{"id":1236,"date":"2014-01-01T19:40:20","date_gmt":"2014-01-01T19:40:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aiplaforisma.org\/?p=1236"},"modified":"2025-04-05T15:54:32","modified_gmt":"2025-04-05T15:54:32","slug":"intervista-a-fabrizio-caramagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aiplaforisma.org\/?p=1236","title":{"rendered":"Intervista a Fabrizio Caramagna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>INTERVISTA A FABRIZIO CARAMAGNA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Foto_albero_opt.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1237\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Foto_albero_opt.jpg\" alt=\"Caramagna\" width=\"300\" height=\"178\" \/><\/a><\/p>\n<p>1) Tra i molti generi letterari, cosa determina in te la predilezione per la \u201cforma breve\u201d e per l\u2019aforisma in particolare?<\/p>\n<p><strong>Sono una persona molto attenta all&#8217;etica. In un mondo in cui c&#8217;\u00e8 una assenza conclamata di valori che non siano la furbizia, il cinismo, l&#8217;ipocrisia, la sfrontatezza e il violare deliberatamente le regole civili, l&#8217;aforisma parla di valori, quasi sempre per denunciare la loro mancanza. L&#8217;aforista \u00e8 un moralista, pur senza la pretesa di moralizzare nessuno. Un altro motivo per cui prediligo l&#8217;aforisma \u00e8 che, per natura, sono sempre stato &#8220;contrarian&#8221;, (in piemontese &#8220;bastian contrario&#8221;), in minoranza e all&#8217;opposizione su tutto. E nessun genere pi\u00f9 dell&#8217;aforisma \u00e8 all&#8217;opposizione, contro gli schemi e gli stereotipi consolidati e le vecchie e logore verit\u00e0. Dell&#8217;aforisma mi piace anche la possibilit\u00e0 di concentrare la realt\u00e0 in una sola riga, a volte in quattro o cinque parole (&#8220;l&#8217;universo in un granello di senape&#8221; scrivono gli orientali). E&#8217; come se chi scrivesse un aforisma fosse continuamente alla ricerca della formula magica (tipo E=mc\u00b2) in grado di svelare, con la sua fulminante brevit\u00e0, i segreti dell&#8217;universo.<\/strong><\/p>\n<p>2) Quando \u00e8 avvenuto il tuo primo incontro \u201cfatale\u201d con l\u2019aforisma? E da cosa sei stato indotto a cimentarti in questo genere?<\/p>\n<p><strong>Curiosamente fui colpito dal libro di un medico e psichiatra canadese assolutamente sconosciuto in Italia: &#8220;Mots de tete&#8221; di Pierre Legar\u00e8. Ho poi letto libri di aforisti pi\u00f9 importanti e anche pi\u00f9 profondi, ma quel libro mi fece scoprire l&#8217;aspetto ludico della scrittura aforistica. Scrivere aforismi \u00e8 un modo di giocare a dadi contro la realt\u00e0. Si gettano le parole e si spera che dalla combinazione esca fuori un paradosso, un capovolgimento, un modo di vedere le cose che non \u00e8 quello ordinario e banale. E gli aforismi di quel libro tendevano continuamente trappole casuali alla realt\u00e0 attraverso degli incredibili cortocircuiti di senso. Non a caso il secondo autore che lessi, dopo Pierre Legar\u00e8, fu Ramon Gomez de la Serna, un altro giocoliere della forma breve, un funambolo che guizzava da un&#8217;immagine all&#8217;altra con le sue analogie strabiliante. Poi scopr\u00ec scrittori autorevoli come Stanislaw Jerzy Lec, Elias Canetti, EM Cioran, La Rochefoucauld, Jospeh Joubert, Karl Kraus, Georg Christoph Lichtenberg,\u00a0<\/strong><strong>ma questo imprinting ludico \u00e8 sempre rimasto in me. E infatti la mia scrittura aforistica deve molto a questi due autori.<\/strong><\/p>\n<p>3) Quali sono stati i grandi aforisti della letteratura classica che pi\u00f9 ti sono congeniali e che ti hanno eventualmente ispirato? Ci sono uno o pi\u00f9 aforismi sull\u2019aforisma che secondo te definiscono al meglio questo genere?<\/p>\n<p><strong>Devo confessare che negli ultimi anni &#8211; anche per il mio lavoro &#8211; ho letto davvero tutto, o quasi tutto. Nella mia biblioteca ci sono migliaia di libri, librini e anche manoscritti di aforismi. Come dicevo sopra, Pierre Legar\u00e8 e Ramon Gomez de la Serna mi hanno fatto scoprire l&#8217;aforisma. L&#8217;autore che invece leggo e rileggo quasi tutti i giorni (e che ho anche tradotto in lingua italiana) \u00e8 l&#8217;argentino Antonio Porchia.\u00a0Mi diventa invece difficile dire quale aforisma sull&#8217;aforisma definisca meglio questo genere. Nel corso dell\u2019ultimo secolo ci sono state un gran numero di riflessioni meta-operative sull\u2019aforisma da parte di molti autori di aforismi. Questo accanimento definitorio si potrebbe quasi definire come la fatica di un Sisifo che cerca invano una definizione ultima sull\u2019aforisma senza mai riuscire a trovarla. Perch\u00e9 l&#8217;aforisma \u00e8 davvero un genere sfuggente e Proteo, il dio della trasformazione, \u00e8 la sua divinit\u00e0. Tra le centinaia di definizioni mi viene in mente la pi\u00f9 famosa, quella di Karl Kraus, \u201cL\u2019aforisma non coincide mai con la verit\u00e0; o \u00e8 una mezza verit\u00e0 o una verit\u00e0 e mezzo\u201c, ma ci sono molte altre definizioni ugualmente acute e folgoranti.<\/strong><\/p>\n<p>4) Ritieni che la letteratura aforistica contemporanea, in Italia, abbia dei rappresentanti in grado di raccogliere qualitativamente l\u2019eredit\u00e0 dei nostri maestri del passato?<\/p>\n<p><strong>Assolutamente s\u00ec. Anzi ritengo che il livello qualitativo dell&#8217;aforisma contemporaneo sia pi\u00f9 alto rispetto al passato.<\/strong><\/p>\n<p>5) A cosa ritieni sia dovuto il calo d\u2019interesse verso l\u2019aforisma, nei tempi recenti, da parte del mondo editoriale?<\/p>\n<p><strong>Nel corso degli anni ottanta e novanta c&#8217;\u00e8 stato un interesse delle case editrici per l&#8217;aforisma, che \u00e8 culminato con le antologie di Federico Roncoroni e Gino Ruozzi, quest&#8217;ultima pubblicata presso i prestigiosi Meridiani Mondadori. Poi il vuoto. Credo che sia un discorso che riguarda il sistema editoriale nella sua complessit\u00e0. Ormai i libri non sono pi\u00f9 prodotti culturali ma oggetti di consumo e si pubblica solo ci\u00f2 che si pensa di vendere. In un mio aforisma scrivo che &#8220;l&#8217;editore giudica la predica dal numero di offerte dei fedeli&#8221;. E il genere aforistico, complice anche la forte concorrenza di internet, \u00e8 un genere che non vende, che non ha &#8220;offerte&#8221; da parte dei fedeli. Perch\u00e9 pubblicare un libro di aforismi quando un thriller o un romanzo di vampiri mi rendono mille volte di pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p>6) Esiste, a tuo avviso, una strada da percorrere perch\u00e9 l\u2019aforisma torni a conquistare l\u2019attenzione dei lettori, soprattutto quelli delle nuove generazioni? Quali azioni indicheresti?<\/p>\n<p><strong>Innanzitutto suggerirei al correttore ortografico di non segnare in rosso la parola &#8220;aforista&#8221; che non \u00e8 un errore grammaticale! E&#8217; come se il correttore segnasse in rosso la parola &#8220;poeta&#8221; o &#8220;narratore&#8221;! <\/strong><strong>Scherzi a parte, l&#8217;aforisma ha bisogno di case editrici autorevoli, ma non potr\u00e0 mai essere un genere &#8220;leggibile&#8221;. Il lettore ha la pazienza di leggere 500 pagine di un romanzo, ma non ha la pazienza di leggere 20 aforismi di seguito. Stanislaw Jerzy Lec scrive che &#8220;la gente non ama che i pensieri che non fanno pensare&#8221;. L&#8217;aforisma al contrario fa pensare, \u00e8 una continua ginnastica della mente, una bilancia invisibile che pesa il bene e il male, i vizi e la virt\u00f9 e ci dice la verit\u00e0 sulle tare. Leggere un libro di aforismi pu\u00f2 essere faticoso. La narrativa ha sempre cercato di compiacere il lettore, creando una forma che fosse comprensibile e piacevole per il medesimo, controllandone la lettura attraverso un sapiente dosaggio di tempi e modi e dialoghi. Nel tentativo di rendere l&#8217;esperienza del lettore ricca e coerente, la narrativa si \u00e8 spesso mostrata e continua a mostrarsi come un genere &#8220;ossequioso&#8221;. L&#8217;aforisma, nel presentare una\u00a0raffica di pensieri condensati, discontinui, senza mai compiacere il lettore, rivendica il suo non essere un &#8220;genere ossequioso&#8221;. Il libro di aforismi non mette il lettore a confronto con una storia o un avventura o con un sogno come fa il romanzo, ma lo mette di fronte\u00a0a una serie di pensieri, mai banali, mai semplici, uno dopo l&#8217;altro, senza pause. E&#8217; un pensiero allo stato puro, senza il packaging della trame e dei dialoghi. E non un pensiero qualunque. Ma un pensiero che io definisco &#8220;dissonante&#8221;, che mira a spiazzare il lettore, a sovvertire e ribaltare le sue convinzioni radicate e i suoi luoghi comuni. Quanti lettori hanno voglia di leggere per un&#8217;ora di seguito una lista di pensieri &#8220;dissonanti&#8221;, senza pause, senza artifici, con una continua elaborazione mentale? Direi pochi&#8230; Per cui l&#8217;aforisma come &#8220;raccolta&#8221; e &#8220;libro&#8221; \u00e8 destinato a rimanere un genere elitario. L&#8217;aforisma conquista l&#8217;attenzione dei lettori solo se viene fruito singolarmente, in uno spazio temporale breve, come succede sul web, dove un singolo aforisma, unito a una immagine o un video, raccoglie migliaia di condivisioni. Su Twitter un aforisma &#8220;benfatto&#8221; pu\u00f2 raggiungere un pubblico di migliaia di lettori (i cosiddetti follower) e pu\u00f2 avere centinaia di condivisioni (i cosiddetti retweet), ma viene fruito singolarmente, in una sorta di unit\u00e0 temporale usa e getta. \u00a0Paradossalmente, \u00e8 pi\u00f9 facile che un aforisma venga letto in una bustina per il the, nell&#8217;ora pomeridiana o serale favorevole alla meditazione, che in un &#8220;continuum&#8221; come il libro fatto di una sequenza di aforismi.<\/strong><\/p>\n<p>7) A tuo avviso, l\u2019aforisma pu\u00f2 e deve distinguersi dalle varie forme di comunicazione \u201cveloce\u201d oggi tanto in voga come il tweet, lo slogan, la battuta, ecc\u2026)?<\/p>\n<p><strong>Come dicevo sopra al punto 3, l&#8217;aforisma \u00e8 un genere proteiforme, in continua mutazione, che concentra in s\u00e9 molti modelli stilistici. Ci sono modelli di aforisma dove prevale la battuta (pensiamo a Woody Allen) e modelli di aforisma dove prevale lo slogan (penso a Marcello Marchesi). Modelli di aforisma proverbiale e modelli di aforisma poetico. Non esiste un aforisma puro, incontaminato. L&#8217;aforisma \u00e8 trasversale rispetto agli altri modelli stilistici, \u00e8 una sintesi di stili e di forme brevi multiformi.<\/strong><\/p>\n<p>8) Ritieni che la Grande Rete possa aiutare la diffusione del buon aforisma o che, piuttosto, ne faciliti la degenerazione in forme superficiali e scorrette?<\/p>\n<p><strong>Da pi\u00f9 di un anno sto lavorando a una antologia di autori di Twitter. Credo che gli autori pi\u00f9 interessanti dell&#8217;aforistica italiana contemporanea siano proprio in rete, su Twitter. Chi \u00e8 su Twitter non scrive pi\u00f9 in una torre d&#8217;avorio senza alcun contatto con il pubblico (e quindi senza feedback), ma grazie allo stimolo di questa piattaforma si confronta di continuo con i lettori e con gli altri creatori di tweet, alla pari. Nessun altro mezzo \u00e8 cos\u00ec meritocratico e trasparente: se il tweet funziona viene retwittato e condiviso, se non funziona finisce nell&#8217;oblio. Raramente chi scrive tweet superficiali o banali viene premiato. Il successo di un tweet pu\u00f2 indurre l&#8217;autore a scrivere un altro tweet in uno stile simile, il suo insuccesso pu\u00f2 fargli capire che cosa non funziona. Spesso un tweet pu\u00f2 essere fonte di ispirazione per altri autori, che con una leggera variazione stilistica lo modificano e lo migliorano. Twitter si pu\u00f2 davvero definire un movimento collettivo di autori che scrivono &#8211; in forma breve &#8211; un diario, un cahier, a pi\u00f9 mani che viene continuamente aggiornato e variato in un processo infinito di affabulazione.<\/strong><br \/>\n<strong> Purtroppo nella rete ci sono anche aspetti negativi legati al plagio, alla contraffazione e al furto degli aforismi. Quando si vede una pagina di Facebook che riporta aforismi di autori classici e contemporanei, senza mai citare la fonte, ci si trova di fronte a una palese violazione del diritto d&#8217;autore.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>9) Pensi che la tua esperienza personale, quale autore di aforismi, sia stata fonte di maturazione letteraria, intellettuale, umana? Altrimenti, pu\u00f2 esserlo in qualche modo?<\/p>\n<p><strong>L&#8217;aforisma mi ha aiutato\u00a0a conoscere meglio se stesso. Canetti scrive che &#8220;Da solo, l&#8217;uomo aggiusta ogni cosa in modo che gli venga comoda. Da solo, \u00e8 un irresistibile bugiardo. Non dir\u00e0 mai a se stesso qualcosa di veramente spiacevole, senza controbilanciarlo subito con qualcosa di lusinghiero. L&#8217;aforisma agisce perch\u00e9 arriva dall&#8217;esterno, inaspettato: non vi \u00e8 subito qualcosa di pronto che possa fargli da contrappeso. Esso ci mostra come siamo veramente&#8221;. Ecco, molto spesso, leggendo aforismi ho provato questo processo di riconoscimento di qualcosa che era nascosto dentro di me, sotto strati e strati di finzione e ipocrisia e perbenismo. L&#8217;aforisma mi ha permesso\u00a0di maturare, a conoscere meglio me stesso e il mondo che mi circonda.<\/strong><\/p>\n<p>10) Quali ritieni siano le migliori doti che deve avere un autentico aforista, oltre alla propensione per la sintesi?<\/p>\n<p><strong>Dal punto di vista stilistico che cosa hanno in comune un microsaggio aforistico, un aforisma poetico e una aforisma sarcastico? Nulla. E anche i processi creativi che portano alla creazione di questi aforismi sono differenti. In uno l&#8217;ironia \u00e8 un pregio, nell&#8217;altro \u00e8 un difetto. Se proprio devo cercare una dote comune a tutti gli aforisti, questa \u00e8 la maturit\u00e0, la profondit\u00e0, la saggezza, la capacit\u00e0 di meditare. Non a caso chi scrive aforismi lo fa nell&#8217;et\u00e0 della maturit\u00e0. Un grande poeta pu\u00f2 scrivere poesie a sedici anni (pensiamo a Rimbaud), raramente e difficilmente un grande aforista scrive aforismi a sedici anni.<\/strong><\/p>\n<p>11) Ti senti contrariato se un aforisma di tuo conio viene pubblicato in contesti di pubblica lettura senza che sia citata la sua paternit\u00e0? In sostanza: secondo te dovrebbe davvero, un aforisma, essere \u2013 come sostiene Maria Luisa Spaziani \u2013 \u201ccosa volatile, spontanea, che nasce come un fiore e non esige alcuna sigla di origine\u201d?<\/p>\n<p><strong>Purtroppo l&#8217;autorialit\u00e0 dell&#8217;aforisma \u00e8 meno forte dell&#8217;autorialit\u00e0 di una poesia. Nessuno si sognerebbe di attribuire l&#8217;Infinito di Leopardi a Pascoli o le Corrispondenze di Baudelaire a Rimbaud, ma spesso e volentieri si attribuisce a Oscar Wilde o La Rochefoucauld aforismi che non sono di questi autori. Indro Montanelli scriveva: &#8220;Quando mi viene in mente un bell&#8217;aforisma, lo metto in conto a Montesquieu, od a La Rochefoucauld. Non si sono mai lamentati&#8221; \u00a0ed \u00e8 quello che viene fatto spesso al giorno d&#8217;oggi. Il famoso aforisma &#8220;Il potere logora chi non ce l&#8217;ha&#8221; \u00e8 attribuito ad Andreotti ma venne scritto da Talleyrand. E che dire dei tanti aforismi che circolano in forma anonima. In un mio aforisma scrivo: &#8220;Ci sono aforismi anonimi di cui non sa l\u2019autore e che ricordano certi terreni di cui, anche cercando nei registri, non si rintraccerebbe pi\u00f9 il proprietario&#8221;. Credo che su tutto questo pesi anche la percezione dell&#8217;aforisma come un &#8220;non genere letterario&#8221;, come un contenitore\u00a0&#8220;utilitaristico&#8221; da fruire per cinque minuti di ironia e saggezza senza bisogno di focalizzarsi sull&#8217;autore.\u00a0Un mio aforisma &#8220;<em>Che sensibilit\u00e0 per il sole: arrossire la sera prima di tramontare<\/em>&#8221; ha oltre 100 pagine di ricerca su Google relativamente a siti e social che lo citano. La met\u00e0 di coloro che citano questo mio aforisma non indica il mio nome e cognome, qualcuno scrive F.C. e c&#8217;\u00e8 persino qualche usurpatore (o mitomane!) che cancella il mio nome e cognome e mette il suo. Purtroppo \u00e8 un fenomeno impossibile da contenere.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>12) C\u2019\u00e8 una tua silloge, pubblicata o meno, alla quale ti senti pi\u00f9 legato perch\u00e9 meglio ti rappresenta?<\/p>\n<p><strong>S\u00ec, &#8220;Linee di seta&#8221;. Ho\u00a0pubblicato questa silloge nel 2012 e da allora non faccio che aggiungere, togliere, limare aforismi. Mi sento come Antonio Porchia che ha passato la vita a modificare e variare all&#8217;infinito le sue &#8220;Voci&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>**<\/p>\n<p><strong>Fabrizio Caramagna<\/strong><\/p>\n<p>Fabrizio Caramagna (Torino, 1969) \u00e8 studioso e scrittore di aforismi.\u00a0E&#8217; fondatore del sito Aforisticamente con cui ha fatto conoscere per la prima volta in italia importanti aforisti stranieri e ha curato la pubblicazione di alcune antologie dell&#8217;aforisma contemporaneo. E&#8217; uno dei soci fondatori della &#8220;Associazione Italiana per l&#8217;Aforisma&#8221; di cui \u00e8 Segretario Generale.<\/p>\n<p>Da anni si batte a favore del riconoscimento della \u201cbibliodiversit\u00e0\u201d della letteratura contro l\u2019eccessiva predominanza della narrativa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>INTERVISTA A FABRIZIO CARAMAGNA 1) Tra i molti generi letterari, cosa determina in te la predilezione per la \u201cforma breve\u201d e per l\u2019aforisma in particolare? Sono una persona molto attenta all&#8217;etica. 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