Risultati del Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi” 2014

 I sigg.ri giurati del Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi”, assieme alla Presidenza ed al Comitato Organizzatore del concorso, annunciano i Vincitori e i Menzionati della 4° Edizione 2014.

 

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Nell’ordine di punteggio:

Sezione A) volumi editi

– Primo premio: Guido Rojetti con “L’amore è un terno (che ti lascia) secco”
– Menzione d’Onore: Roberto Morpurgo 
con “Pregiudizi della libertà I e II”
– Menzione d’Onore: Mario Postizzi 
con “Una lama tra le nuvole”
– Menzione Speciale: Giuseppe Cicero 
con “Aforismi e poche parole”

Sezione B) sillogi inedite
– Primo premio: Samantha Leone con “Essere pronti”
– Menzione d’Onore: Marta Tofi 
con “Patè di non so che di amaro”
– Menzione d’Onore: Fulvio Fiori con “Cuori contemporanei”
– Mensione Speciale: Alessandra Paganardi 
con “In altre parole”

Sezione C) concorrenti stranieri
– Primo premio: Benjamín BARAJAS  (MESSICO)
– Menzione d’Onore: 
Fernando MÉNENDEZ  (SPAGNA)
Menzioni Speciali ex aequo:
– 
Efim TARLAPAN  (ROMANIA) 
– 
Tomasz WARGALA  (POLONIA)
– 
Vasile GHICA  (ROMANIA)

Sezione Speciale
– Primo premio: Francesco Magrì
– Secondo premio: Francesco Di Dio
– Terzo premio: Radames Major
– Quarto premio: Roberta Poggio
– Quinto premio: Andrea Giovo

 L’Associazione Italiana per l’Aforisma, promotrice del Premio “Torino in Sintesi”, complimentandosi con i sigg.ri vincitori e menzionati ringrazia per la partecipazione tutti i concorrenti della 4° Edizione 2014 per aver così efficacemente contribuito a mantenere alto il valore qualitativo del concorso.

Nel confermare l’appuntamento per la 5° Edizione 2016, porgiamo i più cordiali saluti.

La Presidente
Anna Antolisei

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Premio “Torino in Sintesi”. 2008-2014: il Consuntivo della Presidenza

Quattro edizioni biennali, per un premio letterario altamente specializzato nella scrittura breve qual’è il “Torino in Sintesi”, rappresentano quanto occorre alla Presidenza ed al Comitato Direttivo del concorso per fare un consuntivo basato non soltanto su questa edizione 2014, ma sull’intero precorso compiuto dal premio in otto anni di vita. Infatti, in quanto punta di diamante dell’Associazione Italiana per l’Aforisma, il “Torino in Sintesi” non opera solo nel periodo della vera e propria competizione, ma si prolunga durante gli intervalli tra un’edizione e l’altra grazie alla scia di risvolti collaterali che, a noi operatori ed organizzatori, molto insegna.


Prima di procedere oltre, però, va imprescindibilmente aperta una triste parentesi circa la perdita che il nostro premio ha subito mentre i lavori erano in corso. Maria Luisa Spaziani, poeta di punta (detestava essere chiamata ‘poetessa’) della letteratura italiana ed autrice d’indimenticabili e notissimi aforismi, ha lasciato questo mondo portando via con sé tutto ciò che avrebbe potuto, letterariamente e umanamente, ancora regalarci. Addolorati, la salutiamo con un grande ‘grazie’ per aver accordato fiducia al nostro premio sin dal suo nascere, per averlo accompagnato in veste di Presidente Onoraria in tutte le edizioni, per aver messo a disposizione del concorso la sua somma esperienza, i suoi consigli, una presenza più che ambita e preziosa in tanti dei nostri incontri. La quarta edizione del “Torino in Sintesi” è quindi dedicata alla figura di Maria Luisa Spaziani aforista, ed al suo intero impegno nel contesto culturale e letterario italiano del ‘900 e dei nostri giorni. Con riconoscenza e rimpianto, verrà affettuosamente ricordata durante la cerimonia di premiazione del 18 ottobre.

Passo ora ad illustrare le considerazioni fatte nei due anni passati della Presidenza e del Comitato Direttivo partendo dal dato più palese: la struttura portante del “Torino in Sintesi” regge, regge bene e resiste al lungo termine grazie soprattutto alla sua stessa, iniziale ragion d’essere; all’aver cioè rimediato, sulla scena dei premi italiani, alla grave pecca di aver considerato troppo a lungo l’aforisma come una forma letteraria di nicchia o, peggio, d’importanza irrilevante. E regge, questo premio, perché offre la possibilità a molti autori di manifestare il loro talento con diverse modalità; sia in forma di volume edito, sia attraverso le sillogi inedite e aprendo, inoltre, un utile ed istruttivo confronto con i migliori aforisti di altre nazionalità grazie alla terza sezione a loro espressamente dedicata. Si può aggiungere che, per noi fondatori del premio e cultori della forma breve, è motivo di soddisfazione constatare quanti altri concorsi letterari, dal 2008 ad oggi, abbiano aperto sul nostro esempio i loro bandi al genere dell’aforisma, pur lasciando al “Torino in Sintesi” l’esclusiva dell’internazionalità ed il primato delle partecipazioni.

Benché l’impianto di base si riveli dunque solido, va da sé che resta sempre perfezionabile e la nostra intenzione è proprio quella, per la quinta edizione del 2016, di conferire al concorso una fisionomia ancora più varia ed equa. Verranno dunque apportate al bando alcune modifiche tese ad operare un maggior distinguo tra gli autori che hanno già partecipato più volte al premio, classificandosi tra i vincitori e i menzionati, e gli ‘esordienti’ del concorso. S’intende inoltre rafforzare la Sezione Speciale dedicata agli Enti ed alle Istituzioni a scopo umanitario o di utilità sociale, così che l’aforisma possa diffondersi negli ambienti non prettamente letterari assumendo anche una valenza vuoi culturale, vuoi di vantaggio per le comunità che hanno maggiore necessità di sostegno.

Molte ancora sarebbero le considerazioni da aggiungere, ma per il loro carattere specialistico vengono qui lasciate a Sandro Montalto, direttore tecnico del “Torino in Sintesi” e vice presidente dell’Associazione Italiana per l’Aforisma: Associazione senza la quale, tengo a sottolineare, il nostro premio non avrebbe la medesima rilevanza nazionale e internazionale, non conterrebbe in sé il meglio tra gli autori dell’aforisma contemporaneo italiano, non vi sarebbe per loro un punto comune di riferimento altrettanto efficace.

I ringraziamenti della Presidenza vanno dunque ai signori Giurati dell’edizione 2014, all’Organizzazione ed alla Segreteria del premio, all’Associazione Culturale ‘Il Mondo delle Idee’ che da sempre ci supporta. In primo luogo, però, va a tutti i concorrenti del Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi”, il cui spirito sportivo che li sprona alla partecipazione ha reso anche questa quarta competizione un’amichevole opportunità d’incontro e di confronto tra letterati e tra differenti stili di massimazione, generando così un prestigioso evento per la sua sempre elevata statura qualitativa.

Associazione Italiana per l’Aforisma

Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi”

La Presidente

Anna Antolisei

Maria Luisa Spaziani, il premio ‘Torino in Sintesi’, l’Associazione

Mi dispero pensando a quel fatale calo di umorismo che mi sorprenderà in punto di morte”.

C’ero, quando è nato questo aforisma. Stavo lì, sul sedile posteriore di un’auto, a frugare convulsa nella borsa per trovare un pezzo di carta sul quale annotarlo.

La nostra destinazione era il centro congressi dell’Unione Industriale, dove Maria Luisa Spaziani sarebbe stata la relatrice di punta alla cerimonia di premiazione del concorso “Torino in Sintesi”, nella sua prima edizione. Il cuore di una Torino uggiosa e stinta ci scivolava ai lati e quello stesso grigiore sembrava suscitare in lei un ricordo amorevole, così come molti angoli della città, dove “Qui venivo quando… Lì abitava l’amico… C’è ancora la pasticceria in cui…?” .

Di ricordo in ricordo, fu fatale che una conversazione già nostalgica scivolasse verso il tema della fine, dell’estremo addio, di quell’‘oltre’ misterioso che sentiva avvicinarsi senza volerlo prendere, però, troppo sul serio. E infatti sgorgò di getto la considerazione che più era congeniale alla personalità acuta, spesso un po’ canzonatoria della Spaziani: “Fin qui è tutto facile, ma già mi dispero pensando a quel fatale calo di umorismo che mi sorprenderà, invece, in punto di morte!”.

E per l’autrice di questo ennesimo, amaro eppur esilarante aforisma, il momento di lasciare il nostro farraginoso mondo è arrivato, dopo 91 anni di una vita intensa e quanto mai produttiva: ad un’età ragguardevole, dunque, ma sempre troppo presto se ciò che si lascia in eredità a chi rimane è l’impressione che vi fosse ancora molto da ricevere; che sia andata persa una ‘unicità’ impareggiabile; che ogni tentativo d’imitazione di Maria Luisa Spaziani non possa che rivelarsi un misero, vano, irrispettoso fallimento.

Della matriarca della Poesia italiana, così come della donna aforista che, per prima assieme ad Alda Merini, ha illuminato il Novecento con i suoi impeccabili esempi di scrittura breve, già stanno parlando in molti, ed altri ancora ne raccoglieranno, vaglieranno, commenteranno l’opera nel modo più esperto ed esaustivo. Ecco perché, di Maria Luisa Spaziani, non desidero ricordare altro, qui, che l’esigua ma significativa porzione della sua vita professionale, e non solo, che concerne il rapporto con il Premio e con l’Associazione che presiedo.

Tutto parte da lontano, dalla fine del secolo scorso, quando chiesi alla Spaziani un suo contributo alla prima antologia, su carta stampata, di aforismi raccolti e divulgati interamente via web. S’intitolava “URLaforisma” e lei mi scrisse: “Non so cosa significhi questa parola ma sa di moderno, e dunque mi piace. Eccole i miei pensieri più recenti, scelga lei”. Ovviamente non scelsi: pubblicai l’intera silloge perché ogni massima era un piccolo gioiello d’arguzia e di poesia assieme, e fu da quel momento che il nome della Spaziani si legò a doppio filo con il gruppo di temerari, forse un po’ utopici cultori piemontesi dell’aforisma che s’inventarono prima il Premio “Torino in Sintesi” e poi l’Associazione Italiana per l’Aforisma: Maria Luisa a fare da madrina al concorso, con Gino Ruozzi a battezzare la nascita dell’Associazione ed a presenziare spesso ai nostri incontri, arricchendoli con il suo straordinario apporto di sapere, di fascino personale, di presa comunicativa.

Gli appuntamenti torinesi erano sempre autunnali. Ci si nutriva, con sconsiderata abbondanza, del frutto aforistico di autori esordienti e di vecchie glorie della massimazione; poi si finiva al ristorante: non uno qualsiasi, ma quello dove “non fanno storie se fumi a tavola”, uno di quelli, forse, che hanno ispirato la battuta a cui Woody Allen si è abbondantemente rifatto: “Il medico mi ha detto che se smetto di fumare vivrò un mese di più. Ma almeno in quel mese potrò fumare?”. Lì si dava l’assalto al tartufo, “pura poesia in un tubero”, chiacchierando con leggerezza insaporita da un pizzico di humor, ascoltando divertiti l’inesauribile bagaglio di aneddoti che Maria Luisa Spaziani aveva accumulato nel corso di una vita tanto densa d’incontri e di esperienze.

Era sempre lei, l’eccellenza della poesia italiana che non sopportava d’essere chiamata ‘poetessa’ al femminile, a decretare l’ora del ritiro. Le bastava dire “ora sono stanca” e la comitiva si scioglieva in silenzio come neve al sole, nella rispettosa abdicazione a qualsiasi insistenza. E a chi, congedandosi, annaspava tra un ‘dottoressa, professoressa, maestra’ non sapendo quale appellativo attribuirle, lei rispondeva: “Uff, oramai di titoli e titoloni è pieno il mondo. Se vuoi farmi un complimento, caro, chiamami ‘signora’: è questa l’unica specie in via di estinzione!”.

Di lei non ci occorrono altri ricordi: il molto che abbiamo letto della Spaziani e il poco che abbiamo vissuto al suo fianco basteranno a saturare la nostra memoria, per il tempo a venire, con un profondo, affettuoso, grato “senso della rilevanza”; della ‘sua’ rilevanza. E se c’è un augurio che ancora le possiamo rivolgere sta tutto, guarda caso, in un aforisma. Lei scrisse: “Scegliere la mia fine? Morire di meraviglia”. Così si congeda da Maria Luisa Spaziani la nostra società di aforisti; con la speranza che l’istante del passaggio tra un vita e l’altra le abbia regalato un ultimo sussulto d’immenso, meraviglioso stupore.

Anna Antolisei
Il 2 luglio 2014

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Maria Luisa Spaziani