{"id":1483,"date":"2014-11-06T15:03:00","date_gmt":"2014-11-06T15:03:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aiplaforisma.org\/?p=1483"},"modified":"2025-04-05T15:52:25","modified_gmt":"2025-04-05T15:52:25","slug":"intervista-a-sandro-montalto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/?p=1483","title":{"rendered":"Intervista a Sandro Montalto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>INTERVISTA A SANDRO MONTALTO<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/sandro_montalto1_opt.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1489\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/sandro_montalto1_opt.jpg\" alt=\"sandro_montalto1_opt\" width=\"270\" height=\"315\" srcset=\"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/sandro_montalto1_opt.jpg 270w, https:\/\/www.aiplaforisma.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/sandro_montalto1_opt-257x300.jpg 257w\" sizes=\"auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a><\/p>\n<p>1) Tra i molti generi letterari, cosa determina in te la predilezione per la \u201cforma breve\u201d e per l\u2019aforisma in particolare?<br \/>\n2) Quando \u00e8 avvenuto il tuo primo incontro \u201cfatale\u201d con l\u2019aforisma? E da cosa sei stato indotto a cimentarti in questo genere?<\/p>\n<p><strong>Risponder\u00f2 in una unica soluzione alle prime due domande. Se \u201cpredilezione\u201d significa produzione esclusiva preponderante, per me non \u00e8 tale siccome su ventuno libri pubblicati finora solo uno \u00e8 di aforismi. Da sempre scrivo poesia, prosa, aforismi, teatro, critica, saggi e altro pensando che ogni messaggio che si vuole lanciare necessiti di una precisa forma e di un determinato genere per essere espresso al meglio, e dunque non potrei pensarmi scrittore senza una certa poliedricit\u00e0. Ad esempio spesso si vedono poesie scritte a tavolino per lanciare certi messaggi che dovrebbero essere invece sviluppati in prosa, e i risultati sono inequivocabilmente orribili; oppure si vedono persone che vogliono scrivere per il teatro avendo solo esperienza di prosa e ignorando le specificit\u00e0 tecniche del testo per la scena, con risultati ugualmente deludenti. Per l\u2019aforisma si possono dire cose simili.<\/strong><br \/>\n<strong> Quando ero bambino e ragazzino conoscevo una quantit\u00e0 incredibile di barzellette di ogni genere, e adoravo raccontarle ed ascoltarle (adoro farlo ancora oggi, ma la mia memoria sta diventando precocemente difettosa). Quando ne imparavo una nuova mi mettevo davanti a un foglio e cercavo di rappresentarne graficamente la struttura; poi, quando pensavo di averla capita, ne inventavo altre che funzionassero allo stesso modo e le \u201ctestavo\u201draccontandole in giro. Ho cos\u00ec imparato a distinguere vari tipi di storiella, e qui hanno radice alcuni lavori che ho poi fatto in et\u00e0 pi\u00f9 matura: sia quelli sul teatro (una certa capacit\u00e0 di gestione dei tempi \u00e8 vitale per il buon barzellettiere) sia quelli sul comico che si sono concretizzati in studi su alcuni autori (da Buster Keaton a Samuel Beckett) e in alcune opere creative come Crolli emotivi, sottotitolato \u201cRomanzo per uso esterno\u201d. Fino a quando un giorno, casualmente siccome nella mia famiglia non ci si poteva permettere di comprare libri e quindi leggevo disordinatamente quello che trovavo o mi prestavano, ho incontrato da qualche parte il termine \u201caforisma\u201d (non ricordo dove, n\u00e9 quali autori ho letto per primi) e ho iniziato ad approfondire scoprendo che si potevano dire cose serie e profonde sfruttando la brevit\u00e0 e formule retoriche, cos\u00ec mi pareva, simili a quelle che mi divertivano. Il passaggio seguente, ossia quello di analizzare gli aforismi altrui (scoprendo via via con entusiasmo quanti autori e quanti generi esistono) e poi scriverne di miei, \u00e8 stato naturale. Da subito mi \u00e8 stata ben chiara la differenza tra una battuta umoristica e un aforisma (anche se l\u2019esatto confine \u00e8 come il tempo secondo Sant\u2019Agostino: so cos\u2019\u00e8 ma se mi chiedi di dirlo non lo so pi\u00f9), ma anche la possibilit\u00e0 di fondere efficacemente in un unico aforisma alto e basso, divino e terreno, serio e faceto. Siccome credo che chiunque viva questi aspetti in maniera nettamente distinta abbia seri problemi psicologici, e sia in ogni caso scollato dalla realt\u00e0. In questo senso, tra i migliori aforismi che conosco continuano ad esserci alcune uscite di Woody Allen nelle quali si sente chiaramente l\u2019uomo che conosce come va il mondo, che ha cultura, e che conosce il delicato equilibrio (e la vitale coesistenza) di leggerezza e gravit\u00e0. Alcuni pensano che dietro a suoi aforismi come \u00abNon solo Dio non esiste, ma provate a cercare un idraulico di domenica!\u00bb o \u00abIl sesso senza amore \u00e8 un\u2019esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote \u00e8 una delle migliori\u00bb, oppure ancora \u00abHo smesso di fumare: vivr\u00f2 una settimana di pi\u00f9 e in quella settimana piover\u00e0 a dirotto\u00bb ci sia del cinismo, ma osservando bene chi lo pensa ci si accorge come costui non abbia compreso le coesistenze di cui ho appena parlato, le quali sono alla base dell\u2019esistere nel mondo (d\u2019altra parte i disastri li hanno sempre compiuti coloro i quali vedevano la vita in maniera netta, manichea, rigida, ipocritamente schiacciata su comandamenti astratti). Non voglio dire che l\u2019aforisma sia per sua natura apodittico, o scettico, o che altro: non lo so. Non credo che debba avere una certa forma o un certo contenuto, credo piuttosto che debba concretizzare la coesistenza di opposti che caratterizza la nostra vita. Sicuramente, per\u00f2, dovrebbe tra l\u2019altro insegnare una capacit\u00e0 di sintesi che \u00e8 un atteggiamento mentale prima che scrittorio, utile a ragionare e a ben operare. La forma \u00e8 cos\u00ec importante, d\u2019altra parte, che spesso davanti a due aforismi ugualmente efficaci che dicono cose opposte \u00e8 onestamente difficile decidere a quale aderire. Ed \u00e8 vero che il \u201clavoro di lima\u201d \u00e8 fondamentale in qualsiasi opera, ma penso che l\u2019aforisma migliore nasca all\u2019improvviso, in una folgorazione nella quale forma e contenuto sono inestricabili. Ancora oggi mi accorgo che, pur amando autori che concepiscono la forma breve come un microsaggio (penso a Canetti, ad esempio), ed avendo molto praticato io stesso questa modalit\u00e0, quello che cerco \u00e8 il <\/strong><strong>messaggio profondo e sentito espresso per\u00f2 nella forma pi\u00f9 efficace possibile. Il che non significa necessariamente pi\u00f9 breve: come nei dialoghi di un romanzo, quando leggi un aforisma se hai un minimo di orecchio capisci subito se il tutto \u00e8 pensato e naturale allo stesso tempo, come dovrebbe essere. Se percepisco che in un aforisma c\u2019\u00e8 anche solo una parola di troppo, come spesso avviene, provo un profondo fastidio: penso che in questo genere pi\u00f9 che negli altri contenuto, ritmo e \u201cquantit\u00e0\u201d siano indissolubili. Non \u00e8 un caso, penso, che spesso i migliori aforisti non sono stati scrittori in senso stretto ma saggisti, artisti, a volte persone che facevano tutt\u2019altro: vale a dire persone che non si preoccupavano di dare ai loro aforismi una inutile patina di letterariet\u00e0. Infine, vorrei aggiungere che l\u2019aforisma smaschera facilmente il suo autore: come dicevo prima serve un po\u2019 di orecchio, che ci si forma leggendone molti e di diverso tipo, ma se l\u2019autore non \u00e8 autentico, o non <\/strong><strong>padroneggia il ritmo, o non ha una precisa idea di quel che vuol dire si nota subito.<\/strong><\/p>\n<p>3) Quali sono stati i grandi aforisti della letteratura classica che pi\u00f9 ti sono congeniali e che ti hanno eventualmente ispirato? Ci sono uno o pi\u00f9 aforismi sull\u2019aforisma che secondo te definiscono al meglio questo genere?<\/p>\n<p><strong>Amo Cioran come amo Allen o Sergio Quinzio, e amo Lec come Marco Aurelio o Kraus, Canetti come Montaigne o Ambrose Bierce(ovviamente potrei citarne molti altri). Certo mi appassionano meno autori come i moralisti francesi, ma anche in essi trovo a volte aforismi la cui validit\u00e0 in ogni tempo e situazione \u00e8 straordinaria. Amo molto gli antichi e certe cose delle culture lontane dalla nostra<\/strong><strong>. E sono decisamente pi\u00f9 interessato a chi scrive libri di aforismi in quanto tali rispetto a chi dissemina i suoi aforismi in opere di altro genere; per\u00f2 come non amare Oscar Wilde, che ancora oggi alcuni pensano sia un autore salottiero mentre \u00e8 stato uno scrittore di straordinaria profondit\u00e0? E che dire di Shakespeare, o Borges, che gettano copiosamente splendidi aforismi nelle loro opere? E di certi memorabili passi dell\u2019Antico Testamento, che pure \u00e8 un caso ancora diverso? Naturalmente, anche tra le battute di alcuni autori si nascondono aforismi memorabili: basti citare tra gli altri i classici Longanesi (\u00abUno stupido \u00e8 uno stupido, due stupidi sono due stupidi. Diecimila stupidi sono una forza storica\u00bb), Flaiano (\u00abLa situazione politica in Italia \u00e8 grave, ma non seria\u00bb; \u00abL\u2019insuccesso mi ha dato alla testa\u00bb) e Marchesi (\u00ab\u00c8 sbagliato giudicare un uomo dalle persone che frequenta. Giuda, per esempio, aveva degli amici irreprensibili\u00bb). E, per chiuderla qui, che dire di autori non di aforismi ma che per me sono come la lettura del breviario, ad esempio Seneca?<\/strong><br \/>\n<strong> Quanto agli aforismi sull\u2019aforisma che trovo pi\u00f9 belli e significativi, quelli belli e famosi sono un mazzetto (che di recente mi \u00e8 anche capitato di raccogliere per una plaquette legata al premio \u201cTorino in Sintesi\u201d), e citer\u00f2 certamente cose che molti altri hanno gi\u00e0 citato. Scelgo questi: \u00abL\u2019aforisma non \u00e8 breve: \u00e8 incommensurabile\u00bb (Jos\u00e9 Bergam\u00edn); \u00abAforisma: saggezza predigerita\u00bb (Ambrose Bierce); \u00abUn aforisma benfatto sta tutto in otto parole\u00bb (Gesualdo Bufalino); \u00abMi fa orrore sviluppare, spiegare, commentare, sottolineare, mi fa orrore tutto quello che ricorda il filosofo, e quindi il professore. La filosofia \u00e8 un pensiero che si spande (come si dice dello sterco di vacca quando si allarga). Non amo che il pensiero conciso, fulminato in una formula\u00bb (Emil Cioran); \u00abIl vantaggio dell\u2019aforisma sul sistema \u00e8 la facilit\u00e0 con cui si dimostra la sua insufficienza. Tra poche parole \u00e8 difficile nascondersi come tra pochi alberi\u00bb (Nicol\u00e1s G\u00f3mez D\u00e1vila); \u00abL\u2019aforisma \u00e8 il tentativo di risolvere <\/strong><strong>dialetticamente il conflitto tra esperienza e riflessione\u00bb (Alessandro Morandotti).<\/strong><\/p>\n<p>4) Ritieni che la letteratura aforistica contemporanea, in Italia, abbia dei rappresentanti in grado di raccogliere qualitativamente l\u2019eredit\u00e0 dei nostri maestri del passato?<\/p>\n<p><strong>Certo! Non far\u00f2 qui, naturalmente, dei nomi specifici. Tuttavia l\u2019aforisma in Italia mi pare vivissimo, come ho sempre sospettato captandone i prodotti qua e l\u00e0 (troppo spesso condannati alla macchia). Ho allora deciso nel 2003 di fondare la collana di aforismi \u201cAthanor\u201d presso le Edizioni Joker, che oggi raccoglie quasi tutto il meglio in questo campo si va stampando in Italia. Da allora una cosa ha tirato l\u2019altra: sono entrato in contatto con molti autori, taluni gi\u00e0 maturi e consapevoli e altri in via di formazione ma con tutte le carte in regola, e ne ho talvolta organizzato la pubblicazione in volumi autonomi e in antologie. Molti autori non li ho giudicati ancora meritevoli di pubblicazione ma si sono quasi sempre dimostrati aperti a suggerimenti e desiderosi di ampliare le loro conoscenze. Poco dopo \u00e8 iniziata anche in questo senso la collaborazione soprattutto con Anna Antolisei e Fabrizio Caramagna, e sono nati il Premio Internazionale per l\u2019Aforisma \u201cTorino in Sintesi\u201d e l\u2019Associazione Italiana per l\u2019Aforisma (AIPLA) di cui sono vicepresidente. Intorno alla collana, all\u2019associazione con il relativo sito e al Premio (senza dimenticare l\u2019ottimo sito \u201cAforisticamente\u201d da Caramagna ideato e curato, grazie al quale sono stati portati in Italia molti autori stranieri di estremo interesse) \u00e8 stato tutto un fiorire di iniziative e (\u00e8 quello che fondamentalmente mi premeva) si \u00e8 manifestata presso gli aforisti la voglia di leggersi e commentarsi a vicenda. Solo passando attraverso questa fase di presa di coscienza del lavoro di tutti sar\u00e0 possibile aprirsi in maniera efficace ai lettori (i quali, quando ne hanno avuto l\u2019occasione, hanno quasi sempre reagito con notevole curiosit\u00e0 alle nostre iniziative). <\/strong><strong>Certo l\u2019aforisma sembra facile da scrivere, e compare ovunque robaccia (che \u00e8 tale perch\u00e9 chiaramente manca a monte una consapevolezza e una conoscenza specifica del genere); spesso viene confuso con la battutina tout court o con il motto da Bacio Perugina, o con lo slogan (anche se si potrebbe molto discutere su questo territorio di confine). Ma il nostro lavoro sta contribuendo in maniera significativa a precisare di cosa stiamo parlando presso una cerchia di lettori sempre pi\u00f9 ampia. Detto questo, \u00e8 fin troppo ovvio che il tempo filtrer\u00e0 (ma non ho detto che necessariamente filtrer\u00e0 bene: per questo occorre essere sempre vigili), e cosa rester\u00e0 lo scopriremo solo tra molto tempo. Tuttavia dire che non ci sono eredi, o che il passato contiene sempre il meglio, mi pare ogni volta un buon modo per deresponsabilizzarsi. Occorre gettarsi nella mischia, comprendere, esaminare, valutare, comparare\u2026 e alla fine scommettere. Si pu\u00f2 sbagliare, ma l\u2019attuale, desolante situazione editoriale \u00e8 il frutto di generazioni che hanno smesso di combattere (spesso esibendosi come combattenti sconfitti, ma sotto sotto <\/strong><strong>desiderando di essere ammessi come cortigiani).<\/strong><\/p>\n<p>5) A cosa ritieni sia dovuto il calo d\u2019interesse verso l\u2019aforisma, nei tempi recenti, da parte del mondo editoriale?<\/p>\n<p><strong>Questo calo non lo vedo. C\u2019\u00e8 un calo nei confronti dell\u2019aforisma contemporaneo, e la grande editoria non fa pi\u00f9 ricerca, questo s\u00ec\u2026 ma si tratta comunque di un vuoto editoriale vecchio al massimo di una ventina d\u2019anni: prima l\u2019editoria seguiva con una certa continuit\u00e0, anche se certo con il contagocce, questo genere (che a met\u00e0 Novecento era ancora importantissimo). Tuttavia ancora oggi in ogni libreria in cui entro uno scaffalino dedicato agli aforismi lo trovo. Penso che chi come noi coltiva con passione questo genere dovrebbe imparare a cavalcare l\u2019onda di questo persistente interesse editoriale lavorando alla base, con pazienza e tenacia, per far s\u00ec che poco alla volta il vero aforisma prenda il posto della battutina volgare, dell\u2019osannata banalit\u00e0 (non divertente) <\/strong><strong>stile Flavio Oreglio, o anche dell\u2019ennesima traduzione dei soliti noti (Wilde in testa) della quale non si sente davvero il bisogno. Un\u2019altra cosa da imparare sarebbe un corretto ed efficace uso di internet, nonostante ci si debba tuffare in un mare magnum piuttosto limaccioso. C\u2019\u00e8 poi da aggiungere che un editore deve vendere libri, non \u00e8 un ente di beneficienza. Ad un editore si pu\u00f2 (si deve) chiedere di impiegare parte degli sforzi per pubblicare volumi in sicura perdita economica ma dall\u2019evidente prestigio culturale, ma non di condannarsi al fallimento. Le spese che un editore deve affrontare sono ormai assurde, ed occorre mediare. L\u2019errore lo compie chi cancella dal proprio orizzonte i prodotti di maggiore pregio e si dedica esclusivamente a qualsiasi prodotto garantisca una vendita immediata. Una operazione editoriale come <em>Anche le formiche nel loro piccolo<\/em> s\u2019incazzano di Gino&amp;Michele (nella quale peraltro sono stato ospitato anche io, anche se i curatori scelsero il <\/strong><strong>peggio di quello che avevano inizialmente raccolto di mio, come mi confess\u00f2 un redattore), a dispetto delle critiche di molti, insieme a moltissime battute umoristiche conteneva una buona quantit\u00e0 di aforismi estremamente belli e interessanti. Poteva essere l\u2019occasione per un rilancio in grande stile del genere aforistico, ma gli autori e gli editori si chiusero in uno sdegnato snobismo cos\u00ec presso il grande pubblico pass\u00f2 l\u2019idea che il campo dell\u2019aforisma coincideva con quello della battuta. Fino a quando di tutto questo si persero l\u2019arguzia e l\u2019intelligenza e rimase una sottospecie di stentato comico da quattro soldi, buono per far ridere anche il pi\u00f9 ottuso tra gli spettatori (siccome nel frattempo il \u201clettore\u201d era diventato, appunto, \u201cspettatore\u201d).<\/strong><\/p>\n<p>6) Esiste, a tuo avviso, una strada da percorrere perch\u00e9 l\u2019aforisma torni a conquistare l\u2019attenzione dei lettori, soprattutto quelli delle nuove generazioni? Quali azioni indicheresti?<\/p>\n<p><strong>Come anticipavo, forse dovremmo sfruttare la passione del lettore comune per la velocit\u00e0, per la rapidit\u00e0 del messaggio, per gli slogan e instillare in questa rapidit\u00e0 un messaggio pi\u00f9 pregnante, e una ricercatezza (efficacia? autenticit\u00e0?) linguistica che sappia combattere la repellente banalizzazione del reale che una mentalit\u00e0 stile Twitter ha instillato in troppe persone. E\u2019 una delle possibilit\u00e0, sia chiaro, ma potrebbe nel tempo breve facilitare il lavoro di diffusione del vero aforisma. Sia chiaro: non ce l\u2019ho con Twitter a priori. Recentemente durante una presentazione di poesia ho citato un aforisma splendido nato proprio su quel social: \u00able poesie su internet sono silenzi che non ce l\u2019hanno fatta\u00bb. E, mi si dice (io non lo uso), chi usa questo mezzo si trova in una sorta di continuo confronto reciproco. Ci\u00f2 che voglio dire \u00e8 che ogni mezzo di espressione che non abbia un minimo di filtro a priori (che per\u00f2 non deve essere censorio) rischia, credo, di premiare chi scrive tanto invece di chi scrive bene. Senza contare che la brevit\u00e0 imposta, in numero di caratteri, pu\u00f2 essere un gioco divertente ma schiaccia l\u2019aforisma su una sola delle sue tante forme possibili. Il rischio \u00e8 quello di confondere la brevit\u00e0 con la concisione, e quindi, tornando da capo, quello di confondere l\u2019aforisma con lo slogan. Sicuramente occorrerebbe togliere all\u2019aforisma quella patina di elitarismo che alcuni autori hanno contribuito a creare, e cos\u00ec forse ricomincer\u00e0 anche il passaparola dei lettori. Stanislaw Jerzy Lec, che pure adoro, ha scritto che \u00abla gente non ama che i pensieri che non fanno pensare\u00bb, tuttavia credo che non sia cos\u00ec vero: mi capita non <\/strong><strong>raramente di leggere su Facebook aforismi bellissimi, spesso scritti da utenti comuni; in molti altri casi vedo citati aforismi splendidi di grandi autori, che vengono condivisi in breve tempo da centinaia se non migliaia di altri utenti. Solo moda? Non credo.<\/strong><\/p>\n<p>7) A tuo avviso, l\u2019aforisma pu\u00f2 e deve distinguersi dalle varie forme di comunicazione \u201cveloce\u201d oggi tanto in voga come il tweet, lo slogan, la battuta, ecc\u2026)?<\/p>\n<p><strong>Credo di avere gi\u00e0 risposto. Deve assolutamente distinguersi ma senza che questo alimenti il sussiego e lo snobismo di nessuno. Di questo nuovo tipo di comunicazione si dovrebbe forse (ma in certi casi: non \u00e8 l\u2019unica soluzione possibile) sfruttare la rapidit\u00e0, riempiendola per\u00f2 di quei contenuti che solitamente nella comunicazione in stile spot manca.<\/strong><\/p>\n<p>8) Ritieni che la Grande Rete possa aiutare la diffusione del buon aforisma o che, piuttosto, ne faciliti la degenerazione in forme superficiali e scorrette?<\/p>\n<p><strong>Anche su questo \u2013 mi scuso \u2013 credo di avere detto la mia prima, rispondendo alla domanda 6. Ma non si segnaler\u00e0 mai abbastanza il pericolo della comunicazione facile: quella di dare la parola a chiunque, il rischio (\u00e8 un allarme recentemente ribadito da Umberto Eco, ma \u00e8 quotidianamente sotto gli occhi di tutti) che l\u2019opinione di un vero esperto, di un premio Nobel o del primo che passa siano ritenute ugualmente importanti in nome di una qualche idea distorta e ridicola di democraticit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>9) Pensi che la tua esperienza personale, quale autore di aforismi, sia stata fonte di maturazione letteraria, intellettuale, umana? Altrimenti, pu\u00f2 esserlo in qualche modo?<\/p>\n<p><strong>Scrivere aforismi per me \u00e8 stata una abitudine quasi quotidiana: il mio primo libro di aforismi, uscito nel 2005, contiene circa 1800 aforismi, che sono per\u00f2 il precipitato dei circa 10.000 scritti fino ad allora. Per lungo tempo ne ho scritti diversi ogni giorno e questa pratica ha accompagnato ogni risvolto della mia vita, di scrittore e di persona nel mondo. Era un allenamento, lo sapevo, e fin da subito sapevo che avrei dovuto poi selezionare in maniera severa. Proprio il processo di selezione (siccome credo che l\u2019aforisma bello sia una buona cosa in s\u00e9, ma che un vero autore debba poi dar prova di saper organizzare un volume coeso e coerente) ha fatto di me un vero aforista (non dico un bravo aforista, ovviamente). Solo una volta terminata questa fase, un po\u2019 per caso e un po\u2019 volutamente, ho iniziato a leggere ogni aforisma mi capitasse a tiro (prima ne avevo letti, ovviamente, ma l\u2019\u201cangoscia dell\u2019influenza\u201d di steineriana memoria esiste), ed oggi posso dire di aver letto quasi tutto quanto in aforistica \u00e8 stato pubblicato in italiano. <\/strong><strong>Durante questa fase di letture voraci mi sono sentito a casa, e quando ho letto l\u2019aforisma di Canetti \u00abI grandi autori di aforismi sembra che si conoscano tutti bene fra loro\u00bb ho capito perfettamente, pur non essendo grande, cosa intendesse dire. <\/strong><strong>Come ho detto all\u2019inizio, poi, sicuramente il senso critico che si era sviluppato in me, e l\u2019abitudine ad organizzare il pensiero in maniera precisa e concisa, mi hanno migliorato a livello sia intellettuale sia umano. Andare al sodo curando la forma nel rispetto dell\u2019autenticit\u00e0 \u00e8 una lezione fondamentale, per lo scrittore e ancora pi\u00f9 per l\u2019uomo. Oggi sento di aver fatto tesoro di quella fase, e scrivo in maniera infinitamente pi\u00f9 rara e misurata. Posso aggiungere che la lettura dei grandi aforisti ha confermato le idee che da sempre albergavano in me: il potere conoscitivo dell\u2019ironia, la necessit\u00e0 di un sapere pluridisciplinare, la diffidenza verso un sapere monolitico e chiuso (che genera intolleranza e quindi violenza), una certa concezione del pensiero pi\u00f9 reticolare che lineare. Nella prefazione all\u2019ultima antologia di aforisti contemporanei che ho curato ho citato il filosofo Francis Bacon: \u00abgli aforismi, rappresentando una conoscenza frammentaria, invitano gli uomini a indagare ulteriormente, mentre i sistemi, recando la parvenza di un totale, rassicurano gli uomini come se essi fossero al culmine della conoscenza\u00bb. Vale a dire che il leggere e lo scrivere aforismi denunciano una sorta di disillusione: forse il mondo non \u00e8 pi\u00f9 sintetizzabile in sistemi coerenti di pensiero, o con un deterministico ottimismo, n\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 possibile organizzare senza significative contraddizioni la nostra percezione di esso. Ma \u00e8 proprio qui che sta il bello.<\/strong><\/p>\n<p>10) Quali ritieni siano le migliori doti che deve avere un autentico aforista, oltre alla propensione per la sintesi?<\/p>\n<p><strong>Una cultura ampia e pluridisciplinare e un lungo allenamento a comprendere i moti umani (allenamento che si compie sul campo sporcandosi, e non solo sui libri). La capacit\u00e0 di non mescolarsi alla folla senza diventare elitario. Capacit\u00e0 e volont\u00e0 di osservare sia se stesso sia gli altri con piet\u00e0 e onest\u00e0 allo stesso tempo. L\u2019aforista deve inoltre avere spirito (nel senso di \u201cwitz\u201d), interesse per la storia e disprezzo per la cronaca, capacit\u00e0 di meravigliarsi ogni giorno, buon gusto (che non significa aver sempre paura di offendere qualcuno!), amore per la libert\u00e0, apertura. E la pazienza di lasciar sedimentare i testi per poi riguardarli con occhi nuovi: detesto l\u2019abitudine di scrivere un aforisma e pubblicarlo immediatamente su Facebook.<\/strong><\/p>\n<p>11) Ti senti contrariato se un aforisma di tuo conio viene pubblicato in contesti di pubblica lettura senza che sia citata la sua paternit\u00e0? In sostanza: secondo te dovrebbe davvero, un aforisma, essere \u2013 come sostiene Maria Luisa Spaziani \u2013 \u201ccosa volatile, spontanea, che nasce come un fiore e non esige alcuna sigla di origine\u201d?<\/p>\n<p><strong>Mi \u00e8 successo non solo questo, ma anche che alcune persone abbiano ripubblicato miei aforismi a loro nome; ma il mondo \u00e8 piccolo, e talvolta i nodi vengono al pettine. L\u2019ho ritenuto da una parte lusinghiero, dall\u2019altra anche una buona occasione per sputtanare in maniera clamorosa i malcapitati. Ci si deve pur divertire, ogni tanto\u2026 Quanto al resto, talvolta scrivendo un saggio mi \u00e8 capitato di avere in mente un aforisma senza ricordarne la paternit\u00e0. Ho allora cercato in internet e notato che veniva attribuito a 3-4 autori diversi. Quando possibile ho fatto ricerche bibliografiche ma quando non \u00e8 stato possibile l\u2019ho citato anonimo, spiegando la cosa e apprezzando il fatto che \u00e8 sostanzialmente sopravvissuto al suo autore. Come altrove ho segnalato, per\u00f2, questo mi ha dato modo di riflettere sul fatto che spesso apprezziamo certi aforismi perch\u00e9 stimiamo i loro autori, ma se li attribuissimo a personaggi dal carattere diametralmente opposti forse li troveremmo anche banali, o di cattivo gusto (il primo, forse banale esempio che mi viene in mente sono certi aforismi di Pitigrilli). Devo per\u00f2 dire che se qualcuno cita miei aforismi con in coda il mio nome sono pi\u00f9 contento. Si sa: ogni scarafone\u2026<\/strong><\/p>\n<p>12) C\u2019\u00e8 una tua silloge, pubblicata o meno, alla quale ti senti pi\u00f9 legato perch\u00e9 meglioti rappresenta?<\/p>\n<p><strong>Fino ad ora ho pubblicato una sola silloge: <em>L\u2019eclissi della chimera<\/em>, nel 2005. Da tempo \u00e8 quasi terminato un secondo volume, ma aspetto il momento giusto per rifinirlo e pubblicarlo. Della qualit\u00e0 di ci\u00f2 che scrivo non posso parlare, ovviamente, ma posso senz\u2019altro dire che il mio primo libro di aforismi per come \u00e8 scritto e organizzato mi rappresenta molto (anche se qua e l\u00e0 farei dei ritocchi e ancora qualche taglio), e che il secondo, in via di definizione, rispecchia fedelmente sia me sia il suo predecessore.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>INTERVISTA A SANDRO MONTALTO 1) Tra i molti generi letterari, cosa determina in te la predilezione per la \u201cforma breve\u201d e per l\u2019aforisma in particolare? 2) Quando \u00e8 avvenuto il tuo primo incontro \u201cfatale\u201d con l\u2019aforisma? E da cosa sei stato indotto a cimentarti in questo genere? Risponder\u00f2 in una unica soluzione alle prime due &#8230; <a title=\"Intervista a Sandro Montalto\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/?p=1483\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Intervista a Sandro Montalto\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[],"class_list":["post-1483","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1483","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1483"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1483\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1662,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1483\/revisions\/1662"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1483"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1483"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1483"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}