attinente al
premio.
Inoltre, i tre vincitori potranno usufruire dell’iscrizione gratuita per l’anno 2021
all’Associazione Italiana per l’Aforisma, in qualità di Soci Ordinari.
– Per gli autori che con le loro massime si saranno particolarmente distinti, sono
contemplate delle Menzioni Speciali, assegnate in numero non precisato, a
insindacabile giudizio della Giuria.

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ARTICOLO DIECI

– In occasione del premio sarà pubblicata dalle Edizioni Joker, a cura di
Sandro Montalto, una antologia comprendente le sillogi inedite premiate ed
estratti dal libro del vincitore, oltre ad alcuni aforismi per ogni partecipante
all’edizione.
– A ciascuno dei vincitori e menzionati delle tre sezioni saranno consegnate
cinque copie in omaggio.
– A tutti i concorrenti, premiati e no, verrà praticato dalle Edizioni Joker uno
sconto del 25% sul prezzo di copertina.

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ARTICOLO UNDICI

– Le deliberazioni della Giuria sono insindacabili ed inappellabili. È prevista la
non assegnazione dei premi nel caso in cui la Giuria non identificasse volumi o
sillogi a suo giudizio meritevoli del riconoscimento.

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ARTICOLO DODICI

– In nessun caso le opere saranno restituite.

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ARTICOLO TREDICI

– I premiati dovranno ritirare personalmente i premi loro assegnati il giorno della
cerimonia, pena la perdita del diritto al premio in denaro (rimarrà comunque al
concorrente il titolo di vincitore).
– I premi non ritirati il giorno della premiazione saranno incamerati per l'edizione
successiva.
– Ai concorrenti vincitori, provenienti dall’estero o da una località che disti oltre
200 km. dal luogo della premiazione, l’Organizzazione offre l’ospitalità in hotel
per la notte successiva alla premiazione.

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ARTICOLO QUATTORDICI

– La cerimonia di premiazione si svolgerà presso una sede da definire nel
pomeriggio di sabato 24 ottobre 2020 durante una pubblica manifestazione.
Inoltre, ai concorrenti vincitori e menzionati sarà data, singolarmente,
tempestiva comunicazione scritta.

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ARTICOLO QUINDICI

– La partecipazione al concorso implica di fatto l’accettazione di tutte le norme
indicate nel presente bando.
INOLTRE:
Durante la cerimonia di premiazione, l’Associazione Italiana per l’Aforisma,
promotrice del Premio “Torino in Sintesi”, conferirà il Premio alla Carriera come
aforista tedesco particolarmente autorevole al dr. Elazar Benyoëtz.
Alla professoressa Giulia Cantarutti verrà assegnato il Premio speciale per l’impegno
nello studio delle forme brevi, segnatamente quelle di lingua tedesca in Italia.

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Contatti

Associazione Italiana per l’Aforisma: viale Enrico Thovez, 57/8 – 10131 Torino (IT)
E-mail: torinoinsintesi@gmail.com

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Die Associazione Italiana per l’Aforisma

und die

Associazione Culturale “Il Mondo delle Idee”

geben die Ausschreibung des

PREMIO INTERNAZIONALE PER L’AFORISMA
“Torino in Sintesi”

VII. Ausgabe 2020

Preisverteilung: Turin, Samstag, den 24. Oktober 2020

bekannt.

Sie steht unter dem Patronat des

Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Piemonte – Provincia di Torino – Città di Torino

Der internationale Preis “Torino in Sintesi” ist dem literarischen Genre des Aphorismus
gewidmet, einem ungewöhnlichen Genre mit einer vielgestaltigen und faszinierenden
Geschichte und klaren technischen Besonderheiten. In den letzten Jahren ist diese
Gattung jedoch zunehmend mit anderen Kleinformen vermischt worden: der Boutade,
dem Mikroessay, der Mikroerzählung, dem Einzelvers oder gar der Lyrik in Prosa. Zweck
dieses Preises ist es, denjenigen Autoren Anerkennung und Gehör zu verschaffen, die
heute noch mit dem Aphorismus als charakteristischer und präziser Ausdrucksform zu
experimentieren bereit sind, um damit deren Sensibilität für Stil und Ausdrucksstärke zu
prämieren.

Internationaler Preis für den Aphorismus “TORINO IN SINTESI”

Gründungskomitee
Anna Antolisei – Roberto Bertoldo – Maria Grazia Casagrande – Alberto Casiraghy –
Donato Di Poce – Anna Gribaudo – Paola Lazzarini – Maria Grazia Maramotti – Sandro
Montalto – Chicca Morone – Maria Luisa Spaziani – Giovanna Vizzari.

Präsidentin: Anna Antolisei
Vizepräsidentin: Chicca Morone
Technischer Direktor: Sandro Montalto
Auslandsbeziehungen: Amedeo Ansaldi
Außenbeziehungen: Lidia Sella

Die Jury der 5. Ausgabe des Internationalen Preises “Torino in Sintesi”wird gebildet
durch:
Simona Abis
Amedeo Ansaldi
Anna Antolisei
Amelia Natalia Bulboaca
Fabrizio Caramagna
Antonio Castronuovo
Sandro Montalto

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Reglement der Sektion C
Aphorismensammlungen ausländischer Autoren

ARTIKEL 1
Deutschland ist das Gastland der VII. Ausgabe 2020.
Die Teilnahme ist kostenfrei.
Für die Teilnahme an der Sektion C, Ausländische Aphoristiker ist erforderlich:
a) – eine Aphorismensammlung in Originalsprache, mit beigefügter italienischer
Übersetzung, von Autoren deutscher Sprache. Die Sammlung, die bereits in
Originalsprache publizierte wie unpublizierte Aphorismen enthalten kann, muss
aus mindestens 20 bis höchstens 40 Aphorismen bestehen (ausgeschlossen
sind Sprüche, Mikroessays, Mikrogedichte usw.).
b) – Autoren die an der Sektion C) des Premio „Torino in Sintesi“ 2020
teilnehmen, haben die Wahl, ihre Aphorismen schon mit italienischer
Übersetzung einzureichen, sie durch Übersetzer ihres Vertrauens übertragen zu
lassen oder sie den vom Direktionskomitee ausgewählten Übersetzern
anzuvertrauen.
c) – Die von den Konkurrenten vorgelegten Aphorismen müssen in keiner Weise
von irgendwelchen Themen inspiriert sein. Die Wahl der Argumente ist
vollkommen frei.

ARTIKEL 2
a) – Die ausländischen Autoren der Sektion C können ihre Aphorismen via e-mail bis
zum 1. Mai 2020 (Fristablauf), wenn sie ohne Übersetzung ins Italienische sind, oder
bis zum 15. Mai 2020, wenn diese Übersetzung bereits beigefügt ist, an folgende
Adresse senden: Viale Enrico Thovez, 57/8 -10131 Torino (IT)
b) – Die mail muss enthalten:
– den Antrag auf Teilnahme an der Sektion C Autori stranieri
– den Namen und Vornamen des Teilnehmers
– Adresse und Telefonnummer
– die unterschriebene Einverständniserklärung, dass die persönlichen Daten zu
kulturellen Zwecken im Sinne des italienischen Gesetztes zur Privacy (675/96 – art.
10) verwendet werden
– Die Teilnehmer erhalten innerhalb von 24 Stunden eine Eingangsbestätigung.
c) – Die Aphorismensammlung jedes Autors muss dagegen als word-attachment
eingereicht werden, nur mit Namen und Vornamen des Autors versehen. Im Anhang
muss auch Name und Vorname des Übersetzers erscheinen.

ARTIKEL 3
Es wird ein einziger Sieger bestimmt, der als Preis die Summe von 500 Euro erhält,
dazu ein schriftliches Zeugnis über die Auszeichnung, 5 Exemplare der Anthologie
“Torino in Sintesi VII Ausgabe 2020“, in denen alle Aphorismen des Siegers in
Originalsprache sowie übersetzt erscheinen, sowie ein dem Preis beigefügtes
Andenken.

ARTIKEL 4
a) – Die Autoren, die sich durch ihre Maximen besonders hervorgehoben haben,
werden durch besondere Erwähnungen (Ehrenurkunden) ausgezeichnet, die in nicht
präzisierter Zahl durch unanfechtbares Urteil der Jury vergeben werden.
b) – Die Teilnehmer, die eine besondere Erwähnung erhalten haben, bekommen ein
Zeugnis sowie 3 Exemplare der Anthologie Torino in Sintesi VII Ausgabe 2020, in der
ihre Aphorismen in Originalsprache sowie in Übersetzung enthalten sind. Sowie ein
dem Preis beigefügtes Andenken.
c) – Einige Aphorismen aller Teilnehmer, ob prämiert oder nicht, werden in der
Anthologie “Torino in Sintesi“ 2020 erscheinen. Jedem Autor wird von den Edizioni
Joker ein Nachlass von 25% auf den Endpreis des Buches gewährt.

ARTIKEL 5
a) – Der Sieger der Sektion C) muss persönlich den ihm zuerkannten Preis am Tag
der Zeremonie in Empfang nehmen, andernfalls verfällt der ihm zugedachte
Geldpreis.
b) – Der Sieger ist für die der Prämierung folgende Nacht Gast der Organisation in
einem Hotel.

ARTIKEL 6
a) – Die Entscheidungen der Jury sind unanfechtbar und endgültig.
b) – Die Teilnahme an der Ausschreibung schließt die Akzeptierung aller dort
aufgeführten Normen ein.

Kontakte

Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi”
Viale Enrico Thovez, 57/8 – 10131 Torino (IT)

E-mail: torinoinsintesi@gmail.com
Associazione Italiana per l’Aforisma: E-mail: segreteria@aiplaforisma.org

Nuova pubblicazione promossa dall’Aipla, Aforismi olandesi e fiamminghi

AforistiNeerlandesi

Per motivare la nascita di questa pubblicazione, voluta e promossa
dall’Associazione Italiana per l’Aforisma, occorre fare un passo indietro.
Anche più di un passo, considerando che l’incontro con la massimazione
neerlandese avvenne quando l’AIPLA non stava che negli ambiziosi
progetti d’un piccolo gruppo di aforisti e di cultori della forma breve, e
ben sette anni prima che decollasse il Premio Internazionale per l’Aforisma
“Torino in Sintesi”.

Il contatto con il professor Giorgio Faggin, allora docente alle
università di Trieste e di Padova e insigne studioso della cultura e dell’arte
olandese e fiamminga, ebbe comunque e sempre, come “pronubo”,
l’aforisma: sapendo che il professore aveva tradotto gli apoftegmi dei
grandi autori neerlandesi, gli domandai di collaborare alla pubblicazione
dell’antologia Aforismi URLati n. 2. Disponibile e generoso, m’inviò la
sua traduzione di alcune massime di Julien de Valckenaere che vennero
pubblicate in quell’opera collettiva, risalente al 2001.

Ritenni però, e non io sola, che de Valckenaere meritasse un’attenzione
maggiore e più specifica, così come alcuni dei suoi illustri conterranei
dediti alla forma breve che, in Italia, erano conosciuti nel solo microcosmo
degli accademici e degli studiosi. Da qui il proponimento mai dimenticato
di tornare sulla massimazione nord-europea in tempi più favorevoli: tempi
arrivati alla piena maturazione oggi che l’AIPLA è una realtà concreta e
affermata, in grado di diffondere con maggiore autorevolezza l’opera dei
più significativi aforisti italiani e stranieri; per incoraggiare, com’è suo
ulteriore compito, un sempre più ampio confronto tra diverse esperienze,
tra dissimili culture e stili espressivi, pur restando, l’Associazione,
saldamente ancorata al genere letterario che le compete.

Ed ecco nato il compendio degli Aforismi olandesi e fiamminghi: cento
massime per ciascuno dei quattro nomi considerati assai significativi nella
storia della forma breve neerlandese del XIX e XX secolo: un compendio
tradotto dal professor Faggin, che ne è anche il curatore, con il piglio
sicuro di un esperto, capace di rendere in lingua italiana il senso più
appropriato e profondo di ciascun brano, delineando così assai meglio la
disparità concettuale e formale che distingue, ad esempio, lo sferzante
progressismo di Multatuli a fronte del radicalismo sentenziale di de Haan,
l’individualismo libertario di Greshoff dall’ironia dissacrante di de
Valckenaere.

Ci auguriamo che questo nuovo volume, ultimo della ormai lunga serie
di pubblicazioni aforistiche volute e promosse dall’AIPLA, sia come i
precedenti motivo di curiosità, di stimolo e di utile arricchimento per ogni
estimatore della forma breve: per chiunque, insomma, non sia mai sazio
delle “perle di saggezza” che l’aforisma sa dispensare, da millenni, a piene
mani.

Associazione Italiana per l’Aforisma

La Presidente

Anna Antolisei

 

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Per vedere tutte le pubblicazioni promosse dalla Associazione Italiana per l’Aforisma consulta la nostra pagina “Pubblicazioni dell’Aipla“.

I libri dei nostri soci – Stefano Elefanti, Quisquilie

Si segnala l’uscita del libro di aforismi di Stefano Elefanti dal titolo Quisquilie, con prefazione di Gino Ruozzi e postfazione di Fabrizio Caramagna.

Con la raccolta Quisquilie (Editrice La Mandragora, collana Sparta diretta da Antonio Castronuovo) Stefano Elefanti esordisce come autore di aforismi dopo avere fornito prova di valido e acuto studioso nel volume saggistico Origini e sviluppo dell’aforisma poetico nel Novecento italiano (Joker, 2013), uno degli studi più interessanti e puntuali sull’aforisma contemporaneo.

Nella prefazione al libro, Gino Ruozzi scrive: “Stefano Elefanti da studioso di qualità conosce le caratteristiche retoriche dell’aforisma; questo è un vantaggio ma potrebbe anche essere un rischio, là dove la cultura potrebbe sopravanzare l’invenzione e il rapporto con la realtà. Invece la sua parola è autentica, con accenti di coscienza e di dolore che manifestano la propria umanità e invitano a scavare nella nostra”.

StefanoElefantiQuisquilie1

I nostri soci – La pagina di Piero Buscioni

Piero Buscioni, Nota bibliografica

Piero Buscioni

Piero Buscioni è nato a Firenze il 6 dicembre del 1973 a un quarto a mezzanotte, ed abita tra Pistoia e Serravalle. Allievo del Liceo Classico pistoiese Forteguerri, si laurea con Marino Biondi, il Grande Romagnolo, presso la facoltà fiorentina di Lettere e Filosofia, in “Storia della critica e della storiografia letteraria”. Insegna, senza fissa dimora, da quasi tre lustri; lingua mortal non dice la magia che, fino ad ora, è stata per lui la scuola. Aforista, poeta e autore di saggi, collabora con “il Portolano”, e ha collaborato con “Paletot” fin quando la rivista è uscita. Ha anche scritto, tra l’altro, su “Nuova Antologia”, “Caffè Michelangiolo”, “Hebenon”, “La Clessidra”. Suoi aforismi sono stati scelti da Guido Ceronetti per il quotidiano “La Stampa”, e una sua poesia è stata inclusa da Roberto Mussapi in un florilegio apparso sui “Luoghi dell’infinito” che comprende anche alcuni grandi poeti del
nostro novecento.

Nel 2000, per Aleph, pubblica Il rabdomante delle acque di Siloe. Saggio su Arrigo Levasti; per Gli Ori escono l’antologia Tributo minimo al novecento italiano in sedici schegge di prosa (2004) e Parole per un altro amore. Scritti sul cinema, con prefazione di Marco Guzzi (2013). Nel 2009 esce il libro di poesie Fa’ luce ti prego fino all’anima (I Quaderni del Battello Ebbro). Nel 2003 ha fondato a Firenze la rivista “il Fuoco” (Polistampa), diretta fino al 2015, anno della sua estinzione. È tra i curatori del volume L’inno che lacera i cortili. Per i sessant’anni di Roberto Carifi. Nel 2012, con la silloge Breviario di scherno e pietà, vince il premio internazionale per l’aforisma “Torino in sintesi” (sezione inediti). Con altre due sillogi figura nell’antologia bilingue The new italian aphorists ( Charleston, USA, 2013) e nell’antologia italiana Geografie minime (Joker, 2015). Sempre per Joker esce, nel 2018, il libro Aforismi per la fine del mondo.
È il massimo ermeneuta al mondo di Maradona. Ha un cane di nome Plotino e un gatto di nome Frodo; Baggins di cognome.

 

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Aforismi di Piero Buscioni

 

L’Italia è una repubblica fondata sul calcio e sui giochi a premi.

Lo strutturalismo sta alla letteratura come l’autopsia alla resurrezione dei corpi.

Essere colti significa aver imparato a non leggere l’ultimo libro che esce.

L’ottimismo è una cosa straordinaria. Occorre tuttavia stabilire se non sia determinato dall’imbecillità.

Scrittore timido, indolente, modesto o austero, l’aforista è per certo uno scrittore. Cosa che non tutti gli scrittori sono.

Più che l’ateismo dell’uomo, a preoccuparmi è il possibile anantropismo di dio.

Dei miei aforismi, quelli che sono capiti, sono anche giustamente apprezzati.

La donna ha un destino ben più alto che quello di emanciparsi: fa sì che la terra e il cielo si diano la mano.

E così gli uomini discenderebbero dalle scimmie? E ancora più remotamente dai girini? Alcuni senza dubbio. Io certamente no. Al di là di questo, comunque, il problema non è solo da cosa si discende ma altresì a cosa si ascende. E questo vale per gli uomini, per le scimmie e finanche per i girini.
Senza contare che, a forza di pensare i nostri progenitori come girini o come scimmie, si corre il rischio di tornare scimmie, se non addirittura girini.

Quasi tutti vivono soltanto per ammazzare il tempo, ma, naturalmente, riescono solo a tramortirlo. E il tempo, non appena si riprende, li ammazza.

Che destino il mio: essere costretto a scegliere gli aforismi peggiori per non umiliare nessuno, e malgrado ciò umiliare comunque!

Col sangue degli artisti gli studiosi dovrebbero fare abluzioni. Invece, ci si fanno una carriera.

Le donne non bisogna soltanto capirle, ma anche e soprattutto carpirle. Il problema è che, ai migliori, sempre ebbri di noluntas, tende a mancare precisamente questa volontà.

Se fosse per i poeti – si dice – il mondo non andrebbe avanti. Ma infatti non dovrebbe andare avanti.

Chi è l’artistoide? Uno che si fa tutta l’arte addosso.

Se anche la poesia non volesse più uscire con me, potrei comunque vantarmi di averci trascorso qualche bella serata, a differenza di tanti che dichiarano di averla sposata quando in realtà non hanno mai avuto il privilegio di offrirle neanche un caffè.

Non manca mai qualcuno pronto ad asciugarti un sorriso.

Quando incontro qualcuno faccio subito una battuta: è la cauzione che pago per allontanarmi.

Oggi gli scrittori hanno un perspicuo talento; cercare i contatti giusti. Peccato che gli unici contatti giusti siano quelli con gli dèi.

Essere uomini, e segnatamente artisti, significa versare il balsamo dell’infinito sulla carne martoriata dei giorni.

Dobbiamo riconoscere a Dio almeno una qualità: la riservatezza.

La tecnologia in sé non è né buona né cattiva. Dipende da come ti usa.

Io non cerco mai il paradosso; e addirittura capita che, incontrandolo per strada, faccia finta di non vederlo. Ma è lui che, ogni volta, si ostina a rivolgermi la parola. Parola che poi terrei volentieri per me, se quello non mi obbligasse a rivolgerla a qualcun altro.

La decadenza del mondo è un sintomo della decadenza del linguaggio.

Un tempo la filosofia interpretava il mondo. Poi intese cambiarlo. Adesso, semplicemente, si tratta di dargli l’estrema unzione.

Definiamo borghese chiunque preferisca abitare i sobborghi dello spirito, anziché i suoi inespugnabili castelli.

Capita che nessuno ci addolori come chi vuol renderci partecipi della sua felicità.

Si può comprendere ed amare ciò che è caduco, solo se esiste l’eterno, e ad esso aneliamo. Si può anelare all’eterno, solo conoscendo e disperatamente amando ciò che è caduco. L’assoluto e il transeunte, il finito e l’infinito, l’uno senza l’altro sono niente.

Per certuni è difficile amare, perché è difficile trovare qualcuno che valga più della loro solitudine.

Per quanto grande possa essere la nostra disperazione, la vita è sempre un po’ più grande.

 

Intervista a Piero Buscioni

1) Tra i molti generi letterari, cosa determina in te la predilezione per la “forma breve”
e per l’aforisma in particolare?

Direi una sorta di vocazione alla sintesi, alla ricerca dell’essenza, della massima concentrazione possibile di significato. Non è un caso che scriva anche poesia (poesia e scrittura aforistica sono per quanto mi riguarda, cioè per la mia storia, nate insieme), e che non abbia invece alcuna attitudine per la costruzione narrativa. Del resto, nel discorso narrativo stesso, sono non di rado proclive ad innamorarmi dei particolari, dei frammenti. Una pagina, un periodo, una frase, che non mi lasciano più, e che finiscono quasi per avere una vita autonoma rispetto al corpus generale.

2) Quando è avvenuto il tuo primo incontro “fatale” con l’aforisma? E da cosa sei stato indotto a cimentarti in questo genere?

Non saprei evocare un momento preciso, ma di certo l’aforisma fa parte del mio destino. All’aggettivo fatale della domanda quindi toglierei senz’altro le virgolette. Quanto alla seconda domanda, cosa induce a scrivere? io dico una necessità profonda. Si scrive per necessità, non per scelta. Vorrei comunque mettere in luce una sorta di specifico movente morale (non moralistico) che caratterizza la produzione aforistica.

3) Quali sono stati i grandi aforisti della letteratura classica che più ti sono congeniali e che ti hanno eventualmente ispirato? Ci sono uno o più aforismi sull’aforisma che secondo te definiscono al meglio questo genere?

Ho inevitabilmente letto molta letteratura aforistica, benché non sia certo uno di quelli che prima legge e poi si mette a scrivere. Tra l’altro ritengo che un aforista, così come un poeta o un romanziere non dovrebbero concentrare troppo le loro letture sul genere a loro congeniale, ma spaziare, esplorare. Comunque farò i primi nomi che mi balenano alla mente, quattro dai secoli passati: Pascal, Chamfort, Schopenhauer, Nietzsche; e quattro dal Novecento, secolo di cui siamo tutti figli e che in un certo senso, pur essendo finito, non smette di finire: Kraus, Cioran, Gomez Davila e il nostro Flaiano. Ci sono molti straordinari aforismi che definiscono l’aforisma, cioè meta-aforismi (io stesso ne ho scritti diversi). Eleggo Kraus che cito a memoria quindi chiedo venia se dovessi sbagliare un segno di interpunzione: “L’aforisma non coincide mai con la verità. O è mezza verità o è una verità e mezzo”.
E stralcio anche un frammento dallo Zarathustra nietzscheano: “le sentenze debbono essere vette; e coloro per i quali sono pronunciate debbono essere grandi e di alta statura”.

4) Ritieni che la letteratura aforistica contemporanea, in Italia, abbia dei rappresentanti in grado di raccogliere qualitativamente l’eredità dei nostri maestri del passato?

Questa è una domanda insidiosa, anche perché rivolta a un aforista! Non saprei. Certamente è con i grandi del passato, remoto o prossimo, che occorre sempre – e in ogni ambito – confrontarsi. A dispetto di tale aureo criterio, rilevo troppo spesso l’ansia fatua, un po’ sciocca, di tenersi al corrente, di aggiornarsi. Aggiornamento è una delle parole che detesto di più.

5) A cosa ritieni sia dovuto il calo d’interesse verso l’aforisma, nei tempi recenti, da parte del mondo editoriale?

Ritengo che vi sia, da parte del cosiddetto mondo editoriale, un calo d’interesse nei confronti dell’autentica qualità letteraria, comunque la si declini dal punto di vista del genere. Colgo l’occasione per raccontare un aneddoto emblematico: un poeta del quale non faccio il nome (mio amico, per inciso, da molti anni), oscuro, ermetico, tragico ma inopinabilmente notevole, potente, per certi versi e in certi momenti grandioso, si sentì rispondere da una importante (si fa per dire visti tanti suoi frutti…) casa editrice che il suo lavoro non interessava perché “troppo alto”. Non penso occorrano ulteriori chiose.

6) Esiste, a tuo avviso, una strada da percorrere perché l’aforisma torni a conquistare l’attenzione dei lettori, soprattutto quelli delle nuove generazioni? Quali azioni indicheresti?

In primis penso che il lavoro di uno scrittore sia scrivere e non preoccuparsi di conquistare l’attenzione di chicchessia. In secundis vorrei essere letto dai giovani ma anche, per dire, dai vecchi. Trovo cioè un po’ retorico questo discorso dell’“adescamento” dei giovani, per quanto insegni e l’insegnamento sia parte assolutamente fondamentale della mia vita. Comunque sì, esiste un’azione che può essere utile a tale scopo: scrivere bene.

7) A tuo avviso, l’aforisma può e deve distinguersi dalle varie forme di comunicazione “veloce” oggi tanto in voga come il tweet, lo slogan, la battuta, ecc…)?

Sì, assolutamente. In un tempo superficiale e mediocratico come il nostro, l’aforisma ha da mostrare il suo blasone, tutti i suoi quarti di nobiltà. Deve appartarsi e svettare. Capita di leggere, in rete ma non solo, sciocchezze invereconde spacciate per aforismi. Scrivere aforismi è anche questo: fare giustizia della banalità.

8) Ritieni che la Grande Rete possa aiutare la diffusione del buon aforisma o che, piuttosto, ne faciliti la degenerazione in forme superficiali e scorrette?

Internet è un moltiplicatore, in parte neutrale in parte no (sarebbe questo un discorso molto complesso). E la massa è, e sarà sempre, incline a recepire ciò che non è prezioso, originale, profondo. Questo è fatale; deve essere così. Ma se attraverso la rete si può raggiungere anche solo una persona – un singolo di Kierkegaardiana memoria… – che non sarebbe stato possibile raggiungere altrimenti, ecco che la rete,
questa nuova dea del nostro tempo, può assumere una valenza provvidenziale.

9) Pensi che la tua esperienza personale, quale autore di aforismi, sia stata fonte di maturazione letteraria, intellettuale, umana? Altrimenti, può esserlo in qualche modo?

Se ho ben compreso il senso della domanda, l’esperienza personale (l’esperienza impersonale o sovrapersonale dei mistici purtroppo mi manca…) costituisce naturalmente il fondamento della scrittura. Di ogni scrittura. Ma – e proprio io ho scritto qualcosa del genere – se si parte dall’esperienza fermandosi ad essa, rimanendovi ingabbiati, cioè non trasfigurandola, non conferendole risonanze anche universali oltreché inconfondibilmente personali, non andando oltre, tanto varrebbe non partire affatto.

10) Quali ritieni siano le migliori doti che deve avere un autentico aforista, oltre alla propensione per la sintesi?

Provo a dirne alcune: acutezza di sguardo; intelligenza agile; rapidità e repentinità di pensiero; moralità nel senso migliore della parola; e, segnatamente per me, senso del paradosso. Aggiungerei che un aforista vero deve avere una sua e soltanto sua visione del mondo. Un po’ come un filosofo.

11) Ti senti contrariato se un aforisma di tuo conio viene pubblicato in contesti di pubblica lettura senza che sia citata la sua paternità? In sostanza: secondo te dovrebbe davvero, un aforisma, essere – come sostiene Maria Luisa Spaziani – “cosa volatile, spontanea, che nasce come un fiore e non esige alcuna sigla di origine”?

Non soltanto mi sentirei contrariato, ma sarei altresì disposto ad adire le vie legali. Facezie a parte, mi sfugge il significato del precetto della Spaziani. Senza contare che l’aggettivo volatile non mi convince per nulla. Io gli aforismi tento di scolpirli nella pietra.

12) C’è una tua silloge, pubblicata o meno, alla quale ti senti più legato perché meglio ti rappresenta?

L’unica mia silloge che ha visto la luce è Aforismi per la fine del mondo. Potrebbe anche essere la prima e l’ultima (benché abbia già abbastanza materiale per un secondo libro). È che ho, per dir così, diversificato la produzione: un saggio monografico che evolvé molto tempo fa dalla tesi di laurea in “Storia della critica”, una rivista uscita a Firenze tra il 2003 e il 2015, un’antologia di scrittori italiani del Novecento, la silloge poetica, una raccolta di scritti sul cinema, e infine la summenzionata silloge aforistica. Lo dico perché questi cinque libri (e la rivista) si richiamano e si completano tra loro; com’è naturale che sia. Il libro di poesie e il libro di aforismi, essendo anche i più direttamente creativi, sono quelli che più mi rappresentano. E non potrebbero esistere, o meglio sarebbero come mùtili l’uno senza l’altro.

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Piero Buscioni, Nota bibliografica

Piero Buscioni

Piero Buscioni è nato a Firenze il 6 dicembre del 1973 a un quarto a mezzanotte, ed abita tra Pistoia e Serravalle. Allievo del Liceo Classico pistoiese Forteguerri, si laurea con Marino Biondi, il Grande Romagnolo, presso la facoltà fiorentina di Lettere e Filosofia, in “Storia della critica e della storiografia letteraria”. Insegna, senza fissa dimora, da quasi tre lustri; lingua mortal non dice la magia che, fino ad ora, è stata per lui la scuola. Aforista, poeta e autore di saggi, collabora con “il Portolano”, e ha collaborato con “Paletot” fin quando la rivista è uscita. Ha anche scritto, tra l’altro, su “Nuova Antologia”, “Caffè Michelangiolo”, “Hebenon”, “La Clessidra”. Suoi aforismi sono stati scelti da Guido Ceronetti per il quotidiano “La Stampa”, e una sua poesia è stata inclusa da Roberto Mussapi in un florilegio apparso sui “Luoghi dell’infinito” che comprende anche alcuni grandi poeti del
nostro novecento.

Nel 2000, per Aleph, pubblica Il rabdomante delle acque di Siloe. Saggio su Arrigo Levasti; per Gli Ori escono l’antologia Tributo minimo al novecento italiano in sedici schegge di prosa (2004) e Parole per un altro amore. Scritti sul cinema, con prefazione di Marco Guzzi (2013). Nel 2009 esce il libro di poesie Fa’ luce ti prego fino all’anima (I Quaderni del Battello Ebbro). Nel 2003 ha fondato a Firenze la rivista “il Fuoco” (Polistampa), diretta fino al 2015, anno della sua estinzione. È tra i curatori del volume L’inno che lacera i cortili. Per i sessant’anni di Roberto Carifi. Nel 2012, con la silloge Breviario di scherno e pietà, vince il premio internazionale per l’aforisma “Torino in sintesi” (sezione inediti). Con altre due sillogi figura nell’antologia bilingue The new italian aphorists ( Charleston, USA, 2013) e nell’antologia italiana Geografie minime (Joker, 2015). Sempre per Joker esce, nel 2018, il libro Aforismi per la fine del mondo.
È il massimo ermeneuta al mondo di Maradona. Ha un cane di nome Plotino e un gatto di nome Frodo; Baggins di cognome.