{"id":1532,"date":"2015-01-02T17:11:02","date_gmt":"2015-01-02T17:11:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aiplaforisma.org\/?p=1532"},"modified":"2025-04-04T13:11:10","modified_gmt":"2025-04-04T13:11:10","slug":"intervista-ad-alessandra-paganardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/?p=1532","title":{"rendered":"Intervista ad Alessandra Paganardi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Intervista ad Alessandra Paganardi<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/alessandrapaganardi_opt.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1540\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/alessandrapaganardi_opt.jpg\" alt=\"alessandrapaganardi_opt\" width=\"270\" height=\"290\" \/><\/a><\/p>\n<p>1) Tra i molti generi letterari, cosa determina in te la predilezione per la \u201cforma breve\u201d e per l&#8217;aforisma in particolare?<\/p>\n<p><strong>Posto che la distinzione fra generi sia ancora possibile, e posto che esista per ciascuno scrittore una passione preponderante, premetto che la mia predilezione non va principalmente alla forma breve, ma alla poesia. Parlare di poesia in questo contesto sarebbe un po\u2019 fuori tema: mi limito ad osservare che la forma breve \u2013 o meglio l\u2019amore per la densit\u00e0 \u2013 \u00e8 trasversale ai vari generi e coinvolge anche &#8211; forse prima di tutto &#8211; il genere poetico: la brevit\u00e0, del resto, \u00e8 nella natura stessa della sintassi in versi, a prescindere dalla lunghezza totale del testo che si legge o si scrive. Persino un poema lunghissimo pu\u00f2 avere densit\u00e0 aforistica \u2013 pensiamo ai poemi epici arcaici, alla lapidariet\u00e0 dei versi formulari omerici o a certi memorabili endecasillabi danteschi: pagine bellissime e necessarie di \u201cpreliminari di poesia\u201d, per cos\u00ec dire, per poi arrivare a quel solo verso, a quell\u2019accensione potente di significato e di bellezza, a tal punto memorabile che il poeta e il lettore sentono il bisogno di ripeterlo pi\u00f9 volte. Vogliamo scolpirlo farne un monumentum aere perennius, imprimerlo in una memoria non pi\u00f9 soltanto nostra, affinch\u00e9 diventi patrimonio universale. E\u2019 come se tutta l\u2019opera dell\u2019autore, pur interamente necessaria, vivesse in quell\u2019unico pugno di immagini. Rispondo allora alla domanda con una conclusione provvisoria, che \u00e8 insieme spunto per riflessioni ulteriori: la predilezione per la forma breve nasce in me da lontano ed \u00e8 collegata a un\u2019antica passione per la densit\u00e0. Una densit\u00e0 non plumbea, ma capace di coniugarsi con la limpidezza: \u00e8 il segreto di quella particolare, meravigliosa forma breve che \u00e8 l\u2019aforisma. La definirei \u201cdensit\u00e0 distillata\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; 2) Quando \u00e8 avvenuto il tuo primo incontro \u201cfatale\u201d con l&#8217;aforisma? E da cosa sei stato indotto a cimentarti in questo genere?<\/p>\n<p><strong>Sin dai tempi del ginnasio ammiravo gli scrittori che, oltre a comporre opere \u201ccreative\u201d, amassero fermarsi a riflettere sulla vita e sulla loro stessa opera. Lo Zibaldone fu il mio primo amore, naturalmente \u2013 debbo dire, pi\u00f9 ancora che il Leopardi poeta, proprio quello dello Zibaldone e delle \u201cOperette morali\u201d. Per\u00f2 nel frattempo avevo scoperto la passione di scrivere versi e di appuntare, chiosare, persino aggiungere note mie ai libri di letteratura italiana, greca, latina o inglese, come se non fossero gi\u00e0 abbastanza quelle proposte dal noiosissimo commentatore\u2026. E mi rendevo conto che, qualunque cosa scrivessi, pensavo in termini quasi gnomici a come avrei concluso il tutto. Quando scrivevo una poesia pensavo inconsciamente al verso finale, che infatti spesso \u2013 \u00e8 stato detto da alcuni critici \u2013 ha mantenuto nel tempo un aspetto fortemente epigrammatico. Non per motivi puramente formali, credo, ma perch\u00e9 la chiusa di un\u2019opera ne \u00e8 sempre il suggello, il seme realizzato. Un aforisma in fondo non \u00e8 altro che questo: un tentativo di distillare il percorso, senza propriamente cassarlo: facendolo sentire in un\u2019estrema condensazione, come se il punto d\u2019arrivo riassumesse in s\u00e9 tutto il cammino e proprio per questo concentrasse in s\u00e9 un\u2019energia speciale, adatta per la ripartenza\u2026.mi viene in mente l\u2019immagine lieve e gentile di un insetto saltatore \u2013 un grillo, poniamo caso &#8211; che nel posarsi sembra fermarsi un attimo, ma in realt\u00e0 \u00e8 sempre in movimento, in un alterno gioco di energia cinetica e potenziale. E\u2019 il modo stesso di funzionare della mente: mai ferma, mai a riposo, neppure nel sonno, neppure quando formula un pensiero cos\u00ec denso come un aforisma, che pure richiede un\u2019elaborazione e una limatura superiore a qualunque altro genere letterario, perfino alla poesia. Siamo animali in movimento perpetuo, l\u2019intelligenza \u00e8 questo. E se dovessi paragonare l\u2019aforisma a un atto fisico, lo paragonerei proprio a un salto, o meglio al momento apparentemente breve e semplice \u2013 in realt\u00e0 delicatissimo, articolato e difficile \u2013 in cui il pensiero, spiccato il salto, si posa a terra con grazia e si prepara a un altro slancio, proteso verso la sfida di un\u2019altra idea.<\/strong><\/p>\n<p>3) Quali sono stati i grandi aforisti della letteratura classica che pi\u00f9 ti sono congeniali e che ti hanno eventualmente ispirato? Ci sono uno o pi\u00f9 aforismi sull\u2019aforisma che secondo te definiscono al meglio questo genere?<\/p>\n<p><strong>A parte gli antichi autori di sentenze \u2013 penso ad alcuni autori dell\u2019Antologia Palatina, a Marziale, a Orazio \u2013 la cui poesia si presta particolarmente a inserzioni aforistiche \u2013 oppure, risalendo ancora pi\u00f9 indietro, a Democrito, non si pu\u00f2 non ricominciare proprio da Leopardi: pi\u00f9 che aforista, uno straordinario concentrato delle due qualit\u00e0 che un buon aforista deve possedere in abbondanza: creativit\u00e0 e razionalit\u00e0. Si pu\u00f2 dire che le sue riflessioni, anche se producono ragionamenti pi\u00f9 che sentenze, sono alla radice stessa del fare massime, perch\u00e9 la loro limpidezza \u00e8 davvero esemplare. Lo stesso dicasi per Michel de Montaigne, una mia lettura \u201cde chevet\u201d da quando frequentavo il liceo. Ricordare Kraus, fra gli ormai classici anche se pi\u00f9 recenti, \u00e8 quasi stucchevole, tanto \u00e8 ovvio. Fra \u201cmetaaforismi\u201d, poi, ne sceglierei uno, bello e leggero al tempo stesso, di Gabriel Laub: \u201cGli aforismi: schegge di pensiero che entrano dentro gli occhi\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; 4) Ritieni che la letteratura aforistica contemporanea, in Italia, abbia dei rappresentanti in grado di raccogliere qualitativamente l&#8217;eredit\u00e0 dei nostri maestri del passato?<\/p>\n<p><strong>Se per contemporaneit\u00e0 in Italia intendiamo il Novecento, il pensiero corre subito ai giganteschi Bufalino e Flaiano; fra gli scomparsi da poco, doveroso citare due donne straordinarie, la Spaziani e la Merini: di quest\u2019ultima ritengo addirittura che molta della sua miglior produzione sia proprio in aforismi. Tra i viventi segnalerei Guido Ceronetti, Dino Basili e Roberto Gervaso: tre aforisti diversissimi, ma accomunati da una riflessione sul genere umano pensosa, a volte satirica, mai astiosa, e da una formazione giornalistica che spesso \u2013 anche se non sempre \u2013 produce buoni frutti anche per l\u2019aforisma. Di Gervaso vorrei esemplarmente citare un aforisma che metto senza indugio fra quelli memorabili: \u201cSi pu\u00f2 fare a meno di tutto. Purch\u00e9 non si debba.\u201d. Non si pu\u00f2 se non sottoscrivere la lode che Francesco Guccini, cantando \u201cLuci a San Siro\u201d in un concerto, rivolse al collega Roberto Vecchioni: \u201cMaledizione, perch\u00e9 non l\u2019ho scritta io??\u201d \u2026 Altri sono bravissimi, ma non mi arrischio a citarli: li conosco quasi tutti di persona e non vorrei mai che la stima venisse scambiata per un tributo amicale, che \u00e8 altra cosa\u2026<\/strong><\/p>\n<p>5) A cosa ritieni sia dovuto il calo d&#8217;interesse verso l&#8217;aforisma, nei tempi recenti, da parte del mondo editoriale?<\/p>\n<p><strong>Forse a quello che parecchi aforisti stessi, riflettendo sul genere, hanno considerato il punto debole del genere: il rischio di trasformarsi in banalit\u00e0. Oppure, all\u2019opposto, alla difficolt\u00e0 estrema dell\u2019aforisma riuscito, il suo camminare sul filo del rasoio fra verit\u00e0 e dubbio. Due rischi che si assommano senza elidersi e fanno dell\u2019aforisma un genere, per natura, di nicchia, in cui conta la rarit\u00e0 pi\u00f9 che il numero.<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; 6) Esiste, a tuo avviso, una strada da percorrere perch\u00e9 l&#8217;aforisma torni a conquistare l&#8217;attenzione dei lettori, soprattutto quelli delle nuove generazioni? Quali azioni indicheresti?<\/p>\n<p><strong>Ripartirei dalla radice naturale del genere aforistico: l\u2019insegnamento della filosofia nelle scuole. Purtroppo la filosofia \u2013 e lo sa chi, come me, tenta da anni di insegnarla &#8211; \u00e8 una disciplina oggi pi\u00f9 che mai controversa: la si invoca ovunque possibile per \u201clicealizzare\u201d gli istituti &#8211; cio\u00e8, al fondo, per una questione ormai soltanto d\u2019immagine: ma per ragioni complesse vengono progressivamente a mancare, negli studenti, le abilit\u00e0 di base per sentirla davvero come una parte importante della propria formazione. Prima fra tutte la capacit\u00e0 di riflettere sull\u2019uomo per il puro piacere di farlo, senza tornaconti immediati. Le recenti riforme della scuola, con la loro tecnologizzazione estrema e la loro attenzione quasi esclusiva ai numeri, agli schematismi e ai risultati, certo non aiutano. La competizione con se stessi, quella che aiuta la scrittura in genere e la scrittura aforistica in particolare, non pu\u00f2 quantificarsi in nessun rating; costa fatica, persino frustrazione; esige tempi distesi, non entra in alcun programma d\u2019esame \u2013 tantomeno in alcun questionario! &#8211; ed \u00e8 nemica delle tabelle. Ma qui si apre un discorso inesauribile.<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; 7) A tuo avviso, l&#8217;aforisma pu\u00f2 e deve distinguersi dalle varie forme di comunicazione \u201cveloce\u201d oggi tanto in voga come il tweet, lo slogan, la battuta, ecc&#8230;)?<\/p>\n<p><strong>Credo di aver gi\u00e0 risposto, in parte, nella domanda precedente. La differenza tra aforisma <\/strong><strong>e semplice battuta \u00e8 impalpabile ed evidente insieme: \u00e8 nel peso specifico, nell\u2019enorme <\/strong><strong>valore aggiunto della riflessione distillata, del mosto lasciato fermentare e depurato con <\/strong><strong>tenacia. Aggiungo che, come non aiutano i programmi ministeriali, altrettanto poco aiuta la <\/strong><strong>rete. Un sistema d\u2019informazione che ha tanti vantaggi, ma certo non quello di far riflettere con calma e in profondit\u00e0. E che, per giunta, non stimola particolarmente la memoria \u2013 altro ingrediente fondamentale nel trasmettere la vera cultura aforistica.<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; 8) Ritieni che la Grande Rete possa aiutare la diffusione del buon aforisma o che, piuttosto, ne faciliti la degenerazione in forme superficiali e scorrette?<\/p>\n<p><strong>Aggiungo a quanto ho gi\u00e0 detto che diffusione e degenerazione &#8211; spesso ma non sempre &#8211;<\/strong><br \/>\n<strong> stanno dalla stessa parte. Ma questo \u00e8 insito in ogni forma di comunicazione culturale.<\/strong><br \/>\n<strong> Forse bisogner\u00e0 aspettare qualche decennio per giudicare con sintesi di causa se la rete<\/strong><br \/>\n<strong> sia un alleato o meno della riflessione, e della cultura in genere.<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; 9) Pensi che la tua esperienza personale, quale autore di aforismi, sia stata fonte di maturazione letteraria, intellettuale, umana? Altrimenti, pu\u00f2 esserlo in qualche modo?<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 sembrare un paradosso: l\u2019incontro con l\u2019aforisma, per me, \u00e8 stata una scoperta<\/strong><br \/>\n<strong> precoce, ma una conquista tardiva. La scoperta si rinnova ogni giorno; per la conquista mi <\/strong><strong>sento perennemente non all\u2019altezza del genere. E questa \u00e8 la ragione principale per cui <\/strong><strong>preferisco parlarne in punta di piedi, come di un amore appassionato, da cui ci si sempre <\/strong><strong>perennemente respinti. Ma \u00e8 giusto cos\u00ec. Meglio sentirsi sempre inferiori all\u2019oggetto <\/strong><strong>d\u2019amore che attaccare con arroganza il cappello al chiodo\u2026soltanto cos\u00ec si continua a <\/strong><strong>crescere. E forse, di conseguenza, anche a far crescere chi si senta animato dalla nostra <\/strong><strong>stessa tensione.<\/strong><\/p>\n<p>10) Quali ritieni siano le migliori doti che deve avere un autentico aforista, oltre alla propensione per la sintesi?<\/p>\n<p><strong>Umanit\u00e0, \u201cpietas\u201d, intelligenza mobile e sottile come un fluido, spiccato senso del ritmo:<\/strong><br \/>\n<strong> forse anche, a dispetto di tutto, un\u2019impenitente passione per la vita. E propensione per la<\/strong><br \/>\n<strong> metafora, pur senza mai indulgervi oltre la stoccata, il colpo di fioretto. Bisognerebbe a<\/strong><br \/>\n<strong> questo proposito riflettere sul fatto che parecchi aforisti \u2013 non tutti \u2013 siano anche bravissimi poeti: penso, soltanto per restare in Italia, ancora a Merini e Spaziani, o tra i viventi a Cesare Viviani. Eppure scrivere versi e scrivere sentenze sono due abilit\u00e0 distinte, in qualche modo alternative, bench\u00e9 sia possibile e frequente incontrarle nella stessa persona. Ripeto spesso ai miei studenti che l\u2019aforisma e la poesia sono come la mano destra e la sinistra, o se si vuole come i due emisferi del cervello: debbono dialogare, ma non confondersi. Anche qui sta la difficolt\u00e0, la fatica, la pazienza, il camminare sul filo del rasoio, come funamboli.<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; 11) Ti senti contrariato se un aforisma di tuo conio viene pubblicato in contesti di pubblica lettura senza che sia citata la sua paternit\u00e0? In sostanza: secondo te dovrebbe davvero, un aforisma, essere &#8211; come sostiene Maria Luisa Spaziani &#8211; \u201ccosa volatile, spontanea, che nasce come un fiore e non esige alcuna sigla di origine\u201d?<\/p>\n<p><strong>Ogni scrittore vorrebbe segretamente essere ricordato per la sua opera, ancor pi\u00f9 che per la sua firma. In fondo, ci\u00f2 che si scrive nasce per natura anonimo, o meglio \u201capocrifo\u201d: appena raggiunge una forma si distacca da noi, non \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 di nessuno, \u00e8 del mondo. Certo \u00e8 facilissimo \u201crubare\u201d, magari involontariamente, un aforisma, ma oggi \u2013 complice la rete &#8211; questo \u00e8 vero per qualunque genere letterario e scientifico. Perch\u00e9 non fare allora il contrario, cercare di risalire dalla sentenza al suo autore? Sarebbe immensamente pi\u00f9 stimolante, sia per chi scrive che per chi legge. Certo a nessun autore bravo e appartato fa piacere sapere di essere stato l\u2019involontario \u201cghost writer\u201d di qualche penna pigra, malandrina e famosa: ma questa del plagio \u00e8 una questione delicata, che ha a che fare con virt\u00f9 oggi poco praticate: la lealt\u00e0, la dignit\u00e0, il \u201cfair play\u201d, l\u2019orgoglio stesso di pensare e di scrivere. Credo che si tratti di un problema pedagogico, intervenire sul quale \u00e8 estremamente difficile.<\/strong><\/p>\n<p>12) C&#8217;\u00e8 una tua silloge, pubblicata o meno, alla quale ti senti pi\u00f9 legato perch\u00e9 meglio ti rappresenta?<\/p>\n<p><strong>Ho pubblicato finora una sola silloge, \u201cBreviario\u201d, delle edizioni Joker. Sto lavorando alla seconda e mi rendo conto di essere diventata, anche rispetto alla mia opera d\u2019esordio aforistico, terribilmente esigente. Cancello assai pi\u00f9 di quanto non conservi, e di questo passo chiss\u00e0 mai se la nuova raccolta vedr\u00e0 mai la luce! Ma forse non importa poi cos\u00ec tanto. L\u2019importante \u00e8 continuare a pensare, con onest\u00e0 e coraggio, e condividere lealmente i propri pensieri. Mi sento fortunata ad avere incontrato compagni di strada eccezionali, che hanno creduto in me e mi hanno incoraggiato. Loro lo sanno. Per il momento mi basta, e credo non sia affatto poco.<\/strong><\/p>\n<p>**<\/p>\n<p>Nota BioBibliografica<\/p>\n<p>Alessandra Paganardi (1963), scrittrice e saggista, ha collaborato con la casa editrice Puntoacapo e pubblicato saggi e recensioni su riviste letterarie internazionali. <strong>Raccolte di poesie<\/strong>: <em>La pazienza dell\u2019inverno<\/em>, Puntoacapo editrice, 2013 (premio Operauno per l\u2019edito, 2014; segnalato ai premi Montano,<br \/>\n2013 Pontedilegno 2014, Abbadia San Savino 2015;); <em>Tempo reale<\/em>, Joker edizioni, 2008 (premio San<br \/>\nDomenichino, 2009); <em>Ospite che verrai<\/em>, 2005 (ristampa 2007). <strong>Plaquette<\/strong><em>: Frontiere apparenti<\/em>, Puntoacapo Editrice, Novi Ligure 2009; <em>Vedute<\/em>, Ibiskos Ulivieri, Empoli 2008; <em>Binario provvisorio<\/em>, Circolo Culturale Seregn\u2019 de la Memoria, Seregno 2006; <em>Potevamo dire l\u2019assenza<\/em>, Crimeni, Olgiate Comasco 2005); <em>Wish<\/em>, edizioni Sagittario, Genova 2004, a cura di E.Grasso; Espansioni, Il club degli autori, 1998. <strong>Saggi critici, aforismi e prosa narrativa<\/strong>: <em>The new italian aphorists<\/em> (AA.VV, antologia collettiva bilingue a cura di Fabrizio Caramagna), USA 2013; <em>Breviario<\/em> (Premio \u201cMerini\u201d 2013); <em>La magnolia contro le persiane<\/em>, in AAVV, \u00abMilano per le strade: racconti\u00bb, Azimut, Roma 2009; <em>Lo sguardo dello stupore: lettura di cinque poeti contemporanei<\/em>, (Viennepierre 2005, finalista \u201cNabokov\u201d 2008). Per gli aforismi inediti ha ricevuto la menzione speciale della giuria al premio \u201cTorino in sintesi\u201d nelle edizioni 2010 e 2014.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista ad Alessandra Paganardi 1) Tra i molti generi letterari, cosa determina in te la predilezione per la \u201cforma breve\u201d e per l&#8217;aforisma in particolare? Posto che la distinzione fra generi sia ancora possibile, e posto che esista per ciascuno scrittore una passione preponderante, premetto che la mia predilezione non va principalmente alla forma breve, &#8230; <a title=\"Intervista ad Alessandra Paganardi\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/?p=1532\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Intervista ad Alessandra Paganardi\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[],"class_list":["post-1532","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1532","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1532"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1532\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1658,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1532\/revisions\/1658"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1532"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1532"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1532"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}