{"id":1835,"date":"2019-06-14T15:42:28","date_gmt":"2019-06-14T15:42:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/?p=1835"},"modified":"2025-04-04T13:04:11","modified_gmt":"2025-04-04T13:04:11","slug":"intervista-a-piero-buscioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/?p=1835","title":{"rendered":"Intervista a Piero Buscioni"},"content":{"rendered":"<p>1) <strong>Tra i molti generi letterari, cosa determina in te la predilezione per la \u201cforma breve\u201d<\/strong><br \/>\n<strong> e per l\u2019aforisma in particolare?<\/strong><\/p>\n<p>Direi una sorta di vocazione alla sintesi, alla ricerca dell\u2019essenza, della massima concentrazione possibile di significato. Non \u00e8 un caso che scriva anche poesia (poesia e scrittura aforistica sono per quanto mi riguarda, cio\u00e8 per la mia storia, nate insieme), e che non abbia invece alcuna attitudine per la costruzione narrativa. Del resto, nel discorso narrativo stesso, sono non di rado proclive ad innamorarmi dei particolari, dei frammenti. Una pagina, un periodo, una frase, che non mi lasciano pi\u00f9, e che finiscono quasi per avere una vita autonoma rispetto al corpus generale.<\/p>\n<p>2) <strong>Quando \u00e8 avvenuto il tuo primo incontro \u201cfatale\u201d con l\u2019aforisma? E da cosa sei stato indotto a cimentarti in questo genere?<\/strong><\/p>\n<p>Non saprei evocare un momento preciso, ma di certo l\u2019aforisma fa parte del mio destino. All\u2019aggettivo fatale della domanda quindi toglierei senz\u2019altro le virgolette. Quanto alla seconda domanda, cosa induce a scrivere? io dico una necessit\u00e0 profonda. Si scrive per necessit\u00e0, non per scelta. Vorrei comunque mettere in luce una sorta di specifico movente morale (non moralistico) che caratterizza la produzione aforistica.<\/p>\n<p>3) <strong>Quali sono stati i grandi aforisti della letteratura classica che pi\u00f9 ti sono congeniali e che ti hanno eventualmente ispirato? Ci sono uno o pi\u00f9 aforismi sull\u2019aforisma che secondo te definiscono al meglio questo genere?<\/strong><\/p>\n<p>Ho inevitabilmente letto molta letteratura aforistica, bench\u00e9 non sia certo uno di quelli che prima legge e poi si mette a scrivere. Tra l\u2019altro ritengo che un aforista, cos\u00ec come un poeta o un romanziere non dovrebbero concentrare troppo le loro letture sul genere a loro congeniale, ma spaziare, esplorare. Comunque far\u00f2 i primi nomi che mi balenano alla mente, quattro dai secoli passati: Pascal, Chamfort, Schopenhauer, Nietzsche; e quattro dal Novecento, secolo di cui siamo tutti figli e che in un certo senso, pur essendo finito, non smette di finire: Kraus, Cioran, Gomez Davila e il nostro Flaiano. Ci sono molti straordinari aforismi che definiscono l\u2019aforisma, cio\u00e8 meta-aforismi (io stesso ne ho scritti diversi). Eleggo Kraus che cito a memoria quindi chiedo venia se dovessi sbagliare un segno di interpunzione: \u201cL\u2019aforisma non coincide mai con la verit\u00e0. O \u00e8 mezza verit\u00e0 o \u00e8 una verit\u00e0 e mezzo\u201d.<br \/>\nE stralcio anche un frammento dallo Zarathustra nietzscheano: \u201cle sentenze debbono essere vette; e coloro per i quali sono pronunciate debbono essere grandi e di alta statura\u201d.<\/p>\n<p>4) <strong>Ritieni che la letteratura aforistica contemporanea, in Italia, abbia dei rappresentanti in grado di raccogliere qualitativamente l\u2019eredit\u00e0 dei nostri maestri del passato?<\/strong><\/p>\n<p>Questa \u00e8 una domanda insidiosa, anche perch\u00e9 rivolta a un aforista! Non saprei. Certamente \u00e8 con i grandi del passato, remoto o prossimo, che occorre sempre &#8211; e in ogni ambito &#8211; confrontarsi. A dispetto di tale aureo criterio, rilevo troppo spesso l\u2019ansia fatua, un po\u2019 sciocca, di tenersi al corrente, di aggiornarsi. Aggiornamento \u00e8 una delle parole che detesto di pi\u00f9.<\/p>\n<p>5) <strong>A cosa ritieni sia dovuto il calo d\u2019interesse verso l\u2019aforisma, nei tempi recenti, da parte del mondo editoriale?<\/strong><\/p>\n<p>Ritengo che vi sia, da parte del cosiddetto mondo editoriale, un calo d\u2019interesse nei confronti dell\u2019autentica qualit\u00e0 letteraria, comunque la si declini dal punto di vista del genere. Colgo l\u2019occasione per raccontare un aneddoto emblematico: un poeta del quale non faccio il nome (mio amico, per inciso, da molti anni), oscuro, ermetico, tragico ma inopinabilmente notevole, potente, per certi versi e in certi momenti grandioso, si sent\u00ec rispondere da una importante (si fa per dire visti tanti suoi frutti\u2026) casa editrice che il suo lavoro non interessava perch\u00e9 \u201ctroppo alto\u201d. Non penso occorrano ulteriori chiose.<\/p>\n<p>6) <strong>Esiste, a tuo avviso, una strada da percorrere perch\u00e9 l\u2019aforisma torni a conquistare l\u2019attenzione dei lettori, soprattutto quelli delle nuove generazioni? Quali azioni indicheresti?<\/strong><\/p>\n<p>In primis penso che il lavoro di uno scrittore sia scrivere e non preoccuparsi di conquistare l\u2019attenzione di chicchessia. In secundis vorrei essere letto dai giovani ma anche, per dire, dai vecchi. Trovo cio\u00e8 un po\u2019 retorico questo discorso dell\u2019\u201cadescamento\u201d dei giovani, per quanto insegni e l\u2019insegnamento sia parte assolutamente fondamentale della mia vita. Comunque s\u00ec, esiste un\u2019azione che pu\u00f2 essere utile a tale scopo: scrivere bene.<\/p>\n<p>7) <strong>A tuo avviso, l\u2019aforisma pu\u00f2 e deve distinguersi dalle varie forme di comunicazione \u201cveloce\u201d oggi tanto in voga come il tweet, lo slogan, la battuta, ecc\u2026)?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, assolutamente. In un tempo superficiale e mediocratico come il nostro, l\u2019aforisma ha da mostrare il suo blasone, tutti i suoi quarti di nobilt\u00e0. Deve appartarsi e svettare. Capita di leggere, in rete ma non solo, sciocchezze invereconde spacciate per aforismi. Scrivere aforismi \u00e8 anche questo: fare giustizia della banalit\u00e0.<\/p>\n<p>8) <strong>Ritieni che la Grande Rete possa aiutare la diffusione del buon aforisma o che, piuttosto, ne faciliti la degenerazione in forme superficiali e scorrette?<\/strong><\/p>\n<p>Internet \u00e8 un moltiplicatore, in parte neutrale in parte no (sarebbe questo un discorso molto complesso). E la massa \u00e8, e sar\u00e0 sempre, incline a recepire ci\u00f2 che non \u00e8 prezioso, originale, profondo. Questo \u00e8 fatale; deve essere cos\u00ec. Ma se attraverso la rete si pu\u00f2 raggiungere anche solo una persona &#8211; un singolo di Kierkegaardiana memoria&#8230; &#8211; che non sarebbe stato possibile raggiungere altrimenti, ecco che la rete,<br \/>\nquesta nuova dea del nostro tempo, pu\u00f2 assumere una valenza provvidenziale.<\/p>\n<p>9) <strong>Pensi che la tua esperienza personale, quale autore di aforismi, sia stata fonte di maturazione letteraria, intellettuale, umana? Altrimenti, pu\u00f2 esserlo in qualche modo?<\/strong><\/p>\n<p>Se ho ben compreso il senso della domanda, l\u2019esperienza personale (l\u2019esperienza impersonale o sovrapersonale dei mistici purtroppo mi manca\u2026) costituisce naturalmente il fondamento della scrittura. Di ogni scrittura. Ma &#8211; e proprio io ho scritto qualcosa del genere &#8211; se si parte dall\u2019esperienza fermandosi ad essa, rimanendovi ingabbiati, cio\u00e8 non trasfigurandola, non conferendole risonanze anche universali oltrech\u00e9 inconfondibilmente personali, non andando oltre, tanto varrebbe non partire affatto.<\/p>\n<p><strong>10) Quali ritieni siano le migliori doti che deve avere un autentico aforista, oltre alla propensione per la sintesi?<\/strong><\/p>\n<p>Provo a dirne alcune: acutezza di sguardo; intelligenza agile; rapidit\u00e0 e repentinit\u00e0 di pensiero; moralit\u00e0 nel senso migliore della parola; e, segnatamente per me, senso del paradosso. Aggiungerei che un aforista vero deve avere una sua e soltanto sua visione del mondo. Un po\u2019 come un filosofo.<\/p>\n<p>11) <strong>Ti senti contrariato se un aforisma di tuo conio viene pubblicato in contesti di pubblica lettura senza che sia citata la sua paternit\u00e0? In sostanza: secondo te dovrebbe davvero, un aforisma, essere \u2013 come sostiene Maria Luisa Spaziani \u2013 \u201ccosa volatile, spontanea, che nasce come un fiore e non esige alcuna sigla di origine\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Non soltanto mi sentirei contrariato, ma sarei altres\u00ec disposto ad adire le vie legali. Facezie a parte, mi sfugge il significato del precetto della Spaziani. Senza contare che l\u2019aggettivo volatile non mi convince per nulla. Io gli aforismi tento di scolpirli nella pietra.<\/p>\n<p>12) <strong>C\u2019\u00e8 una tua silloge, pubblicata o meno, alla quale ti senti pi\u00f9 legato perch\u00e9 meglio ti rappresenta?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019unica mia silloge che ha visto la luce \u00e8 <em>Aforismi per la fine del mondo<\/em>. Potrebbe anche essere la prima e l\u2019ultima (bench\u00e9 abbia gi\u00e0 abbastanza materiale per un secondo libro). \u00c8 che ho, per dir cos\u00ec, diversificato la produzione: un saggio monografico che evolv\u00e9 molto tempo fa dalla tesi di laurea in \u201cStoria della critica\u201d, una rivista uscita a Firenze tra il 2003 e il 2015, un\u2019antologia di scrittori italiani del Novecento, la silloge poetica, una raccolta di scritti sul cinema, e infine la summenzionata silloge aforistica. Lo dico perch\u00e9 questi cinque libri (e la rivista) si richiamano e si completano tra loro; com\u2019\u00e8 naturale che sia. Il libro di poesie e il libro di aforismi, essendo anche i pi\u00f9 direttamente creativi, sono quelli che pi\u00f9 mi rappresentano. E non potrebbero esistere, o meglio sarebbero come m\u00f9tili l\u2019uno senza l\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>**<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Piero Buscioni, Nota bibliografica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Buscioni-Piero_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1844\" src=\"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Buscioni-Piero_2.jpg\" alt=\"Piero Buscioni\" width=\"267\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Piero Buscioni \u00e8 nato a Firenze il 6 dicembre del 1973 a un quarto a mezzanotte, ed abita tra Pistoia e Serravalle. Allievo del Liceo Classico pistoiese Forteguerri, si laurea con Marino Biondi, il Grande Romagnolo, presso la facolt\u00e0 fiorentina di Lettere e Filosofia, in \u201cStoria della critica e della storiografia letteraria\u201d. Insegna, senza fissa dimora, da quasi tre lustri; lingua mortal non dice la magia che, fino ad ora, \u00e8 stata per lui la scuola. Aforista, poeta e autore di saggi, collabora con \u201cil Portolano\u201d, e ha collaborato con \u201cPaletot\u201d fin quando la rivista \u00e8 uscita. Ha anche scritto, tra l\u2019altro, su \u201cNuova Antologia\u201d, \u201cCaff\u00e8 Michelangiolo\u201d, \u201cHebenon\u201d, \u201cLa Clessidra\u201d. Suoi aforismi sono stati scelti da Guido Ceronetti per il quotidiano \u201cLa Stampa\u201d, e una sua poesia \u00e8 stata inclusa da Roberto Mussapi in un florilegio apparso sui \u201cLuoghi dell\u2019infinito\u201d che comprende anche alcuni grandi poeti del<br \/>\nnostro novecento.<\/p>\n<p>Nel 2000, per Aleph, pubblica<em> Il rabdomante delle acque di Siloe. Saggio su Arrigo Levasti<\/em>; per Gli Ori escono l\u2019antologia <em>Tributo minimo al novecento italiano in sedici schegge di prosa<\/em> (2004) e <em>Parole per un altro amore. Scritti sul cinema<\/em>, con prefazione di Marco Guzzi (2013). Nel 2009 esce il libro di poesie <em>Fa\u2019 luce ti prego fino all\u2019anima<\/em> (I Quaderni del Battello Ebbro). Nel 2003 ha fondato a Firenze la rivista \u201cil Fuoco\u201d (Polistampa), diretta fino al 2015, anno della sua estinzione. \u00c8 tra i curatori del volume <em>L\u2019inno che lacera i cortili<\/em>. <em>Per i sessant\u2019anni di Roberto Carifi<\/em>. Nel 2012, con la silloge <em>Breviario di scherno e piet\u00e0<\/em>, vince il premio internazionale per l\u2019aforisma \u201cTorino in sintesi\u201d (sezione inediti). Con altre due sillogi figura nell\u2019antologia bilingue <em>The new italian aphorists<\/em> ( Charleston, USA, 2013) e nell\u2019antologia italiana <em>Geografie minime<\/em> (Joker, 2015). Sempre per Joker esce, nel 2018, il libro <em>Aforismi per la fine del mondo<\/em>.<br \/>\n\u00c8 il massimo ermeneuta al mondo di Maradona. Ha un cane di nome Plotino e un gatto di nome Frodo; Baggins di cognome.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1) Tra i molti generi letterari, cosa determina in te la predilezione per la \u201cforma breve\u201d e per l\u2019aforisma in particolare? Direi una sorta di vocazione alla sintesi, alla ricerca dell\u2019essenza, della massima concentrazione possibile di significato. Non \u00e8 un caso che scriva anche poesia (poesia e scrittura aforistica sono per quanto mi riguarda, cio\u00e8 &#8230; <a title=\"Intervista a Piero Buscioni\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/?p=1835\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Intervista a Piero Buscioni\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[21],"class_list":["post-1835","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","tag-piero-buscioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1835","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1835"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1835\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1845,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1835\/revisions\/1845"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1835"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1835"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1835"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}